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Ortofrutticoli e cereali
CLEMENTINA DEL GOLFO DI TARANTO

CLEMENTINA DEL GOLFO DI TARANTO
Lo sapevi che ...
Il comune più rappresentativo per la coltivazione del frutto è Palagiano, che ogni anno dedica una settimana di festa per la sagra del mandarino facendolo diventare il simbolo della città. Il frutto è utilizzato anche in cosmesi nella preparazione di lozioni tonificanti e maschere per la pelle.
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Prodotto
L’Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) "Clementine del Golfo dì Taranto", derivanti dalla specie C. clementine Hort. ex Tanaka, designa le clementine riferibili alle seguenti cultivar e selezioni clonali: Comune, Fedele, Precoce di Massacra (o Spinoso), Grosso Puglia, ISA, SRA 63, SRA 89.
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Assaggio

Sapore dolce e aromatico, aroma intenso e persistente.
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Caratteristiche

La clementina è un incrocio tra il mandarino e l’arancia.
L’albero della clementina è assai simile a quello del mandarino, da cui differisce leggermente per le foglie che sono più grandi e più larghe e non hanno il caratteristico aroma del mandarino.
Fiorisce e fruttifica lentamente e irregolarmente, in quanto molto suscettibile agli sbalzi di temperatura.
Il frutto assomiglia al mandarino: le differenze principali sono da ricercarsi nel colore della polpa, decisamente più aranciato. Inoltre non è mai appiattito come i mandarini, ma sempre ben rotondo. Come il mandarino, si sbuccia e si divide in spicchi con facilità. Il gusto invece è più simile all’arancia, con un perfetto equilibrio tra l’agro e il dolce.
Forma sferoidale leggermente schiacciata ai poli; buccia liscia o leggermente rugosa di colore arancio con un massimo del 30% di colorazione verde; polpa arancio; calibro minimo mm 43/52.
Il clima caldo, soleggiato e poco umido del territorio che si affaccia sul golfo di Taranto, influenza benevolmente la crescita e la maturazione del frutto, conferendogli caratteristiche qualitative eccellenti.

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Come si ottiene

Il sistema di coltivazione delle "Clementine del Golfo di Taranto",  dev’essere obbligatoriamente quello tradizionalmente adottato all’interno dell’area delimitata dal disciplinare di produzione e prevede le seguenti tecniche:
a) -  La potatura è praticata ogni anno a primavera inoltrata, è finalizzata ad assecondare l’equilibrio tra la funzione vegetativa e produttiva, con tagli limitati specialmente nei primi anni.
La forma di allevamento è quella a globo - vaso.
b) -  La concimazione è sempre basata sullo stato di fertilità del terreno, a seguito di opportune analisi effettuate con cadenza triennale.
La concimazione di base viene praticata in inverno - primavera con concimi liquidi e/o solidi ed integrati alla ripresa vegetativa con micro - meso e macro elementi. Trovano applicazione anche la concimazione fogliare, i fìtoregolatori e la fertirrigazione.
c) -  Irrigazione viene praticata in quasi tutti i periodi dell’armo, in assenza di piogge. Il metodo più in uso è quello a goccia o a zampillo, diretto e lontano dalla proiezione della chioma, per evitare possibili attacchi di "marciumi" nella zona del colletto.
d) -  Le lavorazioni del terreno servono per il controllo delle infestanti, l’interramento dei concimi e la riduzione della perdita d’acqua dal terreno per evaporazione.
e) -  I trattamenti antiparassitari sono praticati con i prodotti fìtosanitari a base di principi attivi registrati per gli agrumi.
Per l’ammissione all’I.G.P. i nuovi impianti dovranno essere realizzati in terreni ben drenati.
Sono ammessi frangiventi (vivi o morti) per la protezione della coltura nelle diverse fasi.
Fatto salvo i sesti di impianto preesistenti che hanno densità da 350 a 750 piante/ha, nei nuovi impianti la densità non deve superare n0 500 piante/ha. Sono ammessi impianti a sesto dinamico con diversa densità, fino ad un massimo di 25 anni di età.
La produzione unitaria massima consentita per le clementine, è fissata in 50 t/ha.
I nuovi impianti devono essere realizzati esclusivamente con piante innestate, conformi alla norme di qualità CE sulla commercializzazione del materiale di propagazione.
I nuovi impianti di agrumi devono essere realizzati usando come esclusivo porta innesto il Citras aurantium L., volgarmente noto come "Arancio amaro" o"Melangolo" .
La raccolta dei frutti, fra novembre e marzo. deve essere effettuata a mano, con l’uso delle forbici, evitando che i frutti vengano deteriorati. I frutti devono essere raccolti asciutti, senza foglia o con qualche foglia.
I frutti privi di calice (rosetta) sono esclusi dalla I.G.P.
La tecnica della deverdizzazione non è ammessa.
E’ consentito l’impiego di cere e/o di prodotti conservanti ammessi dalla legislazione del Paese cui i frutti sono destinati, e in quanto tali, agenti esclusivamente all’esterno della buccia, senza alterazione del sapore e dell’odore tipici di ciascuna clementina.

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La storia

Non esistono documenti storici particolarmente significativi sull’origine di questo frutto. La varietà più antica dovrebbe essere la Satsuma, coltivata da oltre quattro secoli in Giappone.
La clementina coltivata in Italia proverrebbe dal nord Africa, più precisamente dall’Algeria.
Mentre sul nome (dal francese clémentine) non ci sarebbero dubbi, molte incertezze riguardano il “Clément“ da cui proviene e che, con ogni probabilità, è anche lo scopritore.
Il primo sarebbe un certo Pierre Clément sacerdote, vissuto a cavallo tra il XIX° e il XX° secolo, che ottenne l’ibrido nel 1900/1902. Altre fonti attribuiscono questa ibridazione ad un frate o padre missionario Clément Rodier (1839–1904), che ottenne casualmente l’incrocio mentre si trovava nel convento di Missergin, ad Orano, appunto in Algeria nord-occidentale.
Si ipotizza anche che provenga direttamente dalle specie orientali molto più antiche (come la menzionata Satsuma) e che uno dei due religiosi li abbia semplicemente introdotti e diffusi nell’area mediterranea, magari perfezionando gli incroci con varietà autoctone di arance e mandarini.
Dopo queste prime ibridazioni, fu presto evidente che si trattava di un nuovo Citrus (Citrus reticulata Blanco), dato che rimanevano invariate le caratteristiche e che la sua riproduzione  non dava alcun problema. Dopo decenni di coltivazione sperimentale i frutti conservavano le qualità dei primi ibridi, ed erano sempre più richiesti dal consumatore.
Dal 1940 la clementina è uno degli agrumi stabilmente presenti sul mercato italiano.
Negli anni ’50 con l’avvio della Riforma Fondiaria, grazie al reperimento, alla captazione e alla creazione di adeguate risorse irrigue, la coltura degli agrumi inizia il processo di espansione che dura tuttora e inizia ad assumere la connotazione che ha ancora oggi.
Negli ultimi decenni è diventato il frutto più venduto dopo le arance.
Ha ottenuto la certificazione IGP nel 1992.

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Scheda tecnica
Origine
L’intero territorio dei comuni di Palagiano, Massafra, Ginosa, Castellaneta, Palagianello, Taranto e Statte, nella provincia di TARANTO.

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Tipologia
Unica. Le modalità di imballaggio sono: -in confezioni sigillate del peso massimo di 3 Kg., sulle quali dovrà essere riportato il logo della denominazione; -in confezioni non sigillate, superiori a 3 Kg. fino al massimo di Kg.25, con il logo della denominazione apposto almeno sul 90% dei frutti contenuti nella confezione.

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Utilizzo
Allo stato fresco; per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, marmellate.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Energia 37 kcal (150 kJ) Proteine 0,9 g Carboidrati Totali 8,7 g Zuccheri 8,7 g Fibre 1,2 g Grassi Totali 0,1 g Acqua 87,5 g Vitamina A 12 mg Tiamina (Vit. B1) 0,09 mg Riboflavina (Vit. B2) 0,04 mg Niacina (Vit. B3) 0,3 mg Vitamina C 54 mg Minerali Calcio 31 mg Ferro 0,1 mg Fosforo 18 mg Potassio 130 mg Sodio 4 mg

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI TUTELA DELLA IGP CLEMENTINE DEL GOLFO DI TARANTO - CONSORZIO AGRUMICOLTORI TARANTINI (CAT)
Via Murat, 29-31 - 74019 Palagiano (Ta)
Tel.099 8885304

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