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Oli e Grassi
COLLINA DI BRINDISI

COLLINA DI BRINDISI
Lo sapevi che ...
L’olio extra vergine di oliva contiene sostanze naturali antiossidanti, quali i composti fenolici e i tocoferoli, che lo proteggono dall’irrancidimento, ma con il passare del tempo la loro azione può essere vanificata se non si rispettano alcune semplici regole di conservazione. In primo luogo, l’olio va conservato in luoghi freschi e asciutti, in ambienti con escursioni termiche non eccessive, va protetto dalla luce diretta, dall’aria e dal calore. Normalmente l’olio conservato correttamente, nella bottiglia ancora sigillata, arriva senza problemi al secondo anno di invecchiamento.
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Prodotto
La denominazione di origine protetta "Collina di Brindisi" è riservata all’olio extravergine di oliva ottenuto dalle seguenti varietà di olivo: Ogliarola per almeno il 70%, Cellina di Nardò, Coratina, Frantoio, Leccino, Picholine e altre varietà diffuse sul territorio, presenti, da sole o congiuntamente, negli oliveti in misura fino al 30%.
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Assaggio

Sapore fruttato con leggera percezione di piccante e di amaro; odore di fruttato medio.

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Caratteristiche

All’atto dell’immissione al consumo l’olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta "Collina di Brindisi" deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: dal verde al giallo;
- acidità massima totale espressa in acido oleico, in peso, non superiore a grammi 0,8 per 100 grammi di olio;
- punteggio al Panel test: >= 6,5;
- numero perossidi: <=14 MeqO2/kg
- K 232: <=2,40
- K 270: <=0,160
- Acido linoleico: <=11%
- Acido linolenico: <=0,80
Altri parametri non espressamente citati devono essere conformi alla attuale normativa U.E.

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Come si ottiene

Caratteristiche di coltivazione.
Le condizioni ambientali e di coltura degli oliveti destinati alla produzione dell’olio extravergine di oliva "Collina di Brindisi" devono essere quelle tradizionali e caratteristiche della zona atte a conferire alle olive ed all’olio derivato le specifiche caratteristiche qualitative.
L’areale di produzione della denominazione d’origine protetta dell’olio extravergine di oliva "Collina di Brindisi" corrisponde all’ultimo tratto orientale dell’altopiano calcareo delle Murge, che degrada rapidamente a nord-est verso la fascia costiera, ed a sud discende gradatamente verso la pianura messapica, fra le province di Brindisi e di Lecce.
Sono pertanto da ritenere idonei unicamente gli oliveti i cui terreni, posti entro un limite altimetrico di 143 m. s.l.m., sono classificati come calcarei, bianchi cristallini, del Cretaceo (terre rosse), ad eccezione della fascia costiera, caratterizzata da tufo calcareo con argille intercalate, del Pleistocene.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli tradizionalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle olive e degli oli.
In particolare, oltre alle forme tradizionali di allevamento compresi tra mt 5x5 e mt. 14x14, sono consentite altre forme di allevamento per oliveti specializzati con una densità di impianto fino a 450 piante/ettaro.
La difesa fitosanitaria negli oliveti deve essere effettuata secondo le modalità di lotta guidata.
La produzione massima di olive/Ha non può superare kg 15.000 per negli oliveti specializzati.
La raccolta delle olive viene effettuata nel periodo relativo alla fase fenologica di invaiatura delle drupe.
La raccolta delle olive deve avvenire direttamente dalla pianta con mezzi meccanici o per brucatura.
Modalità di oleificazione.
Le operazioni di estrazione e di confezionamento dell’olio "Collina di Brindisi" devono essere effettuate nell’ambito dell’area territoriale delimitata dal disciplinare di produzione.
La resa massima di olive in olio non può superare il 25%.
Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto i processi meccanici e fisici atti a garantire l’ottenimento di oli senza alcuna alterazione delle caratteristiche qualitative contenute nel frutto.
Le olive devono essere sottoposte a lavaggio a temperatura ambiente; ogni altro trattamento è vietato
Le operazioni oleificazione devono essere effettuate entro le 48 ore dal conferimento delle olive al frantoio.

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La storia

Poseidone e Atena, rispettivamente fratello e figlia di Zeus, reclamavano dal dio un territorio che fosse a loro consacrato.
Il capo degli dei li contrappose in una sfida: chi avrebbe regalato agli uomini il bene più necessario avrebbe avuto il dominio sulla regione dell’Attica. Fu così, che alla presenza di tutti gli dei e dell’arbitro Cercrope, Poseidone creò il cavallo, toccando il suolo con il suo tridente, mentre Atena generò la pianta dell’olivo conficcando nella terra il suo giavellotto. La dea vinse la sfida e il capoluogo dell’Attica fu chiamato Atene in suo onore.
Anche nella Bibbia l’olivo, oltre ad essere di estrema utilità per gli uomini (“Olivo verdeggiante”, “Oliva beatissima”) per cui diventa sinonimo di ricchezza e benessere, assume anche vari significati simbolici: di vita, di fertilità, di speranza; è raffigurazione di Israele, tanto che Geremia paragona il popolo di Israele ad un “olivo verdeggiante”,
Osea dice che il popolo eletto “avrà la bellezza dell’olivo”; diventa simbolo di pace (la domenica delle Palme è abitudine regalare un ramoscello di olivo); la colomba di Noè, per segnalare la fine del diluvio, ritorna all’arca con un ramo di olivo nel becco; Cristo sceglie di recitare le sue ultime preghiere prima di essere catturato, nel Getsemani, giardino di olivi.
Dal mito alla storia: la pianta dell’ulivo, originaria del Caucaso, è conosciuta e coltivata dall’uomo da almeno cinque millenni.
Diffusasi nell’area mediterranea venne presto utilizzata per produrre olio, un bene fondamentale per i popoli dell’antichità.
Nel famoso codice di Hammurabi (1792-1750 a.c.), sovrano dei Babilonesi, se ne regolamenta il commercio e si fissano le regole tra il mercante ed il suo agente: ”...  Se un mercante ha affidato ad un agente orzo, lana, olio o altro genere, perché li venda al dettaglio, l’agente registrerà l’argento ricavato dalla vendita e lo restituirà al mercante.....”.
Anche gli Egizi e i Fenici conoscevano il prezioso condimento, mentre per il popolo greco la pianta dell’ulivo era considerata addirittura sacra.
E furono proprio i Fenici e gli Ellenici a diffondere la coltura dell’ulivo e il commercio dell’olio, a partire dal IV° secolo A.C.
La zona del brindisino non fa eccezione e la realtà della diffusione dell’olivo e dell’olio va di pari passo con la colonizzazione greca nel sud della penisola.
Saltando all’epoca romana, la varietà Ogliarola, o Chiarita, trova una grande diffusione grazie alla sua alta resa nell’oleificazione e all’elevta rusticità del suo olio.
La testimonianza "fisica" della presenza antica dell’ulivo è rappresentata da alcuni esemplari presenti  nella zona di Ostuni e Fasano che secondo gli esperti potrebbero avere la bellezza di 3000 anni, affondando le loro  radici al periodo messapico.
Proprio sulla strada che collega i due centri vi è la Valle dei Giganti, dove è possibile ammirare la pianta chiamata "Gigante buono", un dei più grandi e antichi olivi di tutta la Puglia: la circonferenza alla base è di circa 15 metri.
Nel Medioevo nella zona del bel brindisino assume un’importanza tale da divenire una pregiata forma di valuta per gli scambi commerciali.
Attraverso i secoli le popolazioni rurali si sono tramandate le tecniche e i segreti dei metodi di coltivazione delle piante e quelli della molitura del prezioso frutto da esse prodotto, per ottenere un olio di altissimo pregio.
E’ giunto fino ai nostri giorni e, pur nell’evoluzione tecnologica delle lavorazioni, ha mantenuto il suo alto valore qualitativo.
Nel luglio del 1996 ha ottenuto il riconoscimento DOP da parte dell’Unione Europea.

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Scheda tecnica
Origine
L’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni: Carovigno, Ceglie, Messapica, Cisternino, Fasano, Ostuni, S.Michele Salentino, S.Vito dei Normanni, Villa Castelli, siti in provincia di BRINDISI.

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Tipologia
Unica. Viene immesso al consumo in vetro o in lamina metallica stagnata di capacità non superiore a litri 5.

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Utilizzo
Oltre all’uso tradizionale da tavola per condire insalate e verdure in genere e nella preparazione di sughi e intingoli vari, accompagna perfettamete piatti di carne e pesce. Viene utilizzato anche in pasticceria.

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Valori Energetici
Valori per 100 grammi di prodotto: Energia (kcal) 899; Lipidi (g) 99,9; Ferro (mg) 0,2; Vitamina A retinolo eq. (µg) 36; Vitamina E (mg) 22,4.

Indirizzi Utili
CONSORZIO PER LA TUTELA DELL’OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA COLLINA DI BRINDISI
C/o Istituto Agrario "E. Pantanelli" - Contrada S. Lorenzo - 72017 OSTUNI (BR)
Tel.+390831301868

collinadibrindisi@alice.it
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