header

Ortofrutticoli e cereali
AGLIO BIANCO POLESANO

AGLIO BIANCO POLESANO
Lo sapevi che ...
A questa produzione tradizionale è stata anche dedicata una festa: la “Festa dell’Aglio Polesano” che si tiene in estate presso il Castello di Arquà Polesine in cui vengono proposti piatti a base di aglio: spaghetti aglio e acciughe, bruschetta con l’aglio, salsiccia con l’aglio cotta alla piastra e salame con l’aglio.
linea
Prodotto
L’aglio bianco polesano DOP è l’ortaggio a bulbo della specie Allium sativum L., nell’ecotipo locale bianco polesano e nella varietà Avorio.
linea
Assaggio

Rispetto ad altre tipologie aroma meno pungente e più persistente, con profumi di erba tagliata di fresco o dolce fruttato.

linea
Caratteristiche

Si contraddistingue per il colore bianco lucente, la forma del bulbo, l’elevata resa in sostanza secca che lo rende ben conservabile, il particolare profilo aromatico.
La Denominazione di Origine Protetta Aglio Bianco Polesano è riservata ai bulbi che presentano le seguenti caratteristiche:
- sani, consistenti e puliti, nello specifico privi di terra e di residui di fertilizzanti o di antiparassitari;
- esenti da danni da gelo o da sole, da tracce di muffa e da germogli esternamente visibili;
 - privi di odore o sapore estranei e di umidità esterna anormale.
L’area geografica del Polesine, per tipologia dei terreni e per le condizioni climatiche tipicamente temperato-asciutte, risulta particolarmente favorevole alla produzione dell’Aglio Bianco Polesano DOP, ed è sicuramente uno dei fattori responsabili delle peculiarità e della qualità di questo prodotto.
Grazie alla presenza dei fiumi Po e Adige – che delimitano rispettivamente a sud e a nord la zona del Polesine e che prima delle odierne arginature hanno più volte, nel corso dei secoli, alluvionato la pianura – i suoli si presentano di medio impasto, argilloso-limosi, ben drenati, porosi e particolarmente fertili.
Determinante è anche la composizione mineralogica di questi terreni: l’elevato contenuto di fosforo e potassio è responsabile del tipico colore bianco e della buona conservabilità del prodotto, mentre il calcio e il magnesio contribuiscono a migliorare la qualità dei bulbi
E’ un ortaggio molto prezioso anche per le sue proprietà curative: antibatterica, antisettica, mucolitica, ipotensiva.
L’Aglio Bianco Polesano DOP si conserva al meglio in luogo fresco, asciutto e ben areato.
Consumato fresco mantiene intatte tutte le carat­teristiche organolettiche e le innume­revoli proprietà benefiche

linea
Come si ottiene

L’Aglio bianco polesano è una coltura da rinnovo e nell’ambito della rotazione deve seguire una coltura a semina autunnale o comunque una coltura che permetta l’aratura e la preparazione del terreno entro l’epoca di semina prevista.
Non può ritornare sullo stesso appezzamento prima di 3/4 anni.
Il ciclo di coltivazione è annuale con semina autunno/invernale.
Caratterizzante per la tecnica di produzione è l’ottenimento dei bulbilli per la semina, dato che la riproduzione avviene per via vegetativa. Infatti ogni azienda seleziona manualmente la quota di prodotto necessaria per produrre “il seme”.
Qualora l’azienda agricola non sia in grado di produrre il materiale di riproduzione o quello prodotto non sia sufficiente al suo fabbisogno, può reperirlo presso altri produttori dell’area inserita nel sistema di controllo della DOP, purché accompagnato dal certificato che ne attesti l’assenza di nematodi.
Le fasi per l’ottenimento del materiale da seminare prevedono:
- la selezione manuale dei bulbi, detti “teste”, dai mazzi di aglio della partita destinata alla semina;
- l’eliminazione manuale dei bulbilli esterni al bulbo detti “denti” o “natte”;
- lo schiacciamento dei bulbi che può avvenire manualmente o meccanicamente;
- leliminazione, mediante ventilazione ed asporto manuale, delle tuniche esterne di contenimento e dell’apparato radicale;
- la selezione dei bulbilli detti “spigoi” ottenuti dalle operazioni precedenti. Essa può avvenire con modalità completamente manuale oppure con l’ausilio di una selezionatrice meccanica che contemporaneamente effettua anche la ventilazione.
In questo caso si effettuerà una successiva selezione manuale finale dei bulbilli adatti ad essere seminati.
La semina deve essere effettuata dal 1 di ottobre al 31 di dicembre.
Essa può avvenire manualmente, con macchine agevolatrici o essere totalmente meccanizzata con seminatrici pneumatiche. E’ ammessa la concia del seme.
Il sesto di impianto (10-12 cm sulla fila e 33-40 tra le file) deve essere tale da evitare lo scalzamento delle radici durante l’inverno o una moria per asfissia radicale, ed inoltre deve consentire l’agevolazione delle operazioni colturali in particolare la sarchiatura meccanica.
A tal fine il numero massimo di piante per mq. dovrà essere compreso tra le 20 e 30.
La quantità di “seme” da impiegare varia a seconda della dimensione dei bulbilli, e deve essere compresa tra 750 – 1.000 Kg./ha.
E’ obbligatorio predisporre un piano di concimazione che preveda l’esecuzione dell’analisi del terreno almeno una volta ogni 5 anni. Il tipo e la quantità di unità fertilizzanti da impiegare saranno correlati ai risultati dell’analisi e terranno conto dell’asporto operato dalla coltura.
Nella concimazione vanno distribuiti al max 150 kg/ha di P2O5, 200 kg/ha di K2O,. L’azoto, distribuito con più interventi o con un unico intervento se si usano concimi a lenta cessione, non deve superare i 200 kg/ha.
Sono ammesse le concimazioni fogliari per l’apporto di macro e microelementi.
L’eventuale somministrazione di stallatico deve avvenire sulle colture precedenti per ridurre la possibilità di sviluppo dei marciumi e per non influenzare il tipico colore bianco lucente caratterizzante l’Aglio Bianco Polesano.
Qualora si effettuino irrigazioni alla coltura, andranno sospese 20 gg. prima della raccolta per permettere una migliore maturazione del bulbo e non comprometterne la successiva conservazione.
Sulla base del grado di senescenza del fogliame e della maturità fisiologica delle piante, il produttore decide il momento in cui inizia la fase di raccolta. Essa può avvenire completamente a mano, con l’ausilio di macchine agevolatrici o essere completamente meccanizzata.
Dopo essere stato estirpato il prodotto deve subire una essiccazione naturale. Essa può avvenire sia in pieno campo che in azienda.
Il prodotto conservato può essere venduto come DOP entro il mese di maggio dell’anno successivo alla raccolta, previa frigo-conservazione.
La produzione di Aglio polesano DOP dovrà essere al massimo di 14 ton. ad ettaro di prodotto secco.

linea
La storia

I primi accenni di tale coltura risalgono ai Romani, (la cui presenza risale al periodo compreso tra il I e V secolo d.C.) ai Fenici, Etruschi ed ai Celti.
Gli interventi di centuriazione e bonifica operati dai Romani hanno fortemente influito sulla conformazione e assetto idrogeologico del territorio.
Raffaele Peretto  nella sua relazione sulle strade e bonifiche nell’antico territorio di Adria, ne “La Centuriazione dell’Agro di Adria”, parlando dell’agro centuriato dice: <<Il grande disegno centuriato, che interessa per oltre 200 kmq l’area a nord-ovest di Adria e che da Rovigo si porta …..>>.
A contribuire al legame con l’ambiente geografico troviamo, ancora nella pubblicazione “La Centuriazione dell’Agro di Adria” una relazione di Enrico Maragno trattante dell’attività dei coloni nell’Agro centuriato nella quale egli richiama le Georgiche di Virgilio (70-19 a.c.) ove vi è la descrizione delle colture più diffuse tra le altre quella dell’aglio.
Avvicinandoci al Medioevo, F.A. Bocchi scrive nei suoi “Annali Pollicinensi”, ne "l’Ordinamento interni di Rovigo e Polesine durante il secolo terzodecimo": <<..Era obbligo imposto agli abitanti di Rovigo e del Comitato avente casa propria….inserire seu incalzare in broglio vel orto vel alio loco bono…>>.
Avvicinandoci ai tempi nostri troviamo le prime descrizioni della sua coltivazione in pubblicazioni del XVI secolo, Accademia dei Concordi Rovigo,: <<...Le campagne di Rovigo producono soprattutto frumento, granoturco, barbabietole da zucchero ed uva........ Notevole importanza per la zona di Selva assumono gli erbai, i prati avvicendati, le patate e l’aglio...>>.
La zona di Selva comprende gli attuali Comuni di Pontecchio, Crespino, Ceregnano.
Nel 1949 S. Zennaro scrive “…L’aglio è una coltura industriale che nel decennio precedente l’ultima guerra………ha acquistato una importanza notevole ed è entrata decisamente a far parte del tipico ordinamento colturale della zona.”
Attorno a tale prodotto si creò infatti un’attività di commercio tale da far sì che la piazza di Rovigo, nei secoli, fosse punto di riferimento.
L’Aglio polesano è diventato negli anni sempre più un elemento di sviluppo economico tale da essere definito l’oro bianco del Polesine.
Ha ottenuto la DOP nel dicembre 2009.

linea
Scheda tecnica
Origine
I seguenti comuni della provincia di ROVIGO, nella regione Veneto: Adria, Arquà Polesine, Bosaro, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Ceregnano, Costa di Rovigo, Crespino, Fiesso Umbertiano, Frassinelle Polesine, Fratta Polesine, Gavello, Guarda Veneta, Lendinara, Lusia, Occhiobello, Papozze, Pettorazza Grimani, Pincara, Polesella, Pontecchio Polesine, Rovigo, San Bellino, San Martino di Venezze, Villadose, Villamarzana, Villanova del Ghebbo e Villanova Marchesana.

linealinea
Tipologia
Extra, dal calibro minimo di 45 mm.; Prima, dal calibro minimo di 40 mm. Viene commercializzato in: TRECCIA da 8 a 22 bulbi, intrecciati con il loro stesso stelo e legati con spago, rafia o altro materiale idoneo. Il prodotto finale va inserito in una rete bianca e sigillato con nastro adesivo; peso tra 0,5 e 1,2 kg. TRECCIONE da 30 a 40 bulbi categoria Extra, intrecciati con il loro stesso stelo e legati con spago, rafia o altro materiale idoneo. Il prodotto finale va inserito in una rete bianca e sigillato con nastro adesivo; peso tra 2 e 4 kg. GRAPPOLO: da 20 a 40 bulbi, intrecciati con il loro stesso stelo e legati con spago, rafia o altro materiale idoneo. Il prodotto finale va inserito in una rete bianca e sigillato con nastro adesivo; peso tra 1 e 4 kg. GRAPPOLONE:da 70 a 120 bulbi categoria Extra, intrecciati con il loro stesso stelo e legati con spago, rafia o altro materiale idoneo. Il prodotto finale va inserito in una rete bianca e sigillato con nastro adesivo; peso tra 5 e 10 kg. CONFEZIONI: bulbi in numero variabile, confezionate in singoli sacchettini di rete bianca o in altri tipi di confezioni. In quest’ultimo caso vanno utilizzati contenitori di materiale consentito dalle vigenti norme. Resta fermo l’uso della rete bianca di contenimento, peso tra 100 e 500 gr. SACCHI: bulbi in numero variabile, onfezionati in sacchi di colore bianco, peso tra 1 e 10 kg.

linealinea
Utilizzo
In cucina può essere utilizzato in modi diversi a seconda dei gusti (a crudo, intero o sminuzzato, secco in polvere, spremuto) e regala ad ogni preparazione un sapore unico: da provare nella bruschetta, negli spaghetti aglio, olio e peperoncino o anche nelle zuppe e negli stufati.

linealinea
Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 g. di prodotto Energia 149 kcal (620 kJ); Proteine 6,06 g; Carboidrati totali 33,07 g; Fibre 2,1 g; Grassi Totali 0,25 g; Saturi 89 mg; Monoinsaturi 11 mg; Polinsaturi 249 mg; Acqua 58,58 g; Tiamina (Vit. B1) 200 µg; Riboflavina (Vit. B2) 110 µg; Niacina (Vit. B3) 700 µg; Acido pantotenico (Vit. B5) 596 µg; Vitamina B6 1235 µg; Acido folico (Vit. B9) 3 µg; Vitamina C 31,2 mg; Vitamina E 0,01 mg; Calcio 181 mg; Ferro 1,7 mg; Fosforo 153 mg; Magnesio 25 mg; Manganese 1672 µg; Potassio 401 mg; Rame 299 µg; Selenio 14,2 µg; Sodio 17 mg; Zinco 1,16 mg.

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI TUTELA DELL’AGLIO BIANCO POLESANO DOP
c/o Camera di Commercio di Rovigo Piazza Garibaldi, 6 - 45100 ROVIGO
Tel.+39 0425 426428
http://www.agliodop.it
consorzioagliobiancopolesano@legalmail.it
linea




back