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Oli e Grassi
ALTO CROTONESE

 ALTO CROTONESE
Lo sapevi che ...
A testimonianza dello storico legame con l’ambiente, si festeggia da tempi immemorabili, la sagre del Cullurello, della quale, il letterato P. Maone, vissuto nella seconda metà dell’ottocento, ne dà una precisa descrizione: «Friggerà al crepuscolo il gustosissimo olio di oliva nelle enormi padelle per cuocere il Cullurello, una rara leccornia». Il Cullurello è una strana ciambella fatta di pasta fresca, fritta nell’olio nuovo, mangiata calda e accompagnata dalle olive condite. La comparsa sulla tavola del Cullurello segna ancora oggi l’inizio della stagione della raccolta delle olive.
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Prodotto
La denominazione di origine protetta «Alto Crotonese» può essere attribuita all’olio extravergine di oliva ottenuto da olive della varietà «Carolea» che deve essere presente negli oliveti in misura non inferiore al 70%. Le altre varietà presenti negli oliveti e che possono concorrere da sole o congiuntamente nella produzione della denominazione «Alto Crotonese» in misura non superiore al 30% sono le cultivar: Pennulara, Borgese, Leccino, Tonda di Strongoli, Rossanese.
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Assaggio

Sapore fruttato leggero, odore delicato di oliva.

 

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Caratteristiche

La denominazione di origine protetta «Alto Crotonese» è riservata all’olio di oliva extravergine che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal regolamento (CEE) n. 2081/92 ed indicati nel disciplinare di produzione.
Il territorio si presenta omogeneo per condizioni ecopedologiche e varietali estendendosi ai piedi della catena montuosa della Sila grande.
L’orografia dell’intero comprensorio si caratterizza da una serie di colline, con pendenze molto variabili che si accentuano nella parte più a nord del territorio.
L’area geografica, per l’80% del territorio, supera i 400 metri sul livello del mare.
Il clima è tipico dell’area mediterranea con piogge concentrate nel periodo autunno-invernale.
Tali condizioni pedoclimatiche, unitamente alla componente varietale, conferiscono all’olio extravergine di oliva «Alto Crotonese» le peculiari caratteristiche qualitative descritte. 
L’olivicoltura rappresenta il principale comparto produttivo dell’area, rivestendo un ruolo preminente nell’economia della zona incidendo per il 30% sulla P.L.V. dell’area interessata.
L’oloio ottenuto presenra un’acidità massima, espressa in acido oleico, in peso, non eccedente grammi 0,7 per 100 grammi di olio; acido oleico non inferiore al 70%; colore giallo paglierino-verde chiaro. 

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Come si ottiene

Come si coltiva.
Le condizioni ambientali e di coltura degli oliveti devono essere quelle tradizionali e caratteristiche della zona, per conferire alle olive ed all’olio derivato le specifiche caratteristiche.
Pertanto sono da considerarsi idonei gli oliveti i cui terreni di origine miocenico-pliocenica di varia natura litologica, porosi con permeabilità nell’insieme elevata, provviste di buona sistemazione, atte a garantire lo sgrondo delle acque superficiali e profonde.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura, devono essere quelli generalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle olive e dell’olio. In particolare, oltre alle forme tradizionali di allevamento, per i nuovi impianti sono consentite altre forme di allevamento con una densità di impianto fino a 400 piante per ettaro.
La produzione massima di olive /Ha non può superare i 100 quintali negli oliveti specializzati intensivi.
Per la coltura consociata o promiscua la produzione massima di olive è di kg 65 a pianta.
La raccolta delle olive viene effettuata a partire dall’inizio dell’invaiatura e non deve protrarsi oltre il 31 dicembre di ogni campagna oleicola.
La raccolta delle olive deve avvenire dalla pianta manualmente o meccanicamente.
Le olive devono risultare indenni da attacchi parassitari, devono essere trasportate e conservate fino alla molitura in recipienti rigidi e fenestrati.
La resa massima delle olive in olio non può superare il 20% 
Come si oleifica. 
Le operazioni di estrazione dell’olio e di confezionamento devono essere effettuate nell’ambito dell’area territoriale delimitata nel disciplinare di produzione.
Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a produrre oli che presentino, il più fedelmente possibile, le caratteristiche peculiari originarie del frutto.
Le olive devono essere sottoposte a lavaggio a temperatura ambiente; negli impianti a ciclo continuo durante la gramolatura la temperatura della pasta oleosa non deve superare i 25 °C. Ogni altro trattamento è vietato. Le olive devono essere molite entro i 2 giorni dalla raccolta.                                                                                                                       Le operazioni di trasformazione ed imbottigliamento sono effettuate nell’ambito territoriale delimitato.
Le ragioni per le quali anche l’operazione di imbottigliamento è effettuato nella zona delimitata derivano dalla necessità di salvaguardare le caratteristiche peculiari e la qualità dell’olio «Alto Crotonese», garantendo che il controllo effettuato dall’Organismo terzo avvengano sotto la vigilanza dei produttori interessati   

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La storia

La coltivazione dell’olivo nella provincia di Crotone risale a circa 2000 anni prima di Cristo. Le tribù Enotrie o Pelasgiche, che risiedevano nell’entroterra crotonese, vissero in piccole entità sparse sul territorio ed erano dedite alla vita agro-pastorale.
Le prime evidenti tracce risalgono all’epoca bizantina, grazie all’opera di monaci dell’ordine Basiliano, i quali verso la fine del VI secolo, rifugiatisi in Calabria, provenienti dall’Oriente Ellenico, iniziarono a migliorare le tecniche colturali dell’olivo.
La prova del loro operato sta nel ritrovamento di antichi frantoi, datati VI-X secolo dopo Cristo ed, ancora oggi, nei pressi di loro insediamenti abitativi, vi sono piante di ulivo secolari quali: Macchia di Alessio e Ratto, in agro del comune di Savelli, nel territorio dell’antica Acherentia, Mennola nel comune di Pallagorio.
All’inizio dell’ottocento un nobile di Cerenzia, tale Francesco Benincasa, scrivendo al sig. Intendente di Cosenza ed alla Società agraria del Regno delle due Sicilie, a proposito della flora del circondano, indicava l’olivo come albero meritevole della massima attenzione sia per la facilità di crescita che per i prodotti ragguardevoli che si possono ottenere. 
Il territorio, dove si svilupparono gli antichi paesi di Cerenzia e Verzino, si prestava a varie colture agrarie tra le quali l’olivo.
Tale ricchezza, fece scrivere al Barzio, nel XVI secolo che «le olive, della grandezza delle mandorle, grosse e ricche di polpa, condite in botticella, sono ottime a mangiarsi».
Tale coltura nell’ultimo cinquantennio ha subito una notevole espansione fino a diventare una coltura di rilevante importanza per l’economia dell’area consentendo di valorizzare territori poco adatti ad ospitare altre colture.
Nel luglio del 2003 da ottenuto la certificazione DOP.

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Scheda tecnica
Origine
Il territorio amministrativo dei seguenti comuni: Castelsilano (in parte), Cerenzia, Pallagorio, San Nicola dell’Alto Savelli (in parte), Verzino.

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Tipologia
Unica. Viene confezionato in contenitori di capacità fino a litri 5, in vetro o in banda stagnata

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Utilizzo
Sul pesce (triglie, dentice e rombo in particolare), aggiunto a crudo sui sughi sia di carne che di pesce.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Lipidi (g) 99,9 Energia (kcal) 899 Ferro (mg) 0,2 Vitamina A retinolo eq. (µg) 36 Vitamina E (mg) 22,4

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI TUTELA OLIO EXTRAVERGINE DOP ALTO CROTONESE
Via Vodige,10 - 88819 VERZINO - (Crotone)
Tel.338 8385083

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