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Ortofrutticoli e cereali
CAROTA NOVELLA DI ISPICA

CAROTA NOVELLA DI ISPICA
Lo sapevi che ...
Le carote hanno diverse proprietà: Galattogena (facilita la secrezione lattea nelle puerpere); Emmenagoga(stimola il flusso mestruale se scarso); Carminativa(stimola la produzione di succhi gastrici e aiuta la digestione); Epatica; Diuretica; Purificatrice(del sangue); Lenitiva (per l’apparato digerente e intestinale);Idratante; Riparatrice(dei tessuti cutanei e della vista); Antiossidante; Abbronzante(grazie al betacarotene). La polpa è un ottimo antinfiammatorio molto adatto a curare piaghe, sfoghi cutanei e screpolature.
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Prodotto
La “Carota Novella di Ispica” ad indicazione geografica protetta è il prodotto della coltivazione della specie Daucus carota L. Subspecie Sativus Arcangeli. Le varietà utilizzate derivano dal gruppo di varietà carota semilunga nantese e relativi ibridi: Exelso, Dordogne, Nancò, Concerto, Romance, Naval, Chambor e Selene.
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Assaggio

Polpa tenera, consistente e croccante; cuore poco fibroso; aroma erbaceo e fruttato.

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Caratteristiche

Le aree colturali sono da sempre state caratterizzate da un’omogeneità delle condizioni climatiche e pedologiche che facilitano la coltivazione.
Il territorio di produzione della è caratterizzato da temperature medie invernali elevate, elevato numero di ore di luce solare, terreni di medio impasto tendente allo sciolto, talvolta al sabbioso, con scheletro non grossolano, con buona dotazione di elementi nutritivi, con buone caratteristiche di profondità e freschezza.
La particolare combinazione di fattori pedoclimatici e produttivi nell’area delimitata a cui si fa  riferimento, consente al territorio di esprimersi al meglio, offrendo al prodotto le note caratteristiche organolettiche, giustificando quindi la sua reputazione.
Le favorevoli condizioni pedo-climatiche caratterizzano l’epoca di produzione della “Carota Novella di Ispica”.
Infatti raggiunge la maturazione commerciale già alla fine di Febbraio (20 febbraio) e fino agli inizi di Giugno (15 giugno). Si delinea così un prodotto novello, tipico siciliano, che si lega totalmente al territorio di produzione.
E’ una carota presente sul mercato nel periodo invernale – primaverile avente le caratteristiche organolettiche tipiche del prodotto fresco.
Ha la forma cilindro-conica, assenza di radichette secondarie e radice apicale, aspetto lucido dell’epidermide, assenza di fessurazione del fittone; calibro minimo 15 millimetri e 50 grammi di peso e massimo 40 millimetri e 150 grammi di peso.
Colore arancio intenso, fusto verde.
 

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Come si ottiene

Le lavorazioni preparatorie principali consistono nell’eseguire un’aratura profonda 40-50 cm almeno un mese prima della semina. Successivamente si eseguiranno le lavorazioni preparatorie complementari volte ad ottenere un amminutamento e affinamento dello strato arato, mediante strumenti discissori e una o più fresature per interrare la concimazione di base.
Ultima lavorazione prima della semina sarà effettuata con l’aiolatrice per la formazione delle prode rialzate in cui vengono seminate le carote. La rotazione colturale deve essere effettuata allo scopo di ridurre le problematiche fitosanitarie e di evitare fenomeni di stanchezza del terreno.
A tal fine dovrà essere attuata una rotazione triennale e, pertanto, la coltivazione di carota non potrà ritornare sullo stesso appezzamento prima che siano trascorse due annate agrarie.
E’ ammessa la coltivazione sullo stesso appezzamento per due annate successive solo nei terreni in cui non sia stata mai coltivata la carota (ad esempio terreni in cui vi è stato un espianto di colture arboree).
La rotazione non è di tipo “chiuso”, nel senso che la coltivazione di carota può essere avvicendata con ortaggi da pieno campo, cereali e leguminose con schemi di rotazione “aperta" secondo le programmazioni colturali aziendali.
E’ da escludere ogni forma di consociazione.
La semina è eseguita in autunno e effettuata con l’ausilio di seminatrici pneumatiche di precisione a sesto prestabilito e successiva rullatura con interramento medio del seme a cm 1.
L’investimento colturale varia da 1.500.000 a 2.000.000 di semi per ettaro di superficie a seconda del sistema colturale adottato.
La fertilizzazione viene effettuata con un intervento in pre-semina (concimazione di base) e un paio di interventi post-emergenza (concimazione di copertura). Le unità fertilizzanti (U.F.) distribuite vengono calcolate in relazione ai livelli di asportazione della colturaper una resa media stimata in 400 – 500 quintali per ettaro, privilegiando sempre concimi misto-organici onde evitare accumulo di nitrati nei fittoni.
E’ ammesso l’uso di concimi a base di meso e micro elementi.
Sono ammesse due o più sarchiature atte ad eliminare le erbe infestanti, migliorare la sofficità del terreno e distribuire i concimi di copertura.
Svolgendosi il ciclo vegetativo della pianta nel periodo autunnale–invernale–primaverile, le irrigazioni verranno effettuate per aspersione o irrigazione localizzata, utilizzando 150-300 mc di acqua per ettaro.
La difesa fitosanitaria viene basata sui principi della lotta integrata, attraverso interventi agronomici (semine rade, rispetto delle rotazioni colturali, scelta degli appezzamenti di coltivazione in funzione dell’esposizione, semine tardive nella seconda decade di ottobre meno suscettibili agli attacchi di alternaria), biologici (utilizzo di Bacillus per la lotta a lepidotteri nottuidi, oculata scelta delle varietà) e chimici.
La lotta chimica va effettuata solo nei casi in cui il fitofago raggiunge le soglia di intervento o nei casi in cui si verificano le condizioni ottimali di sviluppo di alcuni patogeni.
Per le malattie crittogamiche quali: Sclerotinia, Oidio, Rizoctonia, si interviene alla comparsa dei sintomi, mentre per l’Alternaria il mezzo chimico viene utilizzato dopo una attenta valutazione di alcuni parametri riguardanti le condizioni favorevoli di sviluppo del patogeno (elevata umidità prolungata bagnatura delle foglie, temperature diurne superiori ai 10° C) e lo stadio fenologico delle piante (elevato vigore, notevole sviluppo epigeo, tenerezza dei tessuti).
I danni da fitofagi sulla “Carota Novella di Ispica” sono normalmente poco rilevanti perché quasi tutto il ciclo della coltura coincide con il periodo di riposo invernale degli insetti e, pertanto, gli interventi con insetticidi chimici sono molto limitati.
Tuttavia, in caso di erosioni precoci delle plantule, da parte di lepidotteri nottuidi (Agrotis spp.), il trattamento è giustificato al raggiungimento della soglia di intervento (1-2 larve oppure 1-2 piante erose per metro quadrato).
La raccolta, effettuata giornalmente, sarà eseguita a partire dal 20 febbraio e fino al 15 di giugno. Viene eseguita con l’ausilio di macchine raccoglitrici a operazioni riunite atte, come tali, a svolgere l’intera fase di raccolta in una sola passata in campo. Tali macchine sono, in genere, di tipo trainato o portato posteriormente dalla trattrice, con organi di lavoro comandati dalla p.d.p. e operano su una o due file di lavoro.
Sono costituite da: un apparato defogliatore o cimatore; un apparato sterratore e caricatore dei fittoni in appositi contenitori. L’apparato estirpatore consiste in un vomerino che solleva il fittone, completo di apparato fogliare. Questo poi viene preso da una coppia di cinghie gommate che lo sollevano portandolo al dispositivo di cimatura del tipo a lama oscillante. Mentre le foglie vengono espulse verso la parte posteriore cadendo a terra, i fittoni cadono in un sottostante trasportatore trasversale a barrette rivestite di gomma che provvedono ad una prima separazione dalla terra. Altri trasportatori – elevatori, poi completano tale pulizia, provvedendo a riversare i fittoni inappositi contenitori (bins) che, una volta riempiti, vengono scaricati a terra.
La lavorazione del prodotto fresco raccolto sarà eseguita giornalmente con le linee di lavorazioni presenti nelle aziende. Le fasi principali che caratterizzano il processo di lavorazione delle carote sono le seguenti: lavaggio, selezione scarti, calibratura, confezionamento.
Le strutture di condizionamento e lavorazione devono ricadere nella zona di produzione individuata dal disciplinare, al fine di garantire la qualità, il controllo e la tracciabilità del prodotto.
La data finale per la commercializzazione viene fissata al 15 giugno. Le operazioni di produzione e di primo condizionamento devono avvenire nella zona di produzione al fine di garantire la qualità, il controllo e latracciabilità del prodotto.
Sono ammessi ulteriori ri-confezionamenti al di fuori dell’area geografica delimitata.

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La storia

Le origini della coltivazione della Carota di Ispica sono riscontrabili a partire dagli anni 50, attraverso la pubblicazione dell’articolo del dott. Agronomo Giuseppe Di Pietro sulla rivista “Hyspicae Fundus”, rivista di storia e cultura della società Ispicese.
Nell’articolo si afferma che la Carota ad Ispica è comparsa nel 1955. L’articolo riporta che, pochi anni dopo, “nel 1968, l’Azienda Curto da inizio all’attività di coltura ed esportazione della carota. L’Azienda Curto è stata la prima ad esportare la carota indicando la zona di produzione con la denominazione carota di Ispica, divenuta poi definitiva”.
Tra i primi coltivatori della “Carota Novella di Ispica” si ricordano i fratelli Caia e la ditta Peviani, che operavano già nel settore della carota ed altre ortive nella provincia di Siracusa, ma si spostarono nei territori di Ispica per iniziare prove di coltivazione in quell’area che risultava particolarmente vocata per la coltivazione della carota.
Dagli anni ’50, la coltivazione della Carota di Ispica si è progressivamente allargata fino a comprendere l’area delimitata dal disciplinare di produzione, sia per motivi legati al fenomeno agrario della “stanchezza del terreno” sia per il grande successo commerciale riscontrato sui mercati nazionali ed esteri.
Importanti testimonianze sono fornite dalla pubblicazione di Pina Avveduto “La Coltivazione della Carota ad Ispica” del 1972. L’autrice relativamente alla rapida espansione della coltivazione della Carota di Ispica scriveva: “ Come è intuibile, la rapida diffusione della nuova coltivazione è stata favorita dalla facile commerciabilità del prodotto, accettato ed anzi richiesto da tutti i mercati nazionali ed internazionali per i sui pregi intrinseci [...]. La nostra carota infatti si fa preferire per precocità, qualità di forma (pezzatura), proprietà organolettiche (colore, sapore), proprietà chimiche ( ricchezza di carotene e glucosio)”.  Nasce così in un’intima connessione tra l’area di produzione e la carota novella.
Il consumatore identifica le sue caratteristiche con il territorio di origine. I vecchi produttori ricordano ancora che gli importatori europei dicevano di riconoscere immediatamente un carico di “Carota Novella di Ispica”, appena si apriva il vagone che le conteneva, per il profumo particolare e intenso che si sviluppava.
Nello stesso tempo nel territorio, a cominciare dagli anni ‘50, accadeva una rivoluzione socio–economica che segnerà il territorio e che ne caratterizzerà il suo sviluppo nel futuro.
Rimane ancora il ricordo di quel grosso fenomeno sociale della migrazione bracciantile che avveniva nelle provincie di Ragusa e Siracusa nel periodo della raccolta della “Carota Novella di Ispica” che, nel passato impegnava notevoli quantità di manodopera, innescando un flusso verso le zone del comprensorio proveniente, in particolare, dall’area montana dove le occasioni di lavoro erano limitate.
Nel gennaio 2011 ha ottenuto la denominazione IGP.

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Scheda tecnica
Origine
I seguenti territori: Provincia di RAGUSA comuni di Acate, Chiaramonte Gulfi (in parte), Comiso (in parte), Ispica, Modica (in parte), Pozzallo, Ragusa (in parte), Santa Croce Camerina (in parte), Scicli (in parte), Vittoria; Provincia di SIRACUSA, comuni di Noto (in parte), Pachino, Portopalo di Capo Passero, Rosolini; Provincia di Catania, comunedi Caltagirone (in parte); Provincia di CALTANISSETTA, comune di Niscemi (in parte)

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Tipologia
Extra; Prima. Sono poste in commercio in: -vassoio fino a 2 kg ricoperto da film di protezione; -sacco di peso compreso tra 1 e 6 kg, in polietilene o polipropilene; -sacco salva-freschezza di peso compreso tra 6 e 12 kg.

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Utilizzo
Per preparare puree, succhi, minestre, dolci, intingoli di arrosti, sughi, cotta al vapore, al burro, cruda in insalata. E’ uno dei classici odori (con cipolla e sedano) dei soffritti e del brodo di carne o vegetale.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali : umidita’% 90 proteine % 1,20 grassi % 0,70 ceneri % 1 fibra % 1,80 calorie kcal/100g. 35 amido % 1 acido ascorbico mg/kg 5 nicotinamide mg/kg 5 riboflavina mg/kg 4 tiamina cloridrato mg/kg 6 fruttosio % 1,25 glucosio % 1,2o saccarosio % 4,30 carotene mg/kg 95/100 ferro totale mg/kg 7 calcio g/kg 0,35 fosforo g/kg 0,25 potassio g/kg 0,34

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI TUTELA IGP CAROTA NOVELLA DI ISPICA
Via Benedetto Spadaro, 97 - 97014 ISPICA (RG)

http://www.carotanovellaigp.it
info@carotanovellaigp.it
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