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Ortofrutticoli e cereali
ARANCIA DI RIBERA

ARANCIA  DI RIBERA
Lo sapevi che ...
Il termine Washington deriva dal fatto che le prime piante furono portate nella capitale americana per essere studiate per la loro anomalia genetica di essere piante senza semi: per farle riprodurre, è necessaria la tecnica per innesto.
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Prodotto
La Denominazione d’Origine Protetta "Arancia di Ribera" è riservata alle produzioni derivanti dalle varietà Brasiliano (con i cloni: Brasiliano comune, Brasiliano risanato), Washington Navel (Washington Navel comune, Washington Navel risanato, Washington Navel 3033) appartenenti al gruppo delle arance bionde ombelicate, per il caratteristico ombelico (navel) nella estremità inferiore che la caratterizzano ed identificano in tutto il mondo come arancia di qualità ottima come frutta e spremuta e dalla varietà Navelina (con i cloni: Navelina comune, Navelina risanata e Navelina ISA 315), bionda ombelicata, ma con ombelico meno pronunciato della Washington. Si differenzia sostanzialmente per la sua precocità che consente di anticipare la commercializzazione ai primi di novembre. Si adatta alla coltivazione nei diversi ambienti.
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Assaggio

Brasiliano e Washington Navel: colore arancio, polpa fine e soda, senza semi, buona croccantezza e persistenza gustativa, con dissolvenza delle membrane delle vescicole che racchiudono il succo, elevata “dolcezza”, assenza di amaro, aromi di frutta esotica e vaniglia.
Navelina: colore arancio uniforme, con tendenza al rossastro a fine inverno, polpa a grana media e soda e più dolce del Washinton, senza semi, buona croccantezza e persistenza gustativa, con dissolvenza delle membrane delle vescicole che racchiudono il succo, maggiore “dolcezza”,assenza di amaro, sentori di fragola e vaniglia. Buccia con superficie papillata.

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Caratteristiche

Le qualità esclusive dell’"Arancia di Ribera" sono essenzialmente legate ai fattori ambientali: clima, terreno e acqua.
Gli aranceti, infatti, sono presenti sia ai lati dei fiumi Verdura e Magazzolo che sui versanti dei medesimi, dove la natura dei terreni è costituita da un alto contenuto di argilla tale che il terreno si crepacci durante l’estate.
Questi suoli, che appartengono all’ordine dei Vertisuoli e degli Inceptsuoli, hanno una grande potenzialità agronomica
L’areale in cui viene coltivata l’Arancia di Ribera è una vera "oasi arancicola" totalmente distaccata dal contesto agrumicolo regionale. La particolare conformazione del territorio, e soprattutto gli effetti della presenza del mare, determinano condizioni termiche e igrometriche, durante l’anno, che ben si sposano con le esigenze ecofisiologiche dell’arancio. Assai raramente si verificano danni da calamità naturali (gelate, venti sciroccali) a carico della coltura.
Due importanti fattori legati all’ambiente di coltivazione sono rappresentati dall’ottima qualità delle acque di irrigazione, di composizione equilibrata, con bassa conducibilità e dall’assenza di inquinanti nell’aria e nel terreno.
Il territorio agricolo di Ribera ha rappresentato per molti decenni il punto di riferimento più all’avanguardia dell’intero territorio regionale ed in alcuni casi anche a livello nazionale per le capacità professionali delle maestranze, per le avanzate tecniche colturali messe a punto dai coltivatori, per la qualità delle produzioni ottenute, che continuano a riscuotere notevole successo.
Ha una forma sferica-ellissoidale (ovoide o schiacciata o ellittica) con ombelico interno, meno pronunciato per la Navelina. Diametro traverso minimo di 70 mm.
Inoltre è presente, non coperta dal marchio D.O.P. la varietà Vaniglia Apireno di Ribera.

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Come si ottiene

La produzione della “DOP Arancia di Ribera” proviene da impianti condotti con i seguenti metodi:
tradizionale: ottenuto mediante l’adozione dei sistemi ordinari praticati nel comprensorio ai sensi delle norme di “Normale buona pratica agricola” in conformità ai Regolamenti comunitari e nel rispetto dei limiti dei residui di fitofarmaci;
integrato: ottenuto con l’osservanza delle norme tecniche di produzione integrata della Regione Siciliana in conformità ai Regolamenti comunitari in materia agroambientale;
biologico: in conformità al Regolamento CEE 2092/91 e successive modificazioni.
La densità di piantagione è compresa tra 400 e 650 piante per ettaro.
I portinnesti ammessi sono i seguenti: Citrus aurantium (arancio amaro o melangolo), citrange Troyer, citrange Carrizo, citrumeli, Poncirus trifoliata, mandarino Cleopatra, Citrus macrophylla, esenti da virosi e dotati di alta stabilità genetica.
L’operazione di raccolta avviene manualmente e il distacco dei frutti deve essere effettuato con forbici.
La produzione massima per gli agrumeti non può superare i 400 quintali per ettaro. In annate eccezionalmente favorevoli tali limiti possono essere superati al massimo del 10%. E’ fatto assoluto divieto di praticare la deverdizzazione dei frutti.
Per la produzione della “DOP Arancia di Ribera” sono utilizzate due tipologie d’impianto: costituzione di nuovi agrumeti attraverso messa a dimora di giovani piante da vivaio, riconversione varietale di agrumeti già esistenti con le nuove cultivar.
In entrambi i casi il materiale di propagazione utilizzato (marze, portinnesti, piante innestate) deve essere certificato.
Per un nuovo impianto Il sesto adottato deve essere tale da consentire un’agevole esecuzione delle principali operazioni colturali e il transito delle attrezzature agricole e al contempo garantire un equilibrato sviluppo vegeto-produttivo delle piante. A tal fine la densità d’impianto nei nuovi impianti dovrà essere compresa tra 400 e 650 piante/Ha, in dipendenza del portinnesto utilizzato.
La messa a dimora viene effettuata nel periodo invernale, a partire dal mese di dicembre fino a tutto marzo, con piante di uno o due anni e punto di innesto ad un altezza compresa tra 50 e 60 cm avendo cura di non ricoprire il colletto per prevenire l’insorgenza di fitopatie.
La tecnica del reinnesto si esegue su agrumeti preesistenti che rispondano ai seguenti requisiti minimi:
- densità compresa tra 400 e 650 piante/ha;
- buone condizioni vegetative e sanitarie.
I reinnesti si effettuano nella stagione primaverile, nei mesi di marzo e aprile, adottando la tecnica “a penna”, “a corona” o “a pezza”. Il reinnesto deve essere preceduto da una energica potatura, direttamente sul fusto o le branche principali della varietà che si vogliono reinnestare.
Gli interventi di potatura vengono eseguiti da febbraio a settembre e devono consentire la formazione di una struttura a “globo” "armonica" e “piena”. La potatura viene effettuata annualmente con interventi cesori moderati, miranti ad evitare che si crei un affastellamento della vegetazione all’interno della chioma.
Il controllo delle erbe infestanti viene effettuato con poche lavorazioni meccaniche, utilizzando attrezzi che operano superficialmente per evitare di danneggiare l’apparato radicale.
La prima lavorazione si esegue nel periodo compreso tra il 1° marzo ed il 30 aprile e ha lo scopo di ripulire il terreno e interrare i concimi, che vengono distribuiti in questo periodo dell’anno. Successivi interventi sono consentiti nel periodo primaverile/estivo, ad allegagione avvenuta.
La concimazione viene eseguita nel periodo compreso tra il 1° febbraio ed il 30 settembre, anche in fertirrigazione.
Metodo convenzionale e integrato: la concimazione si esegue con concimi organici e/o granulari complessi organici o organo-minerali o minerali interrati con una leggera lavorazione del terreno.
Metodo biologico: la concimazione si esegue con prodotti autorizzati ai sensi del Reg. CE 2092/91 e successive modifiche. Si esegue con concimi organici o organo-minerali interrati tramite una leggera lavorazione del terreno o in fertirrigazione.
L’irrigazione avviene con il metodo a microgetto localizzato sia a “farfalla” che
“a baffo”.

La prevenzione ed il controllo fitosanitario dai fitopatogeni, insetti e acari fitofagi si differenzia a seconda della tecnica di produzione attuata, (tradizionale, integrata o biologica).
La raccolta per la varietà Navelina inizia il 1° novembre e termina alla fine di febbraio, mentre per le varietà Brasiliano e Washington Navel inizia nella prima decade di dicembre e termina alla fine di maggio.
Il taglio dei frutti è effettuato con l’ausilio di forbici al fine di evitare il distacco del calice.
Per i frutti non immessi immediatamente al consumo, dopo la raccolta è permessa la conservazione a basse temperature. Le condizioni di conservazione nelle celle frigorifere sono: temperature compresa tra 3 e 6 °C., umidità relativa tra il 75 – 95%. I tempi di condizionamento non devono superare i 90 giorni dalla raccolta.
Al fine di salvaguardare la qualità e l’integrità delle produzioni a “DOP”, tutte le operazioni di condizionamento dovranno avvenire all’interno dell’area di produzione, in quanto lunghi trasporti e successive manipolazioni favoriscono l’insorgenza di fenomeni patogeni e contaminazioni del prodotto.
Infatti, l’Arancia di Ribera non subisce alcun trattamento chimico sia in pre e post raccolta sia nella fase di condizionamento, se non quello del lavaggio con acqua potabile.
L’assenza sulla buccia di cere e conservanti chimici rende l’Arancia di Ribera più sensibile ai trasporti e alle manipolazioni.

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La storia

Nella vallata del fiume Verdura documenti storici dimostrano la coltivazione di eccellenti produzioni di "melarance", di arance vaniglia e di altri agrumi già a partire dagli inizi del 1800. Si descrive un territorio ricco e con acque dolcissime e prodotti che venivano trasportati a Palermo ed esportati fino in America.
Altri documenti descrivono la presenza di arance ombelicate nel bacino del Mediterraneo nello stesso periodo.
Quindi un’areale di coltivazione ricco ed eccellente, con diverse varietà tra le quali varietà ombelicale già a partire dal 1800.
Le prime piante di Brasiliano giunsero a Ribera acquistate da alcuni agricoltori riberesi a Palermo intorno agli anni ’30.
La perfetta acclimatazione di questi aranci, l’abbondante produzione, l’eccellente qualità del frutto, spinsero gli agricoltori locali a propagare ed impiantare il Brasiliano nei loro campi in sostituzione degli aranci più antichi.
La coltura andò affermandosi a poco a poco ma con continuità, tanto che nel 1940 investiva già 100 ettari e circa 6.350 nel 2000.
L’Arancia di Ribera trovò ben presto un centro di ideale diffusione lungo la vallata del fiume Verdura, grazie anche alla possibilità di attingere acqua per l’irrigazione. Ben presto la vallata si trasformò in un continuo aranceto.
L’ampliamento delle superfici coltivate ad arancio ebbe una forte accelerazione nell’ultimo quarto del secolo scorso, quando il Brasiliano di Ribera, già impostosi sui mercati in maniera distintiva, cominciò a diffondersi anche nei territori limitrofi a quelli classici.
Il principale attore di queste trasformazioni è stato sempre l’agricoltore, che ha saputo cogliere le caratteristiche e le condizioni ottimali dell’ambiente, acquisendo una capacità professionale unica, punto di riferimento per l’intero territorio regionale relativamente alla coltivazione degli agrumi e creando una ricchezza ed un paesaggio unici al mondo.                     
Il riconoscimento della DOP è avvenuto nel febbraio del 2011.

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Scheda tecnica
Origine
Aree della Provincia di AGRIGENTO ricadenti nei Comuni di: Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, Cianciana, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Ribera, Sciacca, Siculiana e Villafranca Sicula e della Provincia di PALERMO nel comune di Chiusa Sclafani.

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Tipologia
Brasiliano; Washington Navel; Navelina. Vengono confezionate in contenitori e/o vassoi di legno, plastica e cartone del peso fino ad un massimo di 25 kg.; sacchi retinati del peso massimo di 5 kg.; bins alveolari del peso massimo di 40 kg. Le confezioni, i sacchi ed i bins devono essere sigillati in modo tale da impedire che il contenuto possa essere estratto senza la rottura del sigillo.

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Utilizzo
Fresche a spicchi o spremute, per la preparazione di bevande e cocktail, in cucina per antipasti, primi e secondi piatti sia come ingredienti di base che come guarnizione.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Acqua (g) 87 Carboidrati disponibili (g) 7 Zuccheri solubili (g) 7 Fibra totale (g)1 Fibra insolubile (g) 1 Energia (kcal) 34 Sodio (mg) 3 Potassio (mg) 200 Calcio (mg) 49 Fosforo (mg) 22 Vitamina A retinolo eq. (µg) 71 Vitamina C (mg) 50

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI TUTELA ARANCIA RIBERA DI SICILIA D.O.P.
c/o Centro Direzionale per l’Agricoltura - Via Quasimodo - 92016 - RIBERA (AG)
Tel.0925 561511
www.aranciadiriberadop.it
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