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Oli e Grassi
VALDEMONE

VALDEMONE
Lo sapevi che ...
Il prefisso "Val" nella denominazione Valdemone (o Val Demòne, Val di Demona, Val Demona) non identifica una valle, bensì un Vallo (o reale dominio al di là del Faro), cioè una delle tre sub-regioni con le quali era suddivisa la Sicilia, al tempo della dominazione araba, che comprendeva la provincia di Messina e l’areale enteo. Gli altri due erano il Val di Noto (l’area sud-orientale comprendente le province di Ragusa, Siracusa e parte delle province di Catania, Enna e Caltanissetta) e il Val di Mazara (la zona occidentale comprendente le province di Trapani, Agrigento e Palermo). Sul suffisso "Demona" ci sono opinioni discordanti: la leggenda vuole che ci fosse un ingresso agli inferi nei boschi dei Nebrodi, mentre lo storico Michele Benedetto Gaetano Amari (1806-1889) fornisce una teoria linguistica, prveniente dal greco-bizantino e dal participio presente del verbo "perdurare", "sopravvivere", derivante dal fatto che gli antichi abitanti furono gli unici a perdurare nella loro fede resistendo alla conversione all’Islam e facendo sopravvivere la religione cristiana.
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Prodotto
La denominazione di origine protetta "Valdemone" è riservata all’olio extravergine d’oliva ottenuto dalle varietà di olivo "Santagatese", "Ogliarola Messinese" e "Minuta" presenti negli oliveti, da soli o congiuntamente, nella misura minima del 70%. Le varietà: "Mandanici", "Nocellara Messinese", "Ottobratica", "Verdello" e "Brandofino" possono essere variamente presenti per il restante 30%.
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Assaggio

Sapore: sensazione di olive fresche appena raccolte contrastata, in minor misura, dall’amaro; le sensazioni retro olfattive che accompagnano più o meno nettamente l’olfatto ed il gusto dell’olio Valdemone sono la mandorla, la frutta fresca, il pomodoro, il cardo; odore: fruttato, la sensazione olfattiva mette in risalto il profumo più o meno intenso delle olive appena raccolte accompagnato sempre da sentori di erbe, foglie e fiori di piante spontanee presenti nel corteggio floristico degli oliveti della provincia di Messina.

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Caratteristiche

L’olio extra vergine di oliva "Valdemone" all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- aspetto: limpido e leggermente velato;
- colore: da verde con tonalità gialle a giallo oliva;
- valore minimo di Panel Test: uguale o maggiore di 7 e comunque nei termini di legge;
- acidità massima: 0,7%;
- Numero di perossidi: uguale o minore al valore di 12 meq O2/Kg.

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Come si ottiene

L’olivo rappresenta la principale coltura arborea diffusa nel territorio, con impianti prevalentemente di tipo tradizionale, allevati generalmente a globo, vaso globoso o con forma libera che rispettano le caratteristiche vegetative delle singole cultivar.
La potatura di produzione ha periodicità minima biennale, anche se, grazie all’introduzione di macchine agevolatrici in alcune aziende si opera a cadenza annuale. È comunque invalsa la consuetudine di eliminare annualmente i succhioni, i polloni e le branche deperite.
Le concimazioni vengono effettuate nel periodo che intercorre dall’inizio dell’autunno alla fine dell’inverno e comunque legate all’andamento pluviometrico stagionale. Maggiormente impiegati sono i concimi a base di azoto, fosforo e potassio sia di formulato semplice che complesso.
La raccolta deve essere effettuata dalla pianta sia a mano che con macchine agevolatrici (es. pettini vibranti) ove possibile. È ammesso l’impiego di reti per l’intercettamento delle olive al momento della raccolta.
È comunque vietato l’impiego di prodotti cascolanti così come non sono ammessi altri metodi di raccolta che possono danneggiare le olive o determinare il contatto del frutto con il terreno.
L’operazione di raccolta deve essere effettuata nel periodo che va da ottobre sino a gennaio. Le olive appena raccolte vanno conservate in cassette in modo da non alterare la qualità originaria e vanno molite entro due giorni dalla raccolta.
Le olive devono essere prive di imperfezioni (attacchi di mosca e tignola) che potrebbero influenzare negativamente la qualità dell’olio.
Le operazioni di oleificazione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta "Valdemone" devono essere effettuate entro il territorio delimitato dal  disciplinare di produzione.
La produzione massima di olive non deve superare i 60 q.li / ettaro negli impianti tradizionali ed i 100 q.li / ettaro negli impianti intensivi.
Le rese massime in olio delle olive non possono superare il 24%.
Prima della molitura, le olive devono essere preventivamente lavate e defogliate.
Per l’operazione di frangitura sono ammessi tutti i tipi di frantoio.
L’operazione di molitura avviene con il controllo della temperatura che non deve superare i 28°/30° C.
I frantoi tradizionali possono essere a 2/4 macine. Nei frantoi a molazza, i tempi di lavorazione sono di 20/30 minuti, mentre con i frangitori sono dell’ordine di un minuto; tali tempi di lavorazione variano in funzione del grado di maturazione delle olive.
La temperatura ottimale della gramolatura si aggira intorno ai 28/30 0C mentre i tempi di lavorazione sono mediamente di 30 minuti.

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La storia

La pianta dell’ulivo, originaria del Caucaso, è conosciuta e coltivata dall’uomo da almeno cinque millenni.
Diffusasi nell’area mediterranea venne presto utilizzata per produrre olio, un bene fondamentale per i popoli dell’antichità, che lo utilizzavano non solo come nutrimento, ma anche per medicamenti, nella cosmesi e per alimentare lampade da illuminazione.
Secondo la mitologia la Sicilia fu la prima regione italiana a conoscere l’albero dell’ulivo, grazie ad Aristeo, figlio di Apollo e della ninfa Cirene, che regalò la pianta ai siculi ed insegnò loro come ottenere l’olio dalle drupe.
Nell’"Odissea" di Omero è famoso l’episodio di Polifemo che viene accecato da Ulisse e dai suoi compagni tramite un tronco di olivo arroventato sul fuoco dell’antro dove erano tenuti prigionieri.
Tralasciando il mito ed entrando nella storia è appurato che la sua diffusione il Sicilia avvenne per opera dei Fenici e dei Greci, duemila anni prima di Cristo.
Con l’arrivo dei Romani in Trinacria nel III° secolo a.c., vincitori della prima guerra punica, temendo la concorrenza che l’olio siculo poteva fare alle produzioni laziali e campane, imposero pesanti tributi daziari per limitarne l’esportazione.
Con la caduta dell’Impero e l’arrivo dei Bizantini (VI° secolo) le cose non migliorarono, anzi: si inasprirono i tributi "In Sicilia un certo archivista della marina, per nome Stefano, accusato viene qual autore di molte e scellerate vessazioni......quel che si ritrae da queste isole, è impiegato nelle spese delle armate per loro difesa...." come scriveva papa Gregorio Magno (540-604) all’Imperatrice Costantina (560-605). Le tasse, infatti, gravavano anche sui vasti possedimenti della chiesa sull’isola.
Si ottenne un’inversione di tendenza solo nel IX° secolo con l’arrivo degli Arabi, che diedero un impulso notevole alla coltura olivicola, ma ben presto anche loro si accorsero che l’ottima qualità dell’olio rischiava di fare una concorrenza spietata a quello prodotto nei loro paesi.
L’olivicoltura destinata alla produzione di olio prese piede nella zona del Valdemone già alla fine del XV° secolo, come testimoniano i primi trappeti (dal latino trapetum, frantoio) impiantati a Castell’Umberto e nel comune di Samperi.
Durante l’epoca feudale veniva concesso ai sudditi del feudatario di raccogliere una piccola parte delle olive prodotte o, in alternativa, di beneficiare per i propri bisogni dell’olio di seconda spemitura, com’è noto di qualità notevolmente inferiore.
E’ la dimostrazione di quanto fosse notevole l’attenzione per l’olivicoltura e quali interessi giravano intorno ad essa.
Con la dominazione spagnola (1516-1713), sempre a causa delle politiche protezionistiche attuate dagli iberici tendenti a proteggere il loro olio, si ebbe una contrazione produttiva la cui ascesa ricominciò soltanto verso i primi dell’ottocento.
Con il XX° secolo iniziò l’esportazione di olio verso i mercati internazionali facilitata dalla vicinanza con il porto commerciale di Messina. Fu così che l’olio di "Valdemone" prese la via prevalentemente degli Stati Uniti, dell’Inghilterra, della Russia e dell’Olanda.
La produzione è ancora oggi più che mai attiva, ottenendo significativi risultati sia  quantitativi che per l’ottima qualità dell’olio extravergine di oliva "Valdemone".
Nel febbraio del 2005 la Comunità Europea gli ha conferito la certificazione DOP.

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Scheda tecnica
Origine
Il territorio amministrativo della provincia di MESSINA fatta eccezione per il comune di Floresta e parte dei comuni di Moio Alcantara e Malvagna.

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Tipologia
Unica. Per la commercializzazione, sono ammessi recipienti o bottiglie di capacità non superiore a litri cinque.

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Utilizzo
Oltre al consumo a crudo su insalate, pinzimoni, verdure cotte e bruschette è protagonista di molti piatti tipici della cucina siciliana, come la Caponata di melanzane, la pasta alle verdure, le preparazioni a base di pesce e nella conservazione di verdure sott’olio.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Lipidi (g) 99,9 Energia (kcal) 899 Ferro (mg) 0,2 Vitamina A retinolo eq. (µg) 36 Vitamina E (mg) 22,4.

Indirizzi Utili
ASSOCIAZIONE PRODUTTORI OLIVICOLI MESSINESI (APOM) OLIO DOP VALDEMONE
Via del Vespro, 6 – 98122 MESSINA
Tel.Tel 090/671397-710617
www.apom.it
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