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Oli e Grassi
IRPINIA - COLLINE DELL’UFITA

IRPINIA - COLLINE DELL’UFITA
Lo sapevi che ...
Nell’ambito delle attività di valorizzazione e promozione dell’olio extravergine l’associazione Elaion organizza la rassegna "Ex Olivis". La prima edizione si tenne nel 1999 e si rinnova annualmente, articolandosi in una serie d’incontri, seminari, percorsi ed eventi enogastronomici che si concludono con l’attribuzione del "Premio Oleario del Tricolle" ad Ariano Irpino.
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Prodotto
La Denominazione di Origine Protetta «Irpinia - Colline dell’Ufita» è riservata all’olio di oliva extravergine ottenuto dalle olive prodotte dagli oliveti coltivati nelle zone idonee in provincia di Avellino.
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Assaggio

Sapore fruttato di oliva, dal gusto armonico con il giusto equilibrio di amaro e piccante, aroma intenso, sentori di pomodoro verde; odore fruttato con piacevole sentore erbaceo e di pomodoro verde.

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Caratteristiche

La Denominazione di Origine Protetta "Irpinia - Colline dell’Ufita" è ottenuto dalle olive prodotte negli oliveti delle aziende all’interno del territorio definito dal disciplinare di produzione e composti, nell’ambito aziendale, dalle varietà:
- «Ravece» presente in misura non inferiore al 60%;
- «Ogliarola», «Marinese», «Olivella», «Ruveia», «Vigna della Corte» da sole o congiuntamente in misura non superiore al 40%;
- eventualmente, «Leccino» e «Frantoio» in misura non superiore al 10%.
L’olio extravergine di oliva a Denominazione di Origine Protetta "Irpinia Colline dell’Ufita" all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: da giallo paglierino a verde più o meno intenso.
Caratteristiche organolettiche:
- Descrittore ("Mediana*)
- Difetti 0
- Fruttato di oliva 3-6
- Amaro 2-6
- Piccante 2-6
- Pomodoro 2-5
- *CVr% minore o uguale a 20
Caratteristiche chimico-fisiche:
- acidità %: inferiore o uguale a 0,5;
- indice di perossidi meq O2/kg: inferiore o uguale a 10;
- spettrometria UV K232: inferiore o uguale a 2,2;
- spettrometria UV K270: inferiore o uguale a 0,2;
- spettrometria Delta K: inferiore o uguale a 0,01;
- polifenoli totali: superiore o uguale a 100 p.p.m.

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Come si ottiene

Caratteristiche di coltivazione.
Le condizioni pedoclimatiche, ambientali e di coltura degli oliveti, destinati alla produzione dellolio extravergine di oliva a Denominazione di Origine Protetta "Irpinia Colline dell’Ufita" devono essere quelle specifiche della zona di produzione e, comunque, atte a conferire alle olive ed all’olio derivato le tradizionali caratteristiche qualitative, organolettiche e chimico-fisiche stabilite dal disciplinare di produzione.
Sono, pertanto, da ritenersi idonei gli oliveti compresi nella zona di produzione definita, i cui terreni derivano da substrati di origine calcarea, marnosa o argillosa, marnosa per i rilievi, e da substrati alluvionali, sciolti, per i terreni pianeggianti.
I nuovi impianti devono essere di tipo specializzato, con l’utilizzazione di almeno l’85% della varietà: "Ravece".
Nella concimazione è ammesso l’utilizzo di fertilizzanti organici e/o di sintesi.
Per la gestione del suolo, si eseguono delle lavorazioni meccaniche superficiali che risultano utili anche per il controllo delle erbe infestanti. È consentita la pratica dell’inerbimento.
Gli oliveti normalmente sono condotti in asciutto, tuttavia in annate particolarmente siccitose è ammessa l’irrigazione di soccorso.
I trattamenti antiparassitari devono essere eseguiti nel rispetto del disciplinare di lotta integrata emanati dalla regione Campania.
La raccolta delle olive deve essere effettuata manualmente o meccanicamente entro il 31 dicembre di ogni anno ad eccezione delle varietà "Marinese" e "Leccino" la cui raccolta deve avvenire non oltre il 10 novembre.
La raccolta deve essere effettuata a mano oppure con l’impiego di macchine, a condizione che durante l’operazione sia evitata la permanenza delle drupe sul terreno. In ogni caso devono essere utilizzate le reti o altri sistemi di captazione, mentre è vietata la raccolta delle olive cadute naturalmente sul terreno e quella sulle reti permanenti.
È vietato l’uso di prodotti chimici che provochino o agevolino l’abscissione dei frutti (cascolanti).
Il trasporto deve avvenire in cassette forate o, comunque, in contenitori rigidi forati.
È fatto divieto assoluto, nel trasporto e nella conservazione delle olive, l’uso di sacchi di qualsiasi materiale.
La produzione di olive non può superare i 60 kg./ pianta.
La resa massima di olio da olive non può superare il 20% del peso di olive.
Le olive devono essere conservate presso il frantoio in locali areati, in recipienti rigidi e forati, fino alla fase di molitura, che deve avvenire entro 48 ore dalla raccolta.
Modalità di oleificazione
Le operazioni di oleificazione dell’olio extravergine di oliva a Denominazione di Origine Protetta "Irpinia Colline dell’Ufita" devono essere effettuate presso i frantoi localizzati entro il territorio così come delimitato dal disciplinare.
Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a produrre oli che presentino il più fedelmente possibile le caratteristiche peculiari originarie del frutto.
È vietato il metodo di trasformazione noto col nome di "ripasso", è, inoltre, vietato il ricorso a prodotti ad azione chimica o biochimica (enzimi) nell’ambito del processo di estrazione.
Durante tale fase è altresì vietato l’uso del "talco".
Dopo l’estrazione l’olio deve essere conservato in recipienti di acciaio inox, o in cisterne di terracotta con smaltatura per alimenti, perfettamente puliti ed in locali igienici.
È consentito l’ottenimento dell’olio extravergine di oliva a Denominazione di Origine Protetta "Irpinia Colline dell’Ufita" con metodo biologico.
L’imbottigliamento deve avvenire nella zona di produzione per garantire il controllo e la rintracciabilità.

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La storia

Dopo i vini, ormai noti in tutto il mondo, l’Irpinia si pone all’attenzione dei consumatori più esigenti con i suoi oli di pregio, riscuotendo sui mercati crescenti consensi.
Gli oli irpini sono il risultato della perfetta armonia tra ambiente, varietà, capacità imprenditoriale e tradizione, che qui è antichissima.
Infatti, la presenza dell’olivo nell’avellinese risale ad epoca romana, come è ampiamente documentato da numerosi reperti. Furono proprio i Romani, appunto, a costruire i primi strumenti per la spremitura delle olive e a perfezionare sempre di più le tecniche di conservazione dell’olio.
La massima diffusione dell’olivicoltura in Irpinia si ebbe però in era Angioina, per poi svilupparsi in quella Aragonese (XIV° secolo) e consolidarsi definitivamente nell’800.
La testimonianza della presenza massiccia dell’olivo nell’Ufita è fornita dalle ampie distese di alberi secolari nelle colline arianesi, cuore dell’olivicoltura irpina.
Nella sola “Città di Ariano”, nel 1794, erano presenti “dodici molini da macinar olive, chiamati volgarmente trappeti, a quali sono addetti i cavalli per farli girare…”, che diventano, agli inizi dell’800, “… 29 trappeti o frantoi di olive, quali dentro e quali fuori dell’abitato” come afferma Nicola Flammia (1843-1917) nella “Storia della Città di Ariano” (1893).
Numerose sono anche le testimonianze storiche relative alla grande influenza che l’olivo ebbe sull’economia delle popolazioni rurali della zona che si specializzarono non solo nella produzione dell’olio, ma anche in quella delle anfore, atte a contenere il già ricercato prodotto.
All’alba del terzo millennio, l’olio di oliva dell’Ufita costituisce ancora un prodotto carico di misticismo e soprattutto un componente fondamentale della famosa dieta mediterranea, della quale molti esperti attestano gli aspetti benefici per la salute.
Dal marzo 2010 è riconosciuto prodotto DOP.

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Scheda tecnica
Origine
L’intero territorio dei seguenti comuni in provincia di AVELLINO: Ariano Irpino, Bonito, Carife, Casalbore, Castel Baronia, Castelfranci, Flumeri, Fontanarosa, Frigento, Gesualdo, Greci, Grottaminarda, Lapio, Luogosano, Melito Irpino, Mirabella Eclano, Montaguto, Montecalvo Irpino, Montefusco, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia, Sant’Angelo all’Esca, Savignano Irpino, Scampitella, Sturno, Taurasi, Torella dei Lombardi, Torre le Nocelle, Trevico, Vallata, Vallesaccarda, Venticano, Villamaina, Villanova del Battista, Zungoli.

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Tipologia
Unica. Viene immesso al consumo in bottiglie di vetro scuro, ceramica e terracotta smaltata o recipienti in banda stagnata di capacità non superiore a litri 5, sigillati e provvisti di etichetta.

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Utilizzo
Oltre all’uso tradizionale (insalate, pinzimoni, ecc.), la notevole presenza di note aromatiche e il suo gusto fruttato intenso fa prediligere l’uso di quest’olio su piatti di una certa consistenza, come minestre a base di legumi, gustose pastasciutte della tradizione irpina, zuppe, bruschette e grigliate di carne.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Lipidi (g) 99,9 Energia (kcal) 899 Ferro (mg) 0,2 Vitamina A retinolo eq. (µg) 36 Vitamina E (mg) 22,4

Indirizzi Utili
CONSORZIO PER LA TUTELA DELL’OLIO EXTRA-VERGINE DI OLIVA DOP IRPI IA-COLLINE DELL’UFITA
Vico Lapronia, 8 - 83031 ARIANO IRPINO (AV)
Tel.0825.824955
http://www.coprovoli.it
coprovoli@libero.it
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