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Oli e Grassi
COLLINE PONTINE

COLLINE PONTINE
Lo sapevi che ...
Anche l’olio come il vino acquisisce delle denominazioni in base “all’età”: dopo 4 mesi di maturazione è chiamato NOVELLO: ha uno spiccato gusto fruttato quasi piccante. Dopo 8 mesi è detto FRESCO: ha un aspetto limpido ed un sapore meno intenso e più armonicamente fruttato. Fino a 12 mesi l’olio è denominato GIOVANE: ha un colore limpido, un sapore fruttato ed un armonioso profumo intenso.
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Prodotto
La denominazione di origine protetta “Colline Pontine” è riservata all’olio extra vergine di oliva ottenuto dall varietà di olive: Itrana (dal 50% al 100%), Frantoio e Leccino (sino al 50%). Possono essere presenti altre varietà di olive (massimo 10%) purché non modifichino le caratteristiche del prodotto.
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Assaggio

Sapore fruttato di oliva invaiata, con sensazione di amaro o piccante da lieve a medio, con retrogusto di mandorla e con nota tipica di erbaceo fragrante, sentore tipico di pomodoro verde; odore fruttato da medio ad intenso di oliva verde.

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Caratteristiche

L’olio extravergine di oliva “Colline Pontine” DOP possiede peculiarità e proprietà tipiche, che derivano dal territorio e, soprattutto dalla cultivar “Itrana”, che non ha altrove una così intensa diffusione e che coltivata nell’area di produzione delimitata assume caratteristiche qualitative particolari.
L’olio extra vergine di oliva “ Colline Pontine” si riassume nella qualifica di “armonico” determinato da un sinergismo eccezionale favorevole oltre che per la qualificazione anche per la omogeneità dei suoi caratteri, pertanto è un olio ben accetto ad un target molto ampio di consumatori.
La varietà di olivo Itrana, detta anche Oliva di Gaeta, Trana, Oliva Grossa, Cicerone ha il predominio assoluto nella zona di produzione dell’olio extra vergine di oliva "Colline Pontine", costituendo da sola il 70 % delle piante coltivate; tra la varietà Itrana ed il territorio esiste un legame particolare ed originale e il sinonimo Oliva di Gaeta indica l’origine più antica della coltivazione di questa varietà, poi diffusasi dal territorio di Gaeta, Itri e Formia alla Stato Pontificio Romano, e quindi a tutta la zona collinare e montuosa della provincia Pontina.
La costante diffusione della cultivar Itrana sul territorio, perciò, è il risultato di secoli di coltivazione dell’olivo.
Per la plurisecolare ed apprezzata utilizzazione come olive da tavola di una parte del prodotto (oliva di Gaeta), l’Itrana viene catalogata anche come oliva da mensa. In realtà dal punto di vista agronomico, a causa soprattutto della scalare invaiatura, la raccolta delle olive è molto tardiva.
L’olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta “Colline Pontine”, all’atto della immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: dal verde intenso al giallo con riflessi dorati;
- Acidità totale espressa in Acido Oleico inferiore o uguale 0,6 grammi per 100 gr. di olio
- Numero di perossidi uguale o inferiore a 12
- Valore dei polifenoli superiore a 100 mg./kg.
- Acido oleico uguale o superiore a 72 per cento.
DESCRITTORI ORGANOLETTICI (MEDIANA)
- Difetti: 0
- Fruttato di oliva: 4 - 7
- Amaro: 3 - 5
- Piccante: 3 - 5
- Pomodoro: 3 - 6
Altri parametri non espressamente citati devono essere conformi alla attuale normativa UE.

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Come si ottiene

Coltivazione.
La coltivazione delle olive, nonché l’estrazione, e l’imbottigliamento dell’olio extravergine di oliva DOP “Colline Pontine” devono avvenire nell’ambito della zona di produzione delimitata dal disciplinare per ridurre i rischi di deterioramento e decadimento delle qualità organolettica e per garantire il controllo e la tracciabilità nelle fasi tra l’estrazione, lo stoccaggio e la certificazione dell’olio extra vergine di oliva “Colline Pontine”.
I rischi di deterioramento qualitativo del prodotto, provocati dalla possibile esposizione  alla luce, il calore, l’ossigeno dell’atmosfera, aumentano notevolmente con il trasporto del prodotto al di fuori della zona di produzione .
Le condizioni ambientali e di coltura degli oliveti devono essere quelle tradizionali e caratteristiche della zona e comunque, atte a conferire alle olive ed all’olio derivato le sue specifiche caratteristiche.
Gli oliveti sono specializzati, salvo quelli tra rocce affioranti e dove il terreno è consociato al pascolo di animali domestici anche di bassa corte.
Per la gestione del suolo, si eseguono delle lavorazioni meccaniche superficiali che risultano utili anche per il controllo delle erbe infestanti.
E’ consentita la pratica dell’inerbimento.
E’ consentito il diserbo chimico.
Nella concimazione è ammesso l’utilizzo di fertilizzanti organici e/o di sintesi.
La difesa fitosanitaria deve essere effettuata secondo le modalità della lotta guidata al fine di ridurre al minimo o di eliminare i residui di antiparassitari sulle olive.
La produzione massima non può superare i 100 Kg./ pianta di olivo.
La raccolta delle olive deve essere effettuata manualmente o meccanicamente a condizione che durante l’operazione sia evitata la permanenza delle drupe sul terreno.
In ogni caso devono essere utilizzate le reti, mentre è vietata la raccolta delle olive cadute naturalmente e quella sulle reti permanenti.
La raccolta viene effettuata a partire dall’inizio dell’invaiatura e si conclude entro il 31 gennaio.
È vietato l’uso di prodotti chimici che provochino o agevolino l’abscissione dei frutti. Per il trasporto delle olive devono essere utilizzati contenitori traforati e lavabili.
E’ consentita l’utilizzazione di contenitori di acciaio inossidabile o di altri materiali lavabili e per uso alimentare, purché la lavorazione delle olive in essi contenute sia eseguita nello stesso giorno.
In ogni caso le olive raccolte debbono essere molite entro 48 ore dalla raccolta.
Oleificazione.
E’ assolutamente vietato l’uso di coadiuvanti chimici e/o biologici, e/o meccanici (talco) 
Per l’estrazione sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici leali atti a produrre oli che rappresentino il più fedelmente possibile le proprie caratteristiche.
Le olive debbono essere sottoposte a defogliazione e lavaggio per eliminare eventuali residui di antiparassitari o sostanze estranee.
La gramolatura dovrà essere effettuata alla temperatura massima 33° C della pasta di olive, per una durata massima di 50 minuti.
È’ vietato il metodo di trasformazione noto col nome di “ripasso”.
E’ vietato altresì il ricorso a prodotti ad azione chimica o biochimica.nell’ambito del processo di estrazione.
La resa in olio non può essere superiore al 27 % in peso di olive.
E’ consentito l’ottenimento dell’olio extra vergine a denominazione di origine protetta “Colline Pontine” con metodo biologico.

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La storia

I Greci profughi da Sparta, introdussero nel territorio interessato la pianta selezionata geneticamente, e con essa le tecniche per la sua coltivazione.
In seguito i Latini discesi dall’Italia centrale, occuparono il territorio con Umbri, Osci, Sabelli e Volsci, ma furono gli unici a stabilirsi sul territorio permanentemente, dedicandosi all’agricoltura.
Sconfitti dai Romani, con altri popoli della “Lega Latina” abbandonarono la pianura, che si era formata grazie al prosciugamento naturale di un esteso lago, un tempo fertile e sede di parecchie città. A seguito di intense piogge i fiumi scaricarono le acque alluvionali dove un tempo si trovava il lago e prese il sopravvento la palude che si estese in tutta la piana.
In conseguenza di ciò si rifugiarono nella zona montuosa di media altitudine e qui l’olivicoltura prese a diffondersi.
I Romani in seguito ritennero tanto importante l’olivicoltura, tando da disciplinarla con editti imperiali.
La fine dell’ Impero Romano d’Occidente determinò la crisi dello Stato centrale e con esso dell’organizzazione per la tutela della produzione e del commercio dell’olio.
Da rilevare che i anche i Visigoti, tra i primi barbari conquistatori presenti nella zona, penalizzavano con una multa di 5 soldi chi danneggiava o abbatteva una pianta.
Nel Medioevo, con il feudalesimo, soltanto i monaci benedettini e cistercensi curarono nel territorio la diffusione delle tecniche di produzione e trasformazione. 
Localmente, gli statuti di Bassiano, Cori, Sessa e Minturno prevedevano pene per chi danneggiava gli olivi.
Lo Stato della Chiesa, oltre a dedicarsi notevolmente alla questione delle paludi, concedeva, mediante un editto, tuttora conservato  nell’Archivio storico di Latina, un premio di 10 scudi ogni 100 piante di olivi messe a dimora, così nel 1786 furono piantati 48.901 alberi di olivi.
Anche il catasto del XIX° secolo conferma l’importante diffusione dell’olivicoltura.
Il neonato Stato Italiano valorizzò sempre l’olivicoltura locale tutelandola dalle vicissitudini commerciali e ne curò la partecipazione del prodotto in varie mostre.
Documentazioni storiche risalenti all’anno 1872 certificano come l’olio prodotto in zona avesse peculiarità e proprietà organolettiche uniche e di grande interesse.
Negli Anni Venti del Novecento fu avviata una campagna di ricostruzione degli olivi per riqualificare il territorio, che era andato via via degradandosi a causa del terreno paludoso.
Durante il periodo delle bonifiche l’olio prodotto nel territorio continuò ad essere valorizzato con la partecipazione a diversi eventi e Mostre internazionali, mentre nel periodo dell’autarchia, nonostante la mancanza di scambi con l’estero, si determinò una politica di investimenti pure nell’olivicoltura, secondo le più aggiornate tecniche divulgate dalle allora "Cattedre ambulanti di agricoltura".
Negli ultimi decenni, il miglioramento qualitativo dell’olio di oliva extra vergine “Colline Pontine”, lo sviluppo tecnologico e gli investimenti nel campo della trasformazione, hanno contribuito ad elevare gli standard qualitativi del prodotto, fino ad arrivare, nel marzo 2010, al riconoscimento DOP da parte dell’Unione Europea.

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Scheda tecnica
Origine
La zona di origine comprende tutto o in parte il territorio amministrativo dei seguenti comuni nella provincia di LATINA: Aprilia, Bassiano, Campodimele, Castelforte, Cisterna di Latina, Cori, Fondi, Formia, Itri, Lenola, Maenza, Minturno, Monte San Biagio, Norma, Priverno, Prossedi, Roccagorga, Rocca Massima, Roccasecca dei Volsci, Santi Cosma e Damiano, Sermoneta, Sezze, Sonnino, Spigno Saturnia, Terracina.

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Tipologia
Unica. Viene confezionato in recipienti di vetro scuro, ceramica o in lamina metallica inossidabile con i costituenti a norma di legge di capacità non superiore a 5 litri. Sono ammesse confezioni in bustine monodose di laminato metallico di alluminio ed idonei materiali sintetici consentiti dalla legge, della capacità di 10 ml.

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Utilizzo
Per condire insalate di verdure (ottimo sul carciofo crudo), di legumi, di farro; versato a crudo su carpacci e tartare di pesce e di manzo, crudo di crostacei, zuppe di verdure e di legumi; grigliate di pesce e carne, verdure cotte, formaggi; immancabile per il sofritto del piatto tradizionale locale la "bazzoffia" (zuppa a base di fave, cipolle, piselli, carciofi, pomodori pelati, servita con pane casareccio e abbondante pecorino grattuggiato).

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Valori Energetici
Valori per 100 grammi di prodotto: Energia (kcal) 899; Lipidi (g) 99,9; Ferro (mg) 0,2; Vitamina A retinolo eq. (µg) 36; Vitamina E (mg) 22,4.

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI TUTELA OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA COLLINE PONTINE D.O.P. - ASPOL
Via don MInzoni,1 - 04100 LATINA
Tel.0773668957
http://www.collinepontine.it
aspollatina@libero.it
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