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Ortofrutticoli e cereali
CASTAGNA DI MONTELLA

CASTAGNA  DI MONTELLA
Lo sapevi che ...
In occasione della sagra della castagna 2004, l’Associazione Culturale Delli Gatti scrisse una canzone alla castagna di Montella. Descrivendo, in un allegro motivetto, la cultura della castagna e di come il popolo montellese, del presente e del passato, si attaccato a questo frutto che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Il testo è stato curato da Giovanni Cianciulli, e la musica da Generoso Picariello. Rigorosamente in vernacolo, il titolo è "Castagna Monteddrese" (castagna montellese).
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Prodotto
L’ Indicazione geografica protetta “Castagna di Montella” è riferita alle castagne prodotte per il 90% dalla varietà Palummina e per il restante 10% dalla varietà Verdole.
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Assaggio

Croccante e di gradevole sapore dolce.
 

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Caratteristiche

La forma del frutto giustifica l’etimologia del nome della varietà Palommina, forma che ricorda la somiglianza di una colomba che in dialetto si traduce appunto in “palomma”.
Sotto l’aspetto dietetico nutrizionale, la “Castagna di Montella” è particolarmente rilevante per il contenuto in carboidrati, mentre scarso è il contenuto proteico.
La “Castagna di Montella” IGP è considerata tra le migliori castagne prodotte in Italia; le ragioni di tale successo risiedono, oltre che alla qualità intrinseca della varietà, anche nella composizione dei terreni, nel clima favorevole ma anche nell’elevata professionalità raggiunta dai castanicoltori della zona che contribuiscono ad esaltare il livello qualitativo del prodotto.
Una tipologia commerciale della “Castagna di Montella”, soprattutto nel periodo natalizio, è la castagna infornata (la famosa Castagna del Prete), per la quale è stata richiesta un’integrazione all’attuale disciplinare di produzione. Essa è realizzata con le castagne in guscio essiccate, tostate e successivamente idratate con acqua. In particolare la preparazione prevede che le castagne, una volta essiccate su graticci di legno, al di sotto dei quali si accendono per 15 gg. dei fuochi utilizzando legno di castagno, vengano tostate in forni ventilati e poi reidratate. Queste castagne una volta sgusciate si presentano dal colore marrone intenso e dal sapore caratteristico che richiama la caramellizzazione degli zuccheri.
Prevalentemente rotondeggiante, con faccia inferiore piatta, base convessa, sommità ottusa mediamente pelosa; torcia di limitata lunghezza; cicatrice ilare ellittica; pericarpo sottile, marrone chiaro; seme di polpa bianca. Pezzatura media o medio-piccola (75-90/Kg)

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Come si ottiene

Le condizioni ambientali e di coltura dei castagneti da frutto destinati alla produzione della “Castagna di Montella” devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire al prodotto le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerarsi idonei i castagneti da frutto ubicati dai 500 ai 1.000 metri s.l.m. su terreni di giacitura ed esposizione adatti.
I sesti d’impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura e di raccolta devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche dei frutti.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima di frutti ammessa per la produzione della “Castagna di Montella” è stabilita in Kg. 25 per pianta ed in q.li 30 per ettaro. Il numero delle piante per ettaro varia da un minimo di 80 ad un massimo di 160.
Anche in annate eccezionali favorevoli la resa per pianta e per ettaro di castagne che utilizzano la denominazione di origine controllata dovrà essere riportata ai suddetti limiti di produttività attraverso un’accurata cernita dei frutti che assicuri la rispondenza del prodotto ai requisiti qualitativi.
Le operazioni di cernita, calibratura, trattamento del prodotto con la “cura” e con la “disinfestazione”, rispettivamente in acqua fredda ed in acqua calda, secondo le tecniche già acquisite localmente, possono essere effettuate su tutto il territorio della provincia di Avellino.
Ai fini della commercializzazione il prodotto può essere conservato, per graduarne la vendita, in locali idonei.
Il prodotto fresco può essere immesso al consumo a partire dal 4 ottobre dell’anno di produzione.

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La storia

Le testimonianze della presenza del castagno nell’area di coltivazione sono molto antiche.
Secondo alcuni, infatti, in quest’area la coltivazione del castagno, originario dell’Asia Minore, risalirebbe ad un periodo compreso fra il VI ed il V secolo a.C.
I Longobardi (571 d. C.), successivamente, avrebbero emanato la prima legge, che si ricordi, per la tutela di questa coltivazione, considerata già a quel tempo una preziosa risorsa. Basti pensare, infatti, all’importanza che assumeva nell’epoca medioevale, la farina di castagna, soprattutto negli assedi di città e castelli, per il pregio di potersi conservare a lungo.
Giovanni Francesco Anisio, detto Giano Anisio (1465 – 1540) ospitato nel palazzo di corte dei Cavaniglia, conti di Montella, scrive: “Montella et gelidi valete fontes / et silvae et nemore alta castanetis“.
Nel 700 un certo Giustiniani sull’argomento scrive: “a Montella vi si respira buon’aria e si raccolgono in abbondanza castagne, noci e nocelle...”.
Da quei tempi la storia di Montella e quella del castagno, vera ricchezza di queste zone per la sua molteplicità di impieghi, non si sono più separate.
La “Castagna di Montella” è parte del paesaggio dell’area del Terminio-Cervialto, nella quale, grazie al suo clima e ai suoi terreni, produce un frutto di alta qualità merceologica ed organolettica.
La ricchezza del castagno in queste zone non si è limitata solo alla produzione del frutto: esso è stato la principale fonte di legna per le costruzioni, per creare mobili, oltre che come legna da ardere.
La “Castagna di Montella” arrivò, nel XIX secolo, anche negli Stati Uniti e in Canada, al seguito degli emigranti, ed ancor oggi questi due stati assorbono oltre la metà della produzione.
La castanicoltura di quest’area ha resistito anche al flagello del cancro corticale che si ebbe a partire dagli anni 50: oggi rappresenta la piu’ importante risorsa agricola per l’intero territorio.
Ha ottenuto la denominazione IGP nel luglio del 1992.

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Scheda tecnica
Origine
In provincia di AVELLINO nell’intera circoscrizione dei comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e per il comune di Montemarano, limitatamente alla contrada Bolifano che si identifica nella zona delimitata dalla strada statale 7 e precisamente quella ubicata a sud della strada stessa.

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Tipologia
Unica. Può essere commercializzata fresca; secca in guscio, sgusciata intera, sfarinata. Confezionamento in sacchetti di juta, in reti o contenitori diplastica o di altro materiale idoneo, recanti l’indicazione geografica protetta “Castagna di Montellaî, i dati relativi alla pezzatura, al peso, all’annata di produzione nonchè la scadenza per il consumo. Sono ammesse anche le confezioni sottovuoto.

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Utilizzo
Oltre che come caldarroste, le castagne di Montella sono particolarmente richieste dall’industria di trasformazione per uso marrons glacés, marmellate, al naturale, purea. Ottime per guarnire carni e nelle minestre, ma il loro impiego si esalta soprattutto nella preparazione di dolci, di diverso tipo.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali CASTAGNE FRESCHE: Parte edibile % 85 Acqua g 55,8 Proteine g 2,9 Lipidi g 1,7 Carboidrati g 36,7 Amido g 25,3 Zuccheri solubili g 8,9 Fibra totale g 4,7 Energia kcal 165 Energia kJ 688 Sodio mg 9 Potassio mg 395 Ferro mg 0,9 Calcio mg 30 Fosforo mg 81 Tiamina mg 0,08 Riboflavina mg 0,28 Niacina mg 1,11 CASTAGNE SECCHE: Parte edibile % 100 Acqua g 10,1 Proteine g 6 Lipidi g 3,4 Carboidrati g 62 Amido g 41,7 Zuccheri solubili g 16,1 Fibra totale g 13,8 Energia kcal 287 Energia kJ 1201 Sodio mg 17 Potassio mg 738 Ferro mg 1,9 Calcio mg 56 Fosforo mg 131 Tiamina mg 0,15 Riboflavina mg 0,52 Niacina mg 2,07

Indirizzi Utili
CONSORZIO TUTELA E PROMOZIONE DELLA CASTAGNA DI MONTELLA
Via Ippolito Panico - 83048 MONTELLA (AV)
Tel.0827.609411

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