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Oli e Grassi
PRETUZIANO DELLE COLLINE TERAMANE

PRETUZIANO DELLE COLLINE TERAMANE
Lo sapevi che ...
Prima di essere immesso sul mercato, l’olio viene sottoposto a controlli chimici che vengono eseguiti da un Ente di Certificazione autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali italiano. I parametri analitici da verificare sono ben 27, a cui si deve aggiungere l’assaggio organolettico che è necessario per conoscere e descrivere le caratteristiche aromatiche e gustative di un olio, prima dell’eventuale immissione al consumo. Anche l’assaggio deve essere eseguito nel rispetto di una procedura stabilita dall’Unione Europea così come gli assaggiatori (degustatori) vengono sottoposti ad una precisa verifica che serve per selezionare coloro che hanno i requisiti fisiologici necessari per entrare nell’Elenco Nazionale degli Assaggiatori.
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Prodotto
La denominazione di origine protetta "Pretuziano delle Colline Teramane" è riservata all’olio extra vergine di oliva ottenuto dalle olive prodotte nella zona delimitata dal disciplinare di produzione ed partenenti alle seguenti varietà: Leccino, Frantoio e Dritta congiuntamente fino al 75%; il restante 25% è rappresentato da varietà locali minori, tra le quali sono maggiormente diffuse il Tortiglione, la Carboncella e la Castiglionese.
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Assaggio

Sapore medio fruttato con media sensazione di amaro e piccante; odore fruttato medio.

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Caratteristiche

L’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta "Pretuziano delle Colline Teramane" all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: giallo verdognolo;
- panel test: > 6,5;
- acidità: totale espressa in acido oleico, in peso, non superiore a grammi 0,5 per 100 grammi di olio;
- n° perossidi: meqO2/kg 12;
- K232: 2,0;
- K270: 0,20;
- polifenoli: > 120 mmg/kg;
- acido oleico: 70%.

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Come si ottiene

Caratteristiche di coltivazione.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura degli oliveti destinati alla produzione dell’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta "Pretuziano delle Colline Teramane" devono essere quelli generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle olive e degli oli.
Pertanto, per gli impianti intensivi sono ammessi i sesti 6 x 6, 6 x 7 e 7 x 7 allevati a chioma bassa (vaso basso, monocono, palmetta libera e ipsilon).
Sono ammessi sesti di impianto inferiori purché siano rispettati i limiti di produzione di seguito fissati.
Gli oliveti tradizionali in coltura promiscua hanno un sesto di impianto di 20-30 x 10 e sono allevati a chioma alta (vaso semplice, vaso policonico).
Tuffi sono assoggettati a tradizionali e razionali operazioni di coltivazione.
Le tecniche colturali consistono nelle seguenti operazioni:
- potatura: normalmente annuale in febbraio, marzo, aprile; biennale in pochissime aree e per olivi vecchi o poco produttivi;
- concimazione: a fine inverno a base di letame con aggiunte di concimi chimici semplici e complessi;
- lavorazione del terreno: lavorazioni leggere, almeno due (fresatura o erpicatura) o la pratica dell’inerbimento;
- altri interventi: se necessario possono essere effettuati altri specifici interventi fitosanitari con le modalità della lotta integrata e/o biologica.
La raccolta delle olive, che deve essere effettuata direttamente dalla pianta a mano o con mezzi meccanici, deve avvenire nel periodo compreso tra l’inizio dell’invaiatura fino al 10 dicembre.
La produzione massima di olive degli oliveti, destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva "Pretuziano delle Colline Teramane", non può superare
kg 6500/ ettaro per gli impianti a coltura specializzata, mentre negli oliveti a coltura promiscua  non potrà superare kg 50/ pianta.
In annate eccezionalmente favorevoli la resa potrà essere superiore, purché venga preventivamente accertata dall’Organismo di controllo.
Le rese massime in olio degli oliveti iscritti agli albi a denominazione di origine protetta "Pretuziano delle Colline Teramane" non possono superare il 20%.
Il trasporto delle olive deve avvenire in cassette finestrate o bins in modo idoneo ad evitare danni al frutto.
Le olive raccolte devono essere conservate, fino alla fase di molitura, in recipienti rigidi ed areati in locali freschi, anch’essi areati.
É vietato l’uso di sacchi per il trasporto e la conservazione.
Le olive devono essere molite entro due giorni dalla raccolta.
Modalità di oleificazione.
Nella oleificazione delle olive destinate alla produzione di olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta "Pretuziano delle Colline Teramane" sono ammesse soltanto le pratiche leali e costanti atte a conservare agli oli le loro originarie peculiari caratteristiche.
Le operazioni di oleificazione debbono essere effettuate nell’ambito del territorio indicato dal disciplinare di produzione.
Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto i processi meccanici e fisici atti a garantire l’ottenimento di oli senza alcuna alterazione delle caratteristiche qualitative contenute nel frutto.
Devono essere rispettati tempo e temperatura dello stadio di frangitura, fissati rispettivamente in 30 minuti ed in 27 gradi centigradi. Temperatura non superabile anche per l’acqua di diluizione.
Il frantoio dovrà essere attrezzato e funzionale nel rispetto delle norme vigenti in materia di igiene e sicurezza degli alimenti.

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La storia

La diffusione dell’olivo in provincia di Teramo risale almeno al X secolo a.C.
Il territorio, indicato come zona di produzione, viene definito nelle fonti letterarie latine come "ager Pretutianus".
In questo territorio vissero i Pretuzi, uno dei popoli italici che continuarono storicamente l’orizzonte paleo-sabellico e che in una data precoce, coincidente con l’inizio del III secolo a.C., subirono il dominio di Roma, riuscendo però a preservare la propria entità culturale.
Il processo di romanizzazione portò ad una delimitazione dell’area che, a giudizio di Maria Paola Guidobaldi nella sua opera "La romanizzazione dell’ager Praetutianus", nel periodo augusteo coincideva con quella della "praefectura iure dicundo", al cui centro era "Interamnia Praetutiorum", l’attuale Teramo.
Fu per opera dei Romani che la coltura dell’olivo si intensificò e si espanse.
Almeno a partire dal III secolo a.C. e fino al giorni nostri, il termine "pretuziano" ha, pertanto, inequivocabilmente indicato il territorio delle genti riconducibili alla provincia di Teramo.
Tale termine ha accompagnato le rinomate produzioni di quest’area; a titolo di esempio la menzione dei vini pretuziani, di cui Plinio (23-79 d.c.) cita più volte nella sua "Naturalis historia".
Nello stesso modo, l’olio pretuziano fu portato al proprio seguito dai pastori del teramano, nei lunghi viaggi da e per il Tirreno, attraverso la via del sale o "Salaria", come viene indicato da Catone (234-149 a.c.) nel "De agri cultura".
Seguirono periodi di decadenza alternati a periodi di espansione, in relazione a determinati eventi storici.
Testimonianza delle alterne vicende le offre Pancrazio Palma (1781-1850)  in "Opere Complete" (Teramo 1912) pubblicate postume dal pronipote Giovanni Palma  che scrisse: "Da secoli noi abbiamo dato olio allo Stato Romano ed ora stiamo dando piantoni di olivo, da che quel Governo ha, da febbraio 1836, pressoché proibito l’introduzione dell’olio ed ha seriamente promossa la piantagione dell’albero di Minerva accordando premi per ogni pianta nuova".
Nel Catasto Napoleonico del 1809 è riportata l’entità e la diffusione dell’olio in provincia di Teramo; confrontato con quella attuale non differisce sostanzialmente nonostante il lungo periodo trascorso.
Arturo Provenzale nella "Guida viticola ed olearia" (Teramo 1907), scrive: "Sincera ammirazione destò il constatare che all’esposizione internazionale di Vienna del 1873 i prodotti abruzzesi di olio di oliva, tra centinaia e centinaia di prodotti di ogni parte in Italia, ben quattro primi premi conquistarono, ... I vincitori furono produttori di Loreto, di Montepagano, di Giulianova e di Teramo".
La tradizione si è protratta fino ai nostri giorni, preservando in primis l’alta qualità dell’olio "Pretuziano delle Colline Teramane", che ha ottenuto la certificazione DOP nell’agosto del 2003.

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Scheda tecnica
Origine
L’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni: Ancarano, Atri, Basciano, Bellante, Bisenti, Canzano, Castellalto, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Cermignano, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Montefino, Morro D’Oro, Mosciano S. Angelo, Nereto, Notaresco, Penna S. Andrea, S. Egidio alla Vibrata, S. Omero, Torano Nuovo; parzialmente il territorio dei seguenti comuni: Alba Adriatica, Arsita, Campli, Castel Castagna, Civitella del Tronto, Colledara, Giulianova, Isola del Gran Sasso, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Silvi, Teramo, Torricella Sicura, Tortoreto e Tossicia; tutti ricadenti nella provincia di TERAMO.

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Tipologia
Unica, commercializzato in recipienti o bottiglie di capacità non superiore a lt. 5.

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Utilizzo
Oltre all’impiego corrente le forti note aromatiche ne fanno prediligere l’uso su piatti di una certa consistenza, come grigliate di carne, insalate selvatiche, verdure bollite, legumi, primi piatti, pietanze a base di pesce, alla griglia, al forno o in umido, come il brodetto alla giuliese.

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Valori Energetici
Valori per 100 grammi di prodotto: Energia (kcal) 899; Lipidi (g) 99,9; Ferro (mg) 0,2; Vitamina A retinolo eq. (µg) 36; Vitamina E (mg) 22,4.

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI TUTELA DELL’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA DOP PRETUZIANO DELLE COLLINE TERAMANE
C/o Soc. Coop. Agric. Aprol Abruzzo - Via Vibrata, 72 - 64010 COLONNELLA (TE)
Tel.+39 0861 757014
http://www.aprolabruzzo.it
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