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Oli e Grassi
BRISIGHELLA

BRISIGHELLA
Lo sapevi che ...
L’ Olio "Brisighella DOP" ha ottenuto la Menzione di merito nei due più importanti Concorsi Nazionali riservati all’Olio extra vergine di oliva: Il Concorso Nazionale SIRENA D’ORO di Sorrento (Na) e il Concorso Nazionale ERCOLE OLIVARIO di Spoleto (PG).
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Prodotto
La denominazione di origine controllata “Brisighella” deve essere ottenuta dalla varietà di olivo "Nostrana di Brisighella" presente negli oliveti in misura non inferiore al 90%.Possono concorrere altre varietà presenti negli oliveti nella misura massima del 10%.
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Assaggio

Fruttato con leggera sensazione di amaro e leggera o media sensazione di piccante; odore fruttato medio o forte con sensazione netta di erbe e/o ortaggi.

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Caratteristiche

Le olive destinate alla produzione dell’Olio di Oliva della denominazione di origine controllata “Brisighella” devono essere prodotte nel territorio delle province di Ravenna e Forlì idoneo alla produzione di olio con le caratteristiche e livello qualitativo previsti dal disciplinare di produzione.
Queste caratteristiche sono influenzate da numerosi fattori come le caratteristiche pedoclimatiche della zona di produzione, la varietà, il grado di maturazione e la tecnologia di lavorazione, da che ne deriva che ogni micro ambiente e ogni frantoio di molitura dà delle caratteristiche peculiari all’olio.
Le basse altitudini (115 m.) che caratterizzano l’areale della collina dell’Appennino Tosco-Romagnolo dove si coltiva l’olivo, protetto dai venti freddi provenienti da est dalla conformazione ad anfiteatro della valle e da quelli che soffiano da nord grazie ad una barriera naturale di gesso, originano un microclima temperato ideale, dando vita ad un prodotto di grande qualità divenuto molto apprezzato.
Possiede un’acidità massima, espressa in Acido oleico, in peso, non eccedente grammi 0,5 per 100 grammi di olio e un colore verde smeraldo con riflessi dorati.

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Come si ottiene

Come si coltiva.
Le condizioni ambientali e di coltura degli oliveti devono essere quelle tradizionali e caratteristiche della zona e, comunque, atte a conferire alle olive ed all’olio derivato le specifiche caratteristiche.
I sesti di impianto ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle olive e dell’olio.
Le forme di allevamento devono essere a vaso Policonico e a Monocono.
La densità di impianto può variare tra un massimo di 200 piante per ettaro per gli oliveti con sesti di impianto di m 6 x 8, e un massimo di 550 piante per gli oliveti con sesti di impianto di m 6 x 3.
La produzione massima di olive/ha non può superare i Kg 5.000.
La raccolta delle olive viene effettuata nel periodo compreso tra il 5 novembre ed il 20 dicembre di ogni anno.
La raccolta deve essere effettuata direttamente dall’albero a mano o con mezzi meccanici.
La denuncia delle olive deve essere effettuata secondo le procedure previste dal Decreto Ministeriale n. 573 del 4/11/1993 relativo alle norme di attuazione della Legge 5/2/1992 n. 169, entro il termine massimo previsto per la raccolta in un’unica soluzione.
Come si oleificano.
Le operazioni di estrazione dell’olio e di confezionamento devono essere effettuate nell’ambito dell’area territoriale delimitata nel disciplinare di produzione.
La resa massima di olive in olio non può superare il 18 %.
Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a produrre oli che presentino il più fedelmente possibile le caratteristiche peculiari originarie del frutto.
Le olive devono essere sottoposte a lavaggio a temperatura non superiore a 27°C; ogni altro trattamento è vietato.
Le operazioni di oleificazione devono essere effettuate entro e non oltre i 4 giorni successivi alla raccolta.

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La storia

La testimonianza più antica  svela che la coltura dell’olivo e la trasformazione in olio dei suoi frutti, nella zona, risale al II° secolo d.c.
Gli scavi effettuati tra il 1951 e il 1962 nell’antichissima Pieve di San Giovanni  in Ottavo (nota come Pieve del Tho), a pochi chilometri da Brisighella, hanno permesso il ritrovamento della cripta, dove, al suo interno, è stato rinvenuto un rudimentale “Trapetum” (frantoio), ad uso famigliare o poco più, databile  intorno al II° secolo.
Quindi furono presumibilmente i coloni romani, già usi alla produzione di olio, ad avviare la coltura della preziosa pianta.
La prima testimonianza scritta risale invece al 1594. Il vescovo di Bertinoro, Andrea Giovanni Callegari, scriveva al forlivese, medico di Ferdinando I° Granduca di Toscana,  Girolamo Mercuriali: “ L’aria, l’acqua, li vini e l’olio e i frutti sono cosi’ buoni e saporiti che non hanno invidia a qualsiasi altra regione"., a testimonianza di quanto l’olio della Valle del Lamone fosse prelibato.
Nel XIX° secolo l’ingegnere faentino Luigi Biffi nel suo trattato “Memoria intorno alle condizioni dell’agricoltura e della classe agricola nel Circondario di Faenza” [1879] scrive: “L’olio e` conservato in grandi vasi di terra di fabbrica toscana e devesi deplorare che non venga coltivata l’oliva in maggior quantità perchè il suo prodotto non teme il confronto dei migliori oli della provincia di Lucca”.
Lo storico Antonio Metelli nel I° volume  della “Storia di Brisighella e della Valle di Amone” (4 voll. 1869-1872) scrive: “Le ulive, che quivi particolarmente si raccolgono, e nei concavi seni della valle, dove fa un’aria tiepida e benigna, non sogliono per l’ordinario ascendere a migliore quantità, essendo il mignolare dell’ulivo, anziché stabile, alternativo, ma i frutti sono sempre così perfetti, che ne stilla da essi un olio finissimo.”
Le testimonianze più vicine a noi sono rappresentate dalle opere: "Le condizioni industriali della provincia di Ravenna 1888-1898", tratto da Archivio storico dell’Industria Italiana, dove si segnala che nella provincia di Ravenna, nel comune di Brisighella, è fiorente la produzione e la trasformazione delle olive.
Altra opera interessante è la : "Guida Commerciale ed Industriale della Provincia di Ravenna", anni 1913-1914, dove si trova scritto che nei suoli fertili del comune di Brisighella prospera la coltura dell’olivo. 
Fino al 1970 la produzione era destinata esclusivamente al consumo locale. Grazie all’impegno degli agricoltori che, consorziati  nella “Cooperativa Agricola Brisighellese”, costruirono il frantoio sociale, facendovi confluire le olive destinate alla spremitura.Nel luglio del 1996, primo olio in Italia, ha ottenuto la certificazione DOP.

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Scheda tecnica
Origine
In tutto o in parte il territorio amministrativo dei seguenti comuni: Brisighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio, Modigliana.

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Tipologia
Unica, confezionata in vetro scuro delle seguenti quantità espresse in grammi o millilitri: 100, 250, 500, 750, 1000, 1500, 2000, 5000.

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Utilizzo
Come condimento di carni bianche al forno o alla griglia, pesci in vari modi; crudo per insaporire verdure, pesci e per la preparazione di salse.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Lipidi (g) 99,9 Energia (kcal) 899 Ferro (mg) 0,2 Vitamina A retinolo eq. (µg) 36 Vitamina E (mg) 22,4

Indirizzi Utili
CONSORZIO OLIO D.O.P "BRISIGHELLA"
Via Strada 2 - 48013 BRISIGHELLA (RA)
Tel.0546 81103
http://www.brisighelladop.com
info@brisighelladop.it
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