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Ortofrutticoli e cereali
CILIEGIA DI VIGNOLA

CILIEGIA DI VIGNOLA
Lo sapevi che ...
Il centro del modenese organizza due feste. In Aprile c’è la “Festa dei Ciliegi in Fiore” con sfilata di carri allegorici. All’inizio di Giugno “Vignola: è tempo di Ciliegie”, manifestazione culturale e gastronomica con mercato e stand gastronomici con piatti a base di ciliegie.
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Prodotto
La denominazione “Ciliegia di Vignola” IGP designa il frutto delle seguenti cultivar di ciliegio: -Precoci: Bigarreau Moreau, Mora di Vignola; -Medie: Durone dell’Anella, Anellone, Giorgia, Durone Nero I, Samba, Van; -Tardive: Durone Nero II, Durone della Marca, Lapins, Ferrovia, Sweet Heart; coltivate nel territorio definito dal disciplinare di produzione.
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Assaggio

Sapore dolce e fruttato; polpa consistente e croccante ad esclusione della Mora di Vignola (morbida e sugosa).

 

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Caratteristiche

La produzione è legata a molti fattori, in connessione tra loro: pedoclimatici, tecnici, agronomici, sociali, culturali ed economici, specifici dell’areale di coltivazione.
Il range di coltivazione delle ciliegie va dai 30 metri ai 950 metri sul livello del mare.
Al di fuori della zona geografica delimitata non viene coltivato ciliegio; nelle zone limitrofe infatti la coltivazione è stata da tempo abbandonata, in quanto la produzione e la qualità del prodotto risultavano nettamente inferiori rispetto al prodotto proveniente dall’interno della zona delimitata, tali da renderne economicamente non vantaggiosa la coltivazione.
I terreni, di origine alluvionale sono tendenzialmente sciolti, ben drenati e freschi, e sono resi particolarmente fertili dai sedimenti trasportati, durante gli episodi  alluvionali, dal fiume Panaro e da altri corsi d’acqua minori; le caratteristiche di questi terreni fanno sì che il ciliegio cresca particolarmente rigoglioso
Il clima è fresco e scarsamente continentale con precipitazioni primaverili abbondanti ed estati mai troppo siccitose. La quantità della radiazione solare, non eccessivamente elevata, influenza positivamente l’intensità di colorazione delle drupe e stimola la loro naturale lucentezza, permettendo di presentare sul mercato un prodotto esteticamente eccellente senza ricorrere a trattamenti particolari.
Oltre alle peculiarità pedoclimatiche del territorio e all’eccezionalità del microclima sopra descritto, gli altri fattori che determinano l’eccellente qualità e la reputazione della Ciliegia di Vignola sono la sapienza e la capacità dei produttori: queste vengono tramandate da padre in figlio attraverso le generazioni, e consistono nella tecnica agronomica, nella raccolta e nel confezionamento del prodotto, effettuati esclusivamente a mano, che permettono di presentare al consumatore un prodotto unico nella sua specie.
L’assortimento varietale che nel corso del tempo si è affermato nella zona geografica e lo sviluppo della coltivazione in un’ampia fascia altimetrica assicurano un ampliamento del calendario di raccolta e la presenza del prodotto sul mercato per l’intera stagione di produzione ottenendo regolarmente il gradimento dei consumatori e un positivo riscontro sui prezzi.
I frutti posti in commercio devono essere integri, senza danni, provvisti di peduncolo, puliti, privi di sostanze estranee visibili, sani, esenti da marciumi e da residui visibili di fitofarmaci, esenti da parassiti.
I calibri minimi sono i seguenti:
20 mm: Mora di Vignola;
21 mm: Durone dell’Anella, Giorgia, Durone Nero II, Durone della Marca, Sweet Heart;
22mm: Bigarreau Moreau, Lapins, Van;
23 mm: Durone Nero I, Anellone, Samba, Ferrovia.
Il colore è giallo e rosso brillante per la varietà Durone della Marca; dal rosso brillante al rosso scuro per tutte le altre varietà.

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Come si ottiene

Le forme di allevamento sono: palmetta libera, bandiera, vaso basso, vaso ritardato, con densità per ettaro fino a 1000 piante.
Il piano di concimazione prevede comunque di non superare annualmente le seguenti dosi massime:
- Azoto 100 Kg/Ha;
- Anidride fosforica 70 Kg/Ha;
- Ossido di potassio 100 Kg/Ha.
La potatura viene effettuata durante tutto l’arco dell’anno.
La difesa dei ceraseti viene condotta:
- attuando la lotta convenzionale in uso nella zona, con osservanza delle norme di buona pratica colturale dettate dalla Regione Emilia Romagna;
- attuando la lotta integrata, ottenuta nel rispetto delle norme tecniche previste dal Disciplinare della Regione Emilia Romagna;
- attuando la lotta biologica, secondo il Reg. CE n. 834/2007 e successive modifiche.
Il metodo prescelto viene utilizzato in modo esclusivo per l’intero processo produttivo.
L’utilizzo di regolatori di crescita per l’incremento dell’allegagione e del calibro dei frutti e prevenzione dello spacco è ammesso nei termini previsti dalla normativa vigente.
E’ ammessa la copertura dei fruttiferi con teli di plastica per prevenire il cracking indotto dalle piogge.
Le ciliegie devono essere raccolte a mano provviste di peduncolo secondo il seguente calendario:
Precoci: dal 1° maggio al 30 giugno;                                                                                        
Medie: dal 15 maggio al 15 luglio;  
Tardive: dal 25 maggio al 30 luglio.

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La storia

L’etimologia è legata al greco Chérasos e da qui al nome della città di Cerasunte (o meglio Giresun), nel Ponto (l’attuale Turchia).  In epoche molto antiche arrivarono in Italia dalla Turchia grazie all’interessamento, secondo Plinio il Vecchio (23 d.c.-79 d.c.), del console Lucio Licinio Lucullo (118 a.c.-57 a.c.).
Lo storico naturalista afferma che prima della battaglia di Cabira, contro Mitridate VI re del Ponto (132 a.c.-63 a.c.), combattuta nel 72 ac, "Cerasia ... non fuere in Italia " Non vi erano ciliegie in Italia, portate proprio da Lucullo al suo rientro a Roma nel 66 a.c.
Sempre secondo Plinio furono i Romani a migliorarne le varietà in modo che potessero dare frutti grossi e succosi.
Questa teoria venne smentita molti secoli dopo, nel 1883, dal botanico svizzero Alphonse de Candolle (1806-1893) che affermò, nella sua opera "Origines des plantes cultivées", riguardo a ciò che riferì Plinio: “Poiché questo errore è perpetuato dalla sua ripetizione incessante nella scuola classica, si deve affermare che gli alberi di ciliegio (almeno quelli di Prunus avium) esistevano in Italia prima di Lucullo, e che il famoso gourmet non ha bisogno di andare così lontano per cercare le specie dai frutti con il sapore amaro“
I  semi di un certo numero di specie di ciliegie sono stati tuttavia rinvenutii in ritrovamenti archeologici dell’età del bronzo ed in siti archeologici romani in tutta Europa e in particolare in scavi riferiti alla cultura Terramare.
Le terramare erano antichi villaggi dell’età del bronzo media e recente (ca 1650-1150 a.C.) dell’Emilia, confermando  quest’ultima ipotesi.
Storicamente vari documenti scritti evidenziano che la coltivazione del ciliegio ebbe una diffusione scarsa nel Medioevo. Fu grazie ai monaci e ai loro orti che la tramandarono fino ai nostri giorni.
Testi sulla coltivazione del ciliegio appaiono nel XVI° secolo: oltre ai frutti veniva utilizzato l’albero per la qualità del suo legname, utilizzato in ebanisteria per mobili e suppellettili, ma anche per costruire strumenti musicali (flauti e canne d’organo). 
A Vignola risale, attraverso la presenza di alberi adulti, già a metà dell’Ottocento, pur se il consumo fosse riservato alle classi nobili e più abbienti.
Il territorio, tra la fine del XIX° secolo e l’inizio del XX°, era caratterizzato dalla coltivazione  del gelso, legata alla baco da seta il cui crollo dei prezzi spinse l’economia verso la conversione delle colture. Il ciliegio in particolare, divenne la produzione principale di queste terre, assieme alla vite.
Le due colture nel tempo si alternano, con prevalenza ora dell’una ora dell’altra a seconda della zona, poi emerge decisamente il ciliegio, più longevo e adatto alle peculiarità pedoclimatiche della zona.
Saltando all’epoca moderna si nota come gli agricoltori dell’area geografica identificata, da tempo concentrano l’offerta di Ciliegie in Vignola, dove già dal 1928 era presente il Mercato Ortofrutticolo di Vignola, uno dei più antichi d’Italia, seguito poi da altre strutture di lavorazione e commercializzazione.
Le produzioni agricole dalla fine del secolo progrediscono progressivamente, dal secondo dopoguerra: la produzione aumenta notevolmente generando un notevole indotto commerciale e artigianale tale da far diventare la Ciliegia di Vignola il biglietto da visita di Vignola in tutti i mercati italiani ed esteri.
L’affermazione della Ciliegia di Vignola ha consentito pertanto lo sviluppo di un forte indotto commerciale, con un’importante ricaduta sull’intera filiera che va dalla produzione alla commercializzazione del frutto, culminato dalla attribuzione della denominazione IGP nel 2012.

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Scheda tecnica
Origine
Nella fascia formata dal tratto pedemontano del fiume Panaro e altri corsi d’acqua minori, dai 30 metri s.l.m. fino alla quota di 950 metri e comprende il territorio dei seguenti Comuni: 1) In Provincia di MODENA: Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Guiglia, Lama Mocogno, Marano sul Panaro, Modena, Montese, Pavullo nel Frignano, San Cesario sul Panaro, Savignano sul Panaro, Serramazzoni, Spilamberto, Vignola, Zocca; 2) In Provincia di BOLOGNA: Bazzano, Casalecchio di Reno, Castel d’Aiano, Castello di Serravalle, Crespellano, Gaggio Montano, Marzabotto, Monte S. Pietro, Monteveglio, Sasso Marconi, Savigno, Vergato, Zola Predosa.

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Tipologia
Si differenziano a secondo del calibro e cioè: da 20 a 24 mm, da 24 a 28 mm, oltre 28 mm. Vengono poste in commercio mediante i seguenti tipi di confezionamento: - plateaux in legno, cartone o plastica da 5 kg, divisa in due parti da appositi cartoncini disposti in senso trasversale, rispetto al lato lungo. - plateaux in cartone, legno o plastica 40x60 contenente 10/12 vassoi per un totale di 5 o 6 kg. - plateaux in cartone, legno o plastica 30x40 contenente 6 vassoi da g. 500 per un totale di kg. 3. - confezione in cartone da g. 1200, 2000 e 2500. - confezione a sacchetto in film polimerico traspirante da g. 250, 500 e kg. 1.

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Utilizzo
Fresche ma anche in numerose preparazioni: marmellate, confetture, sciroppi, come aggiunta a yogurt e latte, candite, sotto spirito. In liquoreria per la preparazione dello cherry-brandy.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Valore energetico 38 kcal Acqua 86,2g Proteine 0,8g Lipidi 0,1g Glucidi disponibili 9g Fibra 1,3g Sodio 3mg Potassio 229mg Ferro 0,6mg Calcio 30mg Fosforo 18mg Tiamina 0,03mg Riboflavina 0,03mg Niacina 0,5mg Vitamina A 19mg Vitamina C 11mg

Indirizzi Utili
CONSORZIO DELLA CILIEGIA DELLA SUSINA E DELLA FRUTTA TIPICA DI VIGNOLA
Via dell’Agricoltura, 1 - 41058 VIGNOLA (MO)
Tel.059/773645

consorziodellaciliegia@tin.it
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