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Oli e Grassi
COLLINE DI ROMAGNA

COLLINE DI ROMAGNA
Lo sapevi che ...
La manifestazione "Olio Novello in Tavola" di Montegridolfo (RN) è un punto di riferimento, non solo per produttori del posto, ma anche per tutti gli appassionati dell’olio di oliva della migliore qualità. Premio alla miglior produzione, convegni e degustazioni. Nel borgo sono presenti stand gastronomici ed espositori che permettono di assaggiare olio ed olive per tutti i gusti. Di solito la manifestazione ha luogo la 2° domenica di dicembre. L’appuntamento ha lo scopo essenziale di favorire la conoscenza ed il consumo dell’olio extravergine prodotto in Emilia Romagna, di divulgare le sue nobili peculiarità, di stimolare gli olivicoltori ed i frantoiani al miglioramento della qualità e di rilanciare e promuovere la cultura dell’olio di oliva.
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Prodotto
La denominazione di origine protetta “Colline di Romagna” è riservata agli oli extra vergine di oliva ottenuto dalle varietà di olive presenti negli oliveti, Frantoio e Correggiolo, da soli o congiuntamente, nella misura minima del 60%; Leccino, nella misura massima del 40%; altre varietà locali presenti negli oliveti, quali Pendolino, Moraiolo, Rossina e Capolga, possono concorrere fino ad un massimo del 15%
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Assaggio

Sapore fruttato di oliva con lieve sensazione di amaro eo piccante, accompagnato da eventuale sentore di mandorla, carciofo o pomodoro; odore fruttato di oliva medio o talvolta intenso, accompagnato da eventuali sensazioni di erba o foglia.

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Caratteristiche

L’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta “Colline di Romagna” all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: dal verde al giallo oro;
- punteggio al panel test ≥ 7; ,
- acidità totale massima, espressa in acido oleico, al peso, non eccedente grammi 0,5 per 100 grammi di olio;
- numero perossidi ≤ 12 meqO2kg;
- acido palmitico: 10÷15 %;
- acido palmitoleico: 0,5÷1,5%;
- acido stearico: 0,9÷2,5%;
- acido oleico ≥ 72%;
- acido linoleico ≤ 12%;
- acido linolenico ≤ 0,9%;
- acido arachico ≤ 0,5%;
- acido eicosenoico ≤ 0,5%;
- tocoferoli ≥ 70 mgkg.
In ogni campagna olearia il Consorzio di tutela individua e conserva in condizioni ideali un idoneo numero di campioni rappresentativi degli oli, da impiegare come standard di riferimento per la valutazione delle caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche.

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Come si ottiene

Caratteristiche di coltivazione.
- Le condizioni ambientali e di coltura degli oliveti destinati alla produzione dell’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta “Colline di Romagna” devono essere quelle tradizionali e caratteristiche del territorio e, in ogni caso, idonee a conferire le specifiche caratteristiche qualitative all’olio derivato.
- I sesti d’impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura consentiti sono quelli tradizionalmente in uso nelle aree individuate. Le nuove forme di potatura e allevamento delle piante di olivo sono ammesse, purchè l’Organismo di controllo non rilevi che tali sistemi modificano le caratteristiche chimiche e organolettiche dell’olio extra vergine di oliva prodotto.
- L’epoca di raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta “Colline di Romagna” è compresa tra il 20 ottobre e il 15 dicembre di ogni anno; la Regione Emilia Romagna si riserva la facoltà di modificare le date sopra indicate, qualora ricorrano particolari condizioni climatiche eo produttive.
- La raccolta delle olive va effettuata direttamente dalla pianta, a mano o con l’ausilio di mezzi meccanici: non è ammessa la raccolta di olive cadute a terra per attacchi parassitari:
- Le olive raccolte devono essere avviate all’oleificazione entro il più breve tempo possibile. L’eventuale stoccaggio prima della oleificazione deve essere effettuato preferibilmente in cassette di plastica di piccole dimensioni e comunque in contenitori di materiale inerte che assicurino un’adeguata areazione delle drupe. La trasformazione delle olive in olio deve essere, in ogni caso, effettuata non più tardi di due giorni dalla raccolta.
- La produzione massima di olive/ettaro è fissata in kg 7.000 nel caso di oliveti specializzati e in kg 60/pianta nel caso di piante sparse . La Regione, in casi eccezionali e sentiti i pareri dei produttori, può modificare il limite suddetto.
Modalità di oleificazione.
- La zona in cui devono svolgersi le operazioni di estrazione e confezionamento dell’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta “Colline di Romagna” è quella definita dal disciplinare di produzione.
- Le olive destinate alla produzione dell’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta “Colline di Romagna”, devono essere sottoposte a defogliazione e lavaggio con acqua potabile prima di essere avviate alla trasformazione: ogni altro trattamento è vietato.
- L’estrazione dell’olio deve avvenire soltanto con processi meccanici e fisici atti a garantire l’ottenimento di oli senza alcuna possibilità di alterazione delle caratteristiche qualitative presenti nel frutto. La resa massima delle olive in olio non deve superare il 18%.
- L’Organismo di controllo certifica la conformità del prodotto, su richiesta del detentore delle partite di olio da sottoporre ad analisi chimico-fisica e organolettica, ai fini dell’utilizzo della DOP “Colline di Romagna”.

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La storia

L’olivo, tipica pianta dei climi temperati, è un’essenza presente nel territorio romagnolo a partire dalla preistoria. Le variazioni climatiche ne hanno modificato la presenza e l’espansione verso nord, ma, a partire dall’epoca della civiltà villanoviana (IX°/VIII° secolo a.c.), la sua presenza nella zona di Verucchio nel riminese è ininterrotta e ormai assodata.
Vede trascorrere i secoli relativi all’epoca romana quando diviene fortemente radicato con l’espansione del sistema agricolo, prerogativa che non perderà nemmeno dopo la caduta dell’Impero con il periodo oscuro delle invasioni barbariche e la conseguente contrazione dell’agricoltura.
Nell’alto Medioevo si registra la presenza di oliveti nelle zone collinari di Santarcangelo di Romagna, intesi come vere e proprie piantagioni oppure come sporadiche presenze nelle campagne, come è evidenziato da numerose testimonianze storiche.
Dopo l’anno mille si infittiscono le documentazioni, in particolare gli inventari notarili che raggiungono particolare importanza nel XV° secolo, a conferma della diffusione e del valore dell’olivo nell’economia agricola del territorio.
In tutta l’area di Santarcangelo e nel riminese sono diffusi i molini per la pressatura delle olive (alcuni ruderi sono tutt’ora presenti) attivi nell’epoca tardo-medievale.
Quest’epoca coincide con l’inizio della Piccola era glaciale, tanto che si susseguono, fino al XIX° secolo, inverni rigidi caratterizzati da eventi crio-atmosferici rilevanti passati alla storia, come la glaciazione del Panaro nella vicina Emilia (inverno 1454/55); il freddissimo e nevoso inverno in tutta la Padana (1481/82); le storiche nevicate nel nord Italia (1510/11); la gelata del lago di Garda (1547/48). Questi fenomeni si protrassero fino al gennaio del 1812 quando tutto il corso del Po si ricoprì di una spessa coltre di ghiaccio.
Queste condizioni climatiche portarono ad una crisi dell’olivicoltura che ebbe il suo punto più basso proprio nei primi anni dell’ottocento.
All’inizio del XX° secolo, l’estrazione dell’olio è esercitata e le olive sottoposte ai frantoi sono tutte raccolte nella provincia stessa.
In quegli anni viene prestata alla coltura dell’olivo una particolare attenzione, come si evidenzia dalla stampa dell’opuscolo "Ulivo e olio" avvenuta a Rimini nel 1901.
Nei primi anni del secolo anche la rivista agraria romagnola cura una rubrica che periodicamente produce informazioni e consigli in merito all’olivicoltura.
La coltura, in effetti, gode di particolari condizioni micro-climatiche che, unitamente ad appropriate pratiche agronomiche, determinano la produzione di un olio di particolare pregio, in grado di distinguersi per le sue caratteristiche chimiche ed organolettiche.
La ripresa consistente è iniziata negli anni trenta del novecento  si è consolidata fino ai nostri giorni con la rinascita dei molteplici oliveti destinati alla produzione dell’olio extravergine di oliva "Colline di Romagna", che ha ottenuto il riconoscimento DOP nell’agosto del 2003. 

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Scheda tecnica
Origine
Provincia di RIMINI. Per intero i Comuni di: Coriano, Gemmano, Mondaino, Monte Colombo, Montefiore Conca, Montegridolfo, Montescudo, Morciano di Romagna, Poggio Berni, Saludecio, San Giovanni in Marignano, San Clemente, Torriana, Verucchio. In parte i Comuni di: Misano Adriatico, Rimini, Santarcangelo di Romagna. Provincia di FORLI’-CESENA. per intero i Comuni di: Borghi, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Civitella di Romagna, Dovadola, Meldola, Mercato Saraceno, Montiano, Predappio, Rocca San Casciano, Roncofreddo e Sogliano al Rubicone. In parte i Comuni di: Bertinoro, Cesena, Forlì, Forlimpopoli, Longiano, Savignano sul Rubicone

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Tipologia
Unica. E’ immesso al consumo in recipienti preconfezionati, ermeticamente chiusi, idonei dal punto di vista alimentare e con la seguente capienza espressa in litri: 0,10 - 0.25 - 0,50 - 0,75 - 1,00 - 2,00 - 3,00 - 5,00.

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Utilizzo
Per condire insalate, aggiunto a crudo su zuppe di legumi, per maionese, salse vellutate, sul pesce o insalate di mare, per saltare carni bianche, per grigliate di carne o pesce, nei sughi per primi piatti, stufare verdure, per fritture; in pasticceria come ingrediente di biscotti, torte lievitate; per friggere frutta o dolci.

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Valori Energetici
Valori per 100 grammi di prodotto: Energia (kcal) 899; Lipidi (g) 99,9; Ferro (mg) 0,2; Vitamina A retinolo eq. (µg) 36; Vitamina E (mg) 22,4.

Indirizzi Utili
ASSOCIAZIONE REGIONALE PRODUTTORI OLIVICOLI — ARPO
Via Emilia, 106 - 47900 RIMINI
Tel.0541/741762

a.r.p.o.@libero.it
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