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Oli e Grassi
PENISOLA SORRENTINA

PENISOLA SORRENTINA
Lo sapevi che ...
Gli olivicoltori della Penisola Sorrentina sono sempre più orientati a ridurre i costi investendo in attrezzi più moderni, dagli scuotitori ai pettini vibranti, alle reti più resistenti per la raccolta a mano delle olive. Alcuni proprietari di frantoi hanno ammodernato i loro impianti informatizzandoli, nei quali, accanto agli impianti di molitura a ciclo continuo, si è aggiunta l’informatica. Un sistema coordinato di computer gestisce le operazioni della molitura garantendo una maggiore igienicità dei prodotti, riducendo gli interventi manuali e mantenendo costante la temperatura della caldaia necessaria alla «gramolatura» delle olive. Inoltre invece di utilizzare combustibili dannosi per l’ambiente vengono bruciati i gusci delle nocciole: gli stessi utilizzati dagli artigiani del rione Maiano di Sant’Agnello per la cottura dei mattoni dei forni per le pizze.
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Prodotto
La denominazione di origine controllata "Penisola Sorrentina" è riservata all’olio di oliva extravergine ottenuto dalle seguenti varietà di olivo presenti negli oliveti: Ogliarola o Minucciola per almeno il 65%; Rotondella , Frantoio, Leccino, da sole o congiuntamente, in misura non superiore al 35%. Possono, altresì, concorrere altre varietà presenti nella zona in misura non superiore al 20%.
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Assaggio

Sapore fruttato con media o debole sensazione di amaro e leggero sentore di piccante; odore di fruttato, con fini e piacevoli note di erbe aromatiche (soprattutto rosmarino e menta).

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Caratteristiche

L’olio di oliva extravergine a denominazione di origine controllata “Penisola Sorrentina” all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: dal verde al giallo paglierino più o meno intenso;
acidità massima totale espressa in acido oleico, in peso, non eccedente grammi 0,80 per 100 grammi di olio;
numero perossidi: ≤ 12 MeqO2/kg;
K232: ≤ 2,20;
acido linoleico: ≤ 12,00%;
polifenoli totali: ≥ 60 ppm.
Altri parametri chimico-fisici non espressamente citati devono essere conformi alla attuale normativa U.E.

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Come si ottiene

Caratteristiche di coltivazione.
Le condizioni ambientali e di coltura degli oliveti devono essere quelle tradizionali e caratteristiche della zona e, comunque, atte a conferire alle olive ed all’olio derivato le specifiche caratteristiche. Pertanto, sono da considerarsi idonei gli oliveti compresi nella zona definiti dal disciplinare di produzione , i cui terreni siano di origine dolomitica, frammisti a materiale piroclastico incoerente quale ceneri, lapilli e pomici, permeabili e ben dotati di elementi nutritivi quali potassa, fosforo, ferro, magnesio e calcio.
I sesti di impianto le forme di allevamento ed i sistemi di potatura, devono essere quelli generalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle olive e dell’olio.
I nuovi impianti devono essere di tipo specializzato.
L’introduzione di nuove varietà nei nuovi impianti è ammessa dalla Regione Campania a condizione che le medesime non alterino le peculiari caratteristiche del prodotto.
La produzione massima di olive non può superare Kg 9.000 per ettaro negli oliveti specializzati.
La resa massima di olive in olio non può superare il 20%.
Anche in annate eccezionalmente favorevoli la resa dovrà essere riportata attraverso accurata cernita purché la produzione globale non superi di oltre il 20% il limite massimo sopra indicato.
La raccolta delle olive è effettuata entro 31 dicembre di ogni anno.
In presenza di particolari andamenti stagionali la raccolta può essere protratta con specifico atto deliberativo della Regione Campania, sentito il Consorzio di tutela, al 30 Gennaio di ogni campagna oleicola.
Modalità di oleificazione.
Le operazioni di oleificazione e di confezionamento dell’olio devono essere effettuate nell’ambito dell’intera area territoriale dei comuni indicati nel disciplinare di produzione.
La raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Penisola Sorrentina” deve avvenire direttamente dalla pianta a mano o con mezzi meccanici.
Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a produrre oli che presentino il più fedelmente possibile le caratteristiche peculiari originarie dei frutto.
Le olive devono essere molite entro il secondo giorno della raccolta.

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La storia

La coltivazione dell’olivo nella Penisola Sorrentina risale a tempi antichissimi.
La Punta Campanella, che è l’estremo promontorio del Golfo di Napoli e fronteggia l’isola di Capri, era dominato da un Tempio, sacro alla dea Atena (Minerva per i romani): Capo Minerva, eretto dai Focesi, coloni greci.
L’intera penisola fu consacrata alla dea della Sapienza e il sito divenne per secoli meta di pellegrinaggi. Lungo il percorso i pellegrini acquistavano sul posto l’olio, che si produceva in abbondanza, per farne offerta alla divinità, già ritenuta dai Greci e poi dai Romani la creatrice dell’olivo e quindi dell’olio da esso prodotto..
La mitologia infatti narra che Poseidone (Nettuno per i romani) e Atena, rispettivamente fratello e figlia di Zeus, reclamavano dal dio un territorio che fosse a loro consacrato.
Il capo degli dei li contrappose in una sfida: chi avrebbe regalato agli uomini il bene più necessario avrebbe avuto il dominio sulla regione dell’Attica. Fu così, che alla presenza di tutti gli dei e dell’arbitro Cercrope, Poseidone creò il cavallo, toccando il suolo con il suo tridente, mentre Atena generò la pianta dell’olivo conficcando nella terra il suo giavellotto. La dea vinse la sfida e il capoluogo dell’Attica fu chiamato Atene in suo onore.
Anche Virgilio (70-19 a.c.) nel primo libro delle "Georgiche"  sposa questa tesi: "....E tu, Nettuno, che percuotendo col tridente il suolo sortir ne festi indomito destriero...". E subito dopo: "...Vieni, o inventrice de la pingue uliva, Minerva...".
Nell’intera Penisola sono stati rinvenuti resti di santuari minori eretti dai Romani e dedicati a Minerva, con il ritrovamento anche di recipienti utilizzati per l’offerta dell’olio. Da allora, l’olivo non ha più abbandonato questi luoghi e, insieme agli agrumi e alla vite, domina e caratterizza l’intero paesaggio della Penisola Sorrentina.
Le particolari condizioni orografiche, che impongono costosi terrazzamenti, il clima tipicamente mediterraneo, la natura vulcanica del terreno, rendono l’ambiente della Penisola decisamente originale e tipico, come tipico è l’olio che vi viene prodotto.
Dal giugno 1997 è certificato come prodotto DOP.

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Scheda tecnica
Origine
Il territorio amministrativo dei seguenti comuni: Gragnano, Pimonte, Lettere, Casola di Napoli, Sorrento, Piano di Sorrento, Meta, Sant’Agnello, Massa Lubrense, Vico Equense, l’isola di Capri ed Anacapri, nonché parte del territorio del comune di Castellammare di Stabia, tutti compresi nel territorio della provincia di NAPOLI.

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Tipologia
Unica. I recipienti in cui è confezionato l’olio di oliva extravergine “Penisola Sorrentina” ai fini dell’immissione al consumo devono essere in vetro o banda stagnata di capacità non superiore a litri 5.

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Utilizzo
Oltre all’impiego tradizionale a crudo sulle insalate e nel pinzimonio o nell’utilizzo in cucina, risulta particolarmente indicato nell’abbinamento con il pomodoro e i piatti che ad esso si richiamano. Ottimo sulle grigliate di pesce e di verdure. Originale e particolarmente gradevole il suo abbinamento con le insalate di limoni, ma soprattutto con il sorbetto e la delizia al limone, dolci tipici di Sorrento.

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Valori Energetici
Valori per 100 grammi di prodotto: Energia (kcal) 899; Lipidi (g) 99,9; Ferro (mg) 0,2; Vitamina A retinolo eq. (µg) 36; Vitamina E (mg) 22,4.

Indirizzi Utili
CONSORZIO PER LA TUTELA DELL’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA “PENISOLA SORRENTINA”
Via Partenope, 41 - 80061 Massa Lubrense (NA)
Tel.081.5339601

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