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Oli e Grassi
VALLE DEL BELICE

VALLE DEL BELICE
Lo sapevi che ...
La nocellara del Belice è l’unica oliva Italiana che possa fregiarsi di due riconoscimenti D.O.P., da olio e da mensa. Le olive di questa varietà si contraddistinguono per un ottimo rapporto polpa/nocciolo ed un discreto contenuto di zuccheri. La drupa è grossa, di forma sferica, di colore verde intenso che diventa rosso vinoso man mano che la stessa matura. La polpa è croccante e si distacca facilmente dal nocciolo. Il colore è verde intenso ed il sapore leggermente agrodolce con lievi note di piccante e di amaro.
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Prodotto
La denominazione di origine protetta «Valle del Belice» è riservata all’olio extravergine di oliva ottenuto dalla molitura delle olive della varietà "Nocellara del Belice" per al meno il 70%. Concorrono alla composizione le altre cultivar coltivate nell’areale di produzione ed in particolare: la "Giarraffa", la "Biancolilla", la "Cerasuola", la "Buscionetto", la "Santagatese", l’"Ogliarola Messinese" ed altre cultivar minori. Singolarmente o complessivamente esse non potranno superare il 30%.
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Assaggio

Sapore: fruttato da medio ad intenso; sensazione di amaro e piccante da leggero a intenso; odore: fruttato di oliva da acerbo a maturo.

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Caratteristiche

L’areale della Valle del Belice è caratterizzato da ben cinque mesi di siccità e i mesi più asciutti sono Giugno, Luglio e Agosto. La piovosità si attesta tra i 500 e i 700 mm/anno. L’irrigazione nella zona e’ quindi da considerare utile per la coltura dell’olivo.
La ventosità e’ piuttosto forte e persistente, sia in autunno/inverno che in primavera/estate.
I terreni della zona di produzione dell’olio extravergine di oliva D.O.P. "Valle del Belice" manifestano, dal punto di vista pedologico, una nota comune rappresentata dalla presenza di suoli bruni più o meno lisciviati associati con le terre rosse nelle aree litoranee e con i suoli vertici, regosuoli e litosuoli nelle aree interne.
L’olio extra vergine di oliva "Valle del Belice" all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: da verde a giallo con riflessi verdognoli;
- panel test (punteggio): geq 7 o comunque nei limiti previsti dalle norme vigenti;
- acidità massima, espressa in % acido oleico leq = 0,5%;
- perossidi leq= 12 meq/kg;
- polifenoli geq= 100 ppm.

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Come si ottiene

Caratteristiche di coltivazione.
Negli impianti in produzione devono essere effettuate le tradizionali cure colturali: lavorazioni meccaniche del terreno, la concimazione di produzione, le cure fitosanitarie del tipo integrato o biologico, la potatura di produzione annuale, l’irrigazione semplice e/o la fertirrigazione nelle zone irrigue, nonché, tutte le altre pratiche colturali compatibili con i moderni indirizzi agronomici.
La raccolta delle olive è effettuata a mano (brucatura) e/o con strumenti agevolatori a partire dal mese di ottobre e non oltre il mese di dicembre.
E’ consentito l’impiego di macchine per la raccolta agevolata e/o meccanica, a condizione che durante l’operazione sia evitato il contatto delle drupe con il terreno.
E’ vietato l’impiego di cascolanti.
Le olive raccolte sono conservate in modo tale da garantire la qualità del prodotto all’atto della trasformazione. E’ comunque vietato il trasporto e la conservazione delle olive in sacchi di qualsiasi materiale.
Le olive sono conservate in ambienti freschi ed aerati fino alla fase di molitura e molite entro due giorni dalla raccolta.
La produzione massima di olive conseguibile nell’annata di carica da un oliveto specializzato è di 100 quintali / ettaro. Se l’oliveto è in promiscuo (vite-olivo e altre associazioni), la produzione massima non potrà superare i 60 kg / pianta. Negli oliveti intensivi specializzati è consentita produzione superiori a 100 quintali / ettaro in accordo con gli attuali dati sperimentali.
La resa massima ammissibile in olio è fissata fino al 23%.
Modalità di oleificazione
L’oleificazione delle olive destinate alla produzione di olio D.O.P. "Valle del Belice", deve essere effettuata con tutti i sistemi di estrazione meccanica rispondenti ai requisiti di legge ed atti a mantenere la qualità originale.
Le operazioni di oleificazione devono essere effettuate in impianti di molitura posti nel territorio dei comuni ricadenti nell’ambito della zona delimitata dal disciplinare di produzione.
I frantoi devono disporre di opportuni dispositivi per il lavaggio e la defogliazione cui sottoporre obbligatoriamente le drupe.
E’ vietata la pratica del ripasso delle paste estratte.
Le paste lavorate non devono superare la temperatura di 30 °C verificabili mediante opportuni strumenti di controllo.
La conservazione dell’olio deve essere effettuata in ambienti che consentano il mantenimento delle temperature costanti al variare delle stagioni e al riparo da aria e luce.
L’olio deve essere conservato in recipienti a norma di legge.

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La storia

L’insediamento delle prime popolazioni nella Valle del Belice è da legare alla nascita di Selinunte, antica colonia della Magna Grecia, fondata dai Megaresi nel VII° secolo a.C..
Nell’antica Selinunte, l’olio era considerato un simbolo di pace, saggezza e prosperità in relazione ai molteplici usi cui era destinato.
I Selinuntini coltivarono e propagarono l’olio colonizzando le vallate e le terre fertili dell’entroterra, come dimostrano le macine per le olive risalenti al V° secolo a.C..
Così Selinunte, come racconta Plinio (23-79 d.c.), divenne un punto di riferimento dei commerci della Magna Grecia e del Mediterraneo, grazie alla propria potente flotta commerciale ed alla natura delle derrate alimentari: vino, cereali ed olio.
L’olivo negli anni rimase la coltura primaria della Valle del Belice, ne e’ dimostrazione la sua presenza come coltura tipica dei censi nel 1600.
A partire dal XVII° secolo infatti l’olivicoltura è diventata per la Valle, se non la sola ed esclusiva risorsa economica, indubbiamente la più importante nell’ordinamento colturale della zona.
Ricerche storiche evidenziano che nel 1700 nella Valle del Belice si coltivava intensamente l’olivo. Tutto ciò dimostra la tradizione dell’olivicoltura nella zona e la tecnica adottata dell’innesto fa intendere che già a quell’epoca si effettuava una selezione varietale, presumibilmente con la cultivar "Nocellara del Belice", già presente in questo areale ed attualmente coltivata in maniera estensiva. Vi sono documenti infatti in cui si attesta che nel Feudo del Belice erano stati trovati ulivi fatti innestare dai Duchi di Terranova tra il 1744 (Ettore Pignatelli Tagliavia d’Aragona Cortes) ed il 1788 (Diego Pignatelli d’Aragona Cortes). 
Nel corso dei secoli, la “Nocellara di Belice” è stata utilizzata principalmente per la produzione di olio, ma a partire dall’ottocento si è scoperta la sua duplice attitudine e di conseguenza le produzioni olivicole si sono diversificate in olio ed olive da mensa, lavorate sia in verde che in nero, “passuluna” (vedi anche scheda "Nocellara del Belice" nella sezione "Ortofrutticoli e cereali" di ciboitaliano).
La presenza del fiume Belice, elemento di continuità che ha caratterizzato la storia, la morfologia ed il clima del territorio, consentendo l’insediamento nelle sue vallate delle antiche popolazioni, ha determinato che, storicamente ed universalmente, tale comprensorio sia individuato come Valle del Belice e legato in maniera indissolubile alla coltivazione di questa particolare cultivar di olivo.
Nell’agosto del 2004 è stato riconosciuto come prodotto DOP.

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Scheda tecnica
Origine
Gli oliveti ricadenti nei territori dei comuni di Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna, Poggioreale, Salaparuta e Santa Ninfa, ricadenti nella provincia di TRAPANI.

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Tipologia
Unica. Deve essere confezionato e commercializzato in recipienti a norma di legge. La cui capacità non potrà essere superiore a litri cinque.

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Utilizzo
Ottimo da usare crudo negli antipasti di pesce marinato, per minestroni, passati di verdure, nelle insalate e nei pinzimoni; in cucina invece è prelibato per la preparazione di salse, arrosti sia di carne che di pesce ma anche per le fritture. Tipico della zona è "Lu pani cunsatu" ( pane nero caldo condito con sale, origano, pomodoro secco o fresco tagliato a fette, formaggio pecorino primo sale o anche con la Vastedda del Belice, acciughe salate, uno spicchio d’aglio tagliato a piccoli pezzettini e olio crudo).

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Lipidi (g) 99,9 Energia (kcal) 899 Ferro (mg) 0,2 Vitamina A retinolo eq. (µg) 36 Vitamina E (mg) 22,4.

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI TUTELA DELL’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA DOP VALLE DEL BELICE
via Tagliata, 6 - 91022 CASTELVETRANO (TP)


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