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Ortofrutticoli e cereali
CIPOLLOTTO NOCERINO

CIPOLLOTTO NOCERINO
Lo sapevi che ...
Il Cipollotto Nocerino Dop ha delle importantissime proprietà terapeutiche, certificate da importanti Enti di ricerca, infatti è Antiage, Antitumorale, Espettorante, Ipotensore, Diuretico, Depurativo, Tonificante, Ipoglicemizzante, ricco di Vitamina C, riduce il rischio di Infarto.
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Prodotto
Il “Cipollotto Nocerino DOP” caratterizza i bulbi della specie Allium Cepa L. (cipolla) prodotti nell’agro pompeiano-nocerino. Gli ecotipi varietali locali riferibili alla DOP sono: Nocera (varietà iscritta nel registro CE delle ortive), Precoce la Regina, Precoce Meraviglia, Marzatica fredda, Marzatica calda, Nocerese, Bianca di Castellammare, San Michele, Giugnese.
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Assaggio

Sapore dolce, delicato, per niente piccante, sapido e profumato.

 

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Caratteristiche

La secolare presenza del Cipollotto sul territorio della Valle del Sarno è stata favorita dai fattori geo-pedologici che caratterizzano l’intera area.
Le condizioni pedoclimatiche che la caratterizzano presentano un insieme di peculiarità che unitamente alla vocazionalità dell’ambiente e alla secolare esperienza specifica dei coltivatori locali costituiscono l’habitat naturale per la coltivazione del “Cipollotto Nocerino”.
Il terreno per la sua origine, le sue trasformazioni e la sua struttura attuale costituisce il substrato ottimale per ospitare i Cipollotti che vegetano bene in un terreno leggero, umifero, fresco, ben drenato, senza ristagni d’acqua.
La presenza di vulcani nelle zone limitrofe ha determinato la formazione geolitologica della Valle del Sarno. Le numerose eruzioni del Vesuvio, succedutesi nel tempo, hanno contribuito, in virtù degli apporti piroclastici, sia alla stratilicazione e sia alla combinazione fisico-chimica del terreno. Ciclicamente il Vesuvio ha sparso sul territorio ceneri, minerali e lapilli, i primi hanno arricchito di sostanze nutritive il terreno ed i lapilli hanno formato un naturale ed efficiente drenaggio.
L’apporto di materiali alluvionali trasportati dal fiume Sarno, la rilevante presenza di sorgenti di acque minerali, la falda acquifera copiosa e superficiale, sono gli ulteriori fattori che contribuiscono a rendere il terreno agrario della Valle un eccellente compost naturale grazie al quale già duemila anni orsono fu definita «felix» per la sua prosperità.
La conformazione delle peculiarità ambientali è ulteriormente caratterizzata dal locale fotoperiodismo che con una idonea e ben distribuita alternanza di ore di luce e di buio predispone ancora meglio la Valle alla coltura delle liliacee a bulbo, favorendo un equilibrato sviluppo tra la parte epogea (apparato fogliare) della pianta e la parte ipogea «il bulbo» che da questa particolare condizione trae ulteriori vantaggi per il suo «imbianchimento» naturale.
Il clima mite, tipico del Mediterraneo centrale, particolarmente favorito dall’orografla dell’Area che vede l’estesa pianura riparata dai venti del Nord Est - Ovest dai Monti Picentini, dai Lattari e dal Vesuvio, mentre dal Sud arrivano i benefici effetti del golfo di Stabia e l’azione ammendante del fiume Sarno che solca e feconda trasversalmente l’intero areale, determinano condizioni idonee con un clima temperato, senza mai soffrire eccessi termici durante l’intero anno.
In tale contesto ambientale va ad integrarsi il fattore antropico che ha acquisito un elevato livello di competenze e di specializzazione conferendo qualità e tipicità al prodotto.
La forma è cilindrica con leggero ingrossamento alla base; calibro del bulbo tra cm. 1 e cm. 5. Le tuniche interne ed esterne sono interamente bianche; foglia verde glauco intenso con presenza di glaucescenza.

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Come si ottiene

La coltivazione del Cipollotto viene effettuata in pieno campo. Essendo una coltura altamente specialistica viene praticata senza consociazioni.
Il terreno viene preparato con una aratura, la cui profondità non supera i cm. 40.
All’aratura segue una fresatura per la predisposizione alla coltivazione.
L’investimento massimo di piante/mq. e’ di 200 piante, con un sesto di impianto che prevede una distanza tra le fila di cm. 20-35 e cm.10-15 sulla fila.
Di norma la geo-disinfestazione in forma preventiva non è prevista ma se la coltura precedentemente ospitata sullo stesso terreno che dovrà ospitare il Cipollotto, ha manifestato gravi sintomi di patologie, dovrà essere effettuata la pratica della geo-disinfestazione con le metodiche e i prodotti autorizzati per la coltura specifica.
Le sementi da utilizzare per la produzione saranno prodotte esclusivamente con bulbi con le caratteristiche indicate dal disciplinare, ottenuti e selezionati nell’ambito del territorio della zona geografica indicata.
La semina può essere effettuata tutto l’anno, in semenzaio o con la semina diretta in campo.
Il trapianto si effettua quando le piantine hanno raggiunto un’altezza di cm. 14-16 e con due/cinque foglie ben sviluppate, vengono poste a dimora, previo accorciamento delle radici e dell’apice fogliare per favorire il loro attecchimento.
L’irrigazione è indispensabile per garantire le condizioni migliori al fine di ottenere una buona riuscita dell’impianto. I volumi sono direttamente correlati all’andamento climatico stagionale: nel periodo estivo con una frequenza di 3-4 interventi per settimana si apporta la quantità d’acqua necessaria per favorire un buon sviluppo vegetativo. I sistemi di irrigazione da utilizzare sono: a manichette, a goccia, per aspersione, a scorrimento.
Altri interventi necessari sono la concimazione all’impianto, da riprendere appena la pianta mostra segni di crescita.
Relativamente alla concimazione minerale si adopera il potassio nel periodo della levata e l’azoto nel periodo della formazione/ingrossamento del bulbo. Altri tipi di concimazione saranno adottati in relazione alle esigenze dei singoli terreni.
Parallelamente, se lo stato del terreno e il rischio dello sviluppo di erbe infestanti lo richiedono, si procede al diserbo con prodotti antigerminello pre e post-semina o pre e post trapianto, utilizzando formulati autorizzati per la coltura specifica.
I Cipollotti vengono raccolti a mano o con mezzi meccanici quando il diametro della sezione normale all’asse del bulbo presenta il calibro tra cm 1-5.
Dopo l’estirpazione i bulbi vengono trasportati nei luoghi di lavorazione, dove vengono selezionati, lavati e condizionati secondo le tecniche già acquisite localmente.
Una fase particolare della lavorazione e’ costituita dalla «pelatura» del bulbo.
Per poter essere immesso sul mercato e’ condizione indispensabile che il bulbo sia integro e ben pulito, poiché quando viene estirpato presenta ancora residui di particelle di terreno aderenti alle tuniche esterne e può presentare impurità causate da possibili effetti postumi di entomo-fisiopatie, per conferirgli l’aspetto estetico richiesto, il bulbo viene dapprima lavato e poi «pelato».
La «pelatura» consiste nell’asportazione delle tuniche più esterne del Cipollotto fino a raggiungere una omogenea integrità e lucentezza su tutto il bulbo. Viene eseguita esclusivamente a mano, nei magazzini dell’azienda interessata alla commercializzazione o presso terzi che sono specializzati per tale attività.
Dopo la «pelatura» si procede al taglio parziale del ciuffetto radicale e delle foglie, la misura del taglio e’ determinata dalle condizioni richieste dal mercato destinatario del prodotto, che possono comunque anche restare intere.
I Cipollotti vengono poi legati a mazzetti e posti in cassette di legno o di plastica.
Sulle confezioni viene posta l’etichetta.
Gli opifici di immagazzinamento e lavorazione sono situati nell’ambito dell’intero territorio dei Comuni ricadenti nella zona di produzione, sono strutturati in modo da essere asciutti, ventilati, poco illuminati; di solito sono provvisti anche di locali a temperatura controllata per la conservazione del prodotto.
Nella stessa zona deve avvenire il confezionamento al fine di garantire la qualità, la tracciabilità e il controllo.
Per evitare ulteriori danneggiamenti che comporterebbero un calo di quantità di prodotto vendibile e soprattutto un calo di qualità dell’intera partita è determinante eseguire tale lavorazione in tempi brevi, quando il bulbo presenta ancora tutto il suo turgore cellulare: la pratica della pelatura solo così può essere effettuata nelle condizioni fisiologiche del bulbo più idonee e si potranno ottenere i migliori risultati possibili.
Per ben evidenziare l’importanza di eseguire sui luoghi di produzione in tempi brevi tutte le fasi di lavorazione e confezionamento, va sottolineato che il bulbo del “Cipollotto Nocerino” è consumato crudo allo stato fresco e le sue principali caratteristiche (fragranza, brillantezza, delicatezza, sapidità, croccantezza, turgidità) che ne hanno fatto un prodotto unico e di pregio verrebbero irrimediabilmente compromesse con eventuali ulteriori manipolazioni e/o trasferimenti in altri luoghi.

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La storia

Testimonianze certe della presenza della cipolla nell’Agro risalgono ad oltre 2000 anni fa: nella Pompei antica cipolle locali sono raffigurate nei dipinti del Larario del Sarno, la cappella dove erano custoditi i Lari, gli dei protettori della Casa. Infatti anche a Pompei, come in Egitto e in Grecia, la cipolla, per i suoi effetti benefici e curativi, era considerata una identità sacra.
Il dipinto sintetizza graficamente la realtà della varietà locale, che già all’epoca, rappresentava un’importante e tipica espressione della ruralità locale. E’ raffigurato il fiume Sarno, mitizzato con sembianze umane, il quale, da nume protettore, osserva e tutela la produzione e il commercio dei cipollotti che, prodotti nella sua fertile Valle del Sarno, vengono trasportate con una barca sulle sue acque fino alla città di Pompei.
Testimonianza unica e straordinaria che certifica la vocazionalità storica dell’area a tale coltura. Le cipolle raffigurate sono bianche e piccole, pressoché identiche a quelle riferibili oggi al “Cipollotto Nocerino DOP”.
Dal che si deduce che l’Agro sarnese-nocerino-pompeiano storicamente presenta le condizioni ottimali per la coltivazione di cipolla e che per oltre 20 secoli su questa area si sono coltivati e tramandati ecotipi con le stesse caratteristiche fenotipiche e molto verosimilmente con lo stesso plasma germinale di quelle che ancora oggi fanno parte del “Cipollotto nocerino DOP”.
Altre citazioni storiche riportano che nel Medio Evo le cipolle dell’Agro venivano conferite al mercato insieme con le arance, i limoni e le castagne delle aree limitrofe.
La famosa Hippocratica Civitas della Scuola Medica Salernitana, fiorente già alla fine del 1400, nel "Regimen Sanitas Salernitanum" ne consiglia l’uso.
Alla fine dell’800 e nei primi anni del ‘900 gli ecotipi riferibili al “Cipollotto Nocerino DOP” vengono riportati e descritti nei manuali di Agronomia e nei cataloghi delle più importanti ditte produttrici di sementi.
Il valore di questo legame tra la coltura e il territorio si è manifestato nei suoi aspetti più intensi nelle vicende che hanno caratterizzato la vita sociale e produttiva della Valle del Sarno anche nel periodo storico successivo alla seconda Guerra Mondiale, quando la ripresa dinamica che caratterizzò le economie postbelliche dell’Europa, generò una forte domanda dei prodotti alimentari.
Si registrò il sorgere di una fiorente esportazione e di centri di raccolta come il mercato ortofrutticolo di Nocera Inferiore-Pagani che divenne il punto di riferimento per le produzioni agricole dell’Italia centro-meridionale affermandosi come uno dei principali poli mercantili italiani, e anche in quel contesto il Cipollotto, tra le produzioni tipiche e tradizionali. assunse un ruolo rilevante.
Con il boom del pomodoro e delle altre specie ortive l’orticoltura meridionale e campana in particolare fu molto apprezzata e richiesta dal mercato internazionale favorendo una dinamica filiera agroalimentare che proprio nell’agro sarnese-nocerino trovò la sua massima espressione.
Anche il “Cipollotto Nocerino DOP” ebbe un notevole incremento produttivo e già da alcuni decenni partecipa da protagonista allo sviluppo dell’agricoltura dell’Agro.
La certificazione DOP è stata ottenuta nel luglio 2008.

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Scheda tecnica
Origine
Nell’agro sarnese-nocerino in provincia di Salerno e nell’area pompeiano-stabiese in provincia di Napoli. Comuni in provincia di SALERNO: Angri, Castel San Giorgio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, Sarno, San Marzano sul Sarno, S. Egidio del Monte Albino, San Valentino Torio, Scafati, Siano. Comuni in provincia di NAPOLI: Boscoreale, Castellammare di Stabia, Gragnano, Poggiomarino, Pompei, Santa Maria La Carità, Sant’Antonio Abate, Striano e Terzigno.

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Tipologia
Unica. Sono posti in commercio legati a mazzetti e posti in cassette di legno o di plastica. Sulle confezioni viene posta l’etichetta recante il marchio DOP.

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Utilizzo
Fresco, accanto ad insalate verdi, di pomodori o miste; presente anche in primi piatti e per guarnire altri piatti.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Acqua (g) 88,02 Proteine (g) 1,3 Lipidi (g) 1 Carboidrati disponibili (g) 8,5 Zuccheri solubili (g) 8,5 Fibra totale (g) 19 Energia (kcal) 38 Sodio (mg) 159 Calcio (mg) 0,4 Fosforo (mg) 51 Tiamina (mg) 48 Riboflavina (mg) 0,05 Niacina (mg) 0,04 Vitamina A retinolo eq. (µg) 0,08 Vitamina E (mg) 6

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI TUTELA CIPOLLOTTO NOCERINO DOP
Via Fucilari, 28 - NOCERA INFERIORE (SA)
Tel.0583.050061

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