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Oli e Grassi
VALLI TRAPANESI

VALLI TRAPANESI
Lo sapevi che ...
L’etimologia del nome Trapani deriva dal greco Drèpanon (in latino Drepanum) che significa “falce”. La mitologia narra che alla figlia del Dio Crono (Saturno per i romani), Cerere, sfuggì di mano una falce che, cadendo al suolo, generò la lingua di terra dove sorse Trapani. La morfologia del territorio ricorda appunto una falce, con la punta estrema protesa nel mare a costituirne l’impugnatura e la conca più interna la lama.
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Prodotto
La denominazione di origine protetta “Valli Trapanesi” è riservata all’olio extravergine di oliva ottenuto dalle seguenti varietà di olivo presenti, da sole o congiuntamente, negli oliveti: Cerasuola e Nocellara del Belice in misura non inferiore all’80%. Possono, altresì, concorrere altre varietà presenti negli oliveti in misura non superiore al 20%.
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Assaggio

Sapore di fruttato con sensazione leggera di piccante e di amaro; odore netto di oliva con eventuali toni erbacei.

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Caratteristiche

L’olio di oliva extravergine a denominazione di origine protetta “Valli Trapanesi” all’atto deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: verde con eventuali riflessi giallo oro;
- acidità massima totale espressa in acido oleico, in peso, non eccedente a grammi 0,5 per 100 grammi di olio;
- punteggio minimo al Panel test: > = 6,5;
- numero perossidi: < = 10 MeqO2/kg
- K 232: < = 2,20
- K 270: < = 0,15
- Delta K: < = 0,005
- Acido linoleico:< = 12%
- Acido linolenico: < = 0,8%
- Acido oleico: > = 70%
Altri parametri non espressamente citati devono essere conformi alla attuale normativa U.E.
È in facoltà del Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali inserire, su richiesta degli interessati, ulteriori parametrazioni di carattere fisico-chimico o organolettico atte a maggiormente caratterizzare l’identità della denominazione.

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Come si ottiene

Caratteristiche di coltivazione.
Le condizioni ambientali e di coltura degli oliveti devono essere quelle tradizionali e caratteristiche della zona e, comunque, atte a conferire alle olive ed all’olio derivato le specifiche caratteristiche.
Pertanto sono da considerarsi idonei gli oliveti i cui terreni, di origine alluvionale o derivanti da argille scagliose, si classificano come regosuoli, suoli bruni, suoli alluvionali, vertisuoli terre rosse, con tessitura che va dal sabbioso al medio impasto tendente all’argilloso.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli tradizionalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle olive e dell’olio.
La produzione massima di olive non può superare kg. 8.000 / ettaro negli oliveti specializzati. Anche in annate eccezionalmente favorevoli la resa dovrà essere riportata sui limiti predetti attraverso accurata cernita purché la produzione globale non superi di oltre il 20% il limite massimo sopra indicato
La raccolta delle olive viene effettuata nella fase della seminvaiatura e non potrà protrarsi oltre il 30 dicembre di ogni campagna oleicola.
Modalità di oleificazione.
Le operazioni di estrazione dell’olio e di confezionamento devono essere effettuate nell’ambito dell’area territoriale delimitata dal disciplinare di produzione.
La raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta “Valli Trapanesi” può avvenire con mezzi meccanici o per brucatura.
La resa massima di olive in olio non può superare il 22%.
Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a produrre oli che presentino il più fedelmente possibile le caratteristiche peculiari originarie del frutto.
Le olive devono essere molite entro i due giorni successivi alla raccolta.

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La storia

La pianta dell’ulivo, originaria del Caucaso, è conosciuta e coltivata dall’uomo da almeno cinque millenni.
Diffusasi nell’area mediterranea venne presto utilizzata per produrre olio, un bene fondamentale per i popoli dell’antichità, che lo utilizzavano non solo come nutrimento, ma anche per medicamenti, nella cosmesi e per alimentare lampade da illuminazione.
Secondo la mitologia la Sicilia fu la prima regione italiana a conoscere l’albero dell’ulivo, grazie ad Aristeo, figlio di Apollo e della ninfa Cirene, che regalò la pianta ai siculi ed insegnò loro come ottenere l’olio dalle drupe.
Nell’"Odissea" di Omero è famoso l’episodio di Polifemo che viene accecato da Ulisse e dai suoi compagni tramite un tronco di olivo arroventato sul fuoco dell’antro dove erano tenuti prigionieri.
Tralasciando il mito ed entrando nella storia è appurato che la sua diffusione il Sicilia avvenne per opera dei Fenici e dei Greci, duemila anni prima di Cristo.
L’olio, prodotto nella zona da tempo immemorabile, è stato tra gli alimenti più diffusi sul mercato interno.
La provincia di Trapani è sempre stata un mosaico di produttori consumatori. Altrettanto antico è l’uso delle olive nell’alimentazione locale.
A partire dal IV secolo a. C., nella Sicilia occidentale, le olive più grosse venivano trattate con sale e morchia e conservate nelle stesso olio.
In molte commedie latine si fa riferimento alle grosse olive dell’agro Ericino conservate in salamoia d’erbe. Ma il grosso della produzione era destinato a produrre olio per uso alimentare, domestico e farmacologico.
Le olive molite davano uno dei grassi più importanti per l’alimentazione, sempre presente sulle mense dei Sicilioti e, in seguito, dei latifondisti Romani. Questi ultimi, nelle grandi tenute, in cui era divisa la provincia di Sicilia, ricavavano l’olio anche dall’olivo selvatico e dall’olivo nano, usato anche per scopi medicinali.
Ma è con gli Arabi e ancor di più con gli Spagnoli che l’olio di questa zona è diventato rinomato per il suo valore nutrizionale. Molti degli oliveti impiantati dagli Spagnoli sono ancora oggi presenti nelle Valli Trapanesi e hanno assunto un valore storico e a volte monumentale.
Attorno al XV° secolo, nella zona del Trapanese, si registrò un incremento della produzione dell’olio di oliva in seguito a una forte migrazione di Ebrei verso Trapani che ne aumentò il fabbisogno, data l’importanza del derivato nelle celebrazioni religiose, ma anche per la stessa cucina ebraica.
In quel periodo influenzò la crescita della produzione olearia anche l’impiego dei frantoi, sia per le olive che per la molitura della canna da zucchero e per torchiare l’uva.
Anche nell’Ottocento, sotto la dominazione Borbonica, la coltivazione dell’olivo e la conseguente produzione di olio si sviluppò ulteriormente.
Per secoli, la coltivazione dell’olivo ha avuto una buona rilevanza economica, ancora oggi mantenuta.
La Comunità Europea ha conferito all’olio di oliva extravergine “Valli Trapanesi” la denominazione DOP nel novembre del 1997.
“Valli Trapanesi”

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Scheda tecnica
Origine
L’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni nell’ambito della provincia di TRAPANI: Alcamo, Buseto Palizzolo, Calatafimi, Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Gibellina, Marsala, Mazara del Vallo, Paceco, Petrosino, Poggioreale, Salemi, San Vito Lo Capo, Trapani, Valderice, Vita.

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Tipologia
Unica. I recipienti ai fini dell’immissione al consumo devono essere in vetro o in banda stagnata di capacità non superiore a litri 5.

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Utilizzo
E’ utilizzato a crudo su verdure e insalate vegetali e di mare, su pesce, carne, minestre rustiche, verdure cotte, zuppe di legumi. In cucina è ottimo per la preparazione di salse di pomodoro, di carni e pesci alla brace. Nella cucina tradizionale locale come il Pesto alla Trapanese (a base di basilico, olio d’oliva ed aglio, con aggiunta di mandorle crude, pomodoro crudo e pecorino grattugiato) utilizzato per condire le paste tipiche (busiate o gnoccoli) e per accompagnare verdure fritte o pesce fritto; nelle preparazioni a base di tonno, vero protagoniosta della cucina trapanese, ("raù ri tunnu", ragù di tonno rosso fresco; "tunnu ca cipuddata", tonno in agrodolce con cipolle; polpette di tonno al sugo; ecc.); nelle pietanze di carni (" ’nvultina a trapanisa", involtini di vitello farciti con pecorino grattugiato, prezzemolo ed aglio tritati, pangrattato; "jaddina cunsata", insalata di gallina lessa con foglioline di menta, aglio e prezzemolo tritato, sale, pepe, aceto; ecc.); nei piatti unici, considerati poveri, ma ricchi di sapori mediterranei ("u mataroccu" o "salamoreci", ’insalata di pomodoro condita con aglio e basilico pestati nel mortaio ricoperta di acqua con l’aggiunta di pane raffermo; " ’nsalata ri limuna", insalata di limoni con succo di limone, olio, sale e pepe, anch’essa ricoperta d’acqua e pane tagliato a pezzetti; insalata di finocchio, arance e mandorle, ecc.).

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Lipidi (g) 99,9 Energia (kcal) 899 Ferro (mg) 0,2 Vitamina A retinolo eq. (µg) 36 Vitamina E (mg) 22,4.

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI TUTELA DELL’OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA “VALLI TRAPANESI” D.O.P.
C/o Unione Provinciale Agricoltori - Via Vespri, 37 - 91100 TRAPANI
Tel.0923 27666
www.vallitrapanesi.it
vallitrapanesi@yahoo.it
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