header

Ortofrutticoli e cereali
FAGIOLO BIANCO DI ROTONDA

FAGIOLO BIANCO DI ROTONDA
Lo sapevi che ...
I Fagioli Bianchi di Rotonda DOP freschi si conservano in frigorifero nel loro baccello per qualche giorno, mentre quelli secchi si mantengono per lungo tempo in un luogo fresco e asciutto, in un barattolo ben chiuso o nella loro confezione d’acquisto. Entrambi si prestano alla preparazione di numerose pietanze, anche se i fagioli secchi sono più saporiti di quelli freschi perché la concentrazione degli aromi e delle sostanze nutritive è maggiore. Cuociono più velocemente rispetto alle altre tipologie di fagioli perché hanno un tegumento molto sottile e delicato.
linea
Prodotto
La denominazione d’origine protetta (DOP) “Fagioli Bianchi di Rotonda” si ottiene con gli ecotipi Fagiolo Bianco e Tondino o Poverello Bianco riconducibili alla specie Phaseolus Vulgaris. L.
linea
Assaggio

Privo di odore e/o sapore estranei.

linea
Caratteristiche

Le caratteristiche principali dei “Fagioli Bianchi di Rotonda” che tanto si differenziano dallo standard qualitativo sono l’alto contenuto proteico della granella che può raggiungere anche la percentuale del 27 % sulla sostanza secca legata ai terreni fertili e ricchi di azoto e zolfo.
I fagioli venivano usati nelle nostre campagne con particolare frequenza nella alimentazione quotidiana proprio per la ricchezza di proteine vegetali a basso costo e per questo i fagioli venivano chiamati la “carne dei poveri”.
Il tegumento molto sottile determinato dal basso contenuto di calcare dei terreni, caratteristica molto apprezzata dai consumatori perché riduce drasticamente i tempi di cottura che se fossero lunghi altererebbero la sua gradevolezza.
Il Baccello ceroso ha aspetto fresco, sano e turgido; colore bianco tendente al giallo chiaro o all’avorio; pulito, praticamente esente da sostanze estranee visibili; privo di umidità esterna anormale; lunghezza fino a massimo di cm. 20, larghezza fino a un massimo di mm. 20.                                        
La Granella secca ha forma cubica o tonda, pulita; colore bianco, assenza di venature, media brillantezza; praticamente esente da sostanze estranee visibili, lunghezza fino a un massimo di mm 18, larghezza fino a un massimo di mm 15, peso di 100 semi fino a un massimo di gr 90.
La grande disponibilità della risorsa acqua favorisce durante lo sviluppo del seme l’accumulo di amido e riduce lo spessore del tegumento.
Infine i “Fagioli Bianchi di Rotonda”, si caratterizzano per "la presenza di baccelli completamente bianchi senza striature con semi di dimensione maggiori, di forma tonda ovale, di colore bianco privi di screziature che colorano meno il liquido di cottura". (Edizione Agricole - Sementi Elette n.6/200; Quaderni Alsia n.4/2001).
Queste caratteristiche sono esaltate dalle particolari condizioni climatiche della zona che hanno favorito la diffusione di questo prodotto. I terreni su cui vengono coltivati i Fagioli Bianchi di Rotonda sono situati in una valle denominata Valle del Mercure, il cui bacino è di origine lacustre e risale al periodo dell’Era quaternaria.
Sono terreni di origine all’alluvionale, sabbiosi e limo argillosi, freschi profondi e fertili con una buona esposizione ed una buona capacità di immagazzinare acqua, ricchi di azoto e zolfo, privi di calcio cosicché il la durezza dei semi viene a diminuire. 
Il clima è sostanzialmente dolce e le piogge sono abbondanti nel periodo di produzione, con escursioni termiche tra giorno e notte che favoriscono la fecondazione dei baccelli ed il numero dei grani, le piogge sono abbondanti nel periodo che va da ottobre a maggio.
Questo particolare ambiente fresco e ricco di acqua permette di produrre semi che assorbono meno acqua rispetto a piante allevate in ambienti caldi e secchi.

linea
Come si ottiene

La tecnica di produzione è la seguente:
Preparazione del terreno. Le operazioni colturali devono prevedere aratura ad una profondità di circa 30-35 cm. precedente l’impianto. Seguiranno poi le operazioni di preparazione del letto di semina.
Semina. Si esegue dal 20 Aprile al 10 Luglio di ogni anno.
Sesto. I sesti e le distanze di semina, devono essere quelli in uso tradizionale nella zona, con un investimento massimo per ettaro di 110.000 piantine.
Modalità di semina. La semina viene effettuata a mano o con seminatrice ad una profondità di 3-5 cm a fila continua o a postarella.
Seme. Il seme utilizzato per la riproduzione deve provenire dai campi ricadenti nei comuni previsti dal disciplinare con una quantità non superiore a 100 kg per ettaro.
Tutori. Per il sostegno dei fagioli vengono utilizzati tutori di legno e rete.
Irrigazione. Devono essere utilizzati i seguenti metodi di irrigazione: a scorrimento, a goccia e microirrigazione.
Concimazione. Nel caso di concimazione si utilizza sostanza organica, letame maturo, oppure si fa ricorso ad altra sostanza organica composta o alla pratica del sovescio. Il livello di concimazione minerale non deve superare le seguenti unità fertilizzanti per ettaro:
U.F. 130 Azoto;
U.F. 100 Fosforo;
U.F. 120 Potassio.
Difesa. Nel rispetto sia della tecnica di coltivazione tradizionale che di quelle a basso impatto ambientale sono consentiti per i trattamenti fitosanitari tutti i principi attivi ammessi nella coltivazione integrata delle colture agrarie. Non è ammesso l’utilizzo del diserbo.
Raccolta. La raccolta va eseguita manualmente ed i fagioli vengono riposti in contenitori di legno o di plastica. La raccolta della produzione cerosa inizia dal 1 agosto di ogni anno e termina entro il 30 ottobre. La produzione massima è di 13 tonnellate ad ettaro.
La raccolta della produzione secca inizia dal 15 settembre e termina entro il 30 novembre. La produzione massima è di 2,5 tonnellate ad ettaro.
Il confezionamento del prodotto deve essere effettuato all’interno della zona delimitata dal disciplinare per evitare che il trasporto e le eccessive manipolazioni possano pregiudicare la colorazione del baccello ceroso, quest’ultimo particolarmente delicato perché facilmente soggetto all’imbrunimento e alla formazione sul tegumento esterno di macchie brunastre, con il conseguente appassimento e perdita di turgidità.
Inoltre la non corretta manipolazione può produrre lesioni e schiacciamenti del baccello stesso e della granella caratterizzata, quest’ultima, da un tegumento molto sottile, e soprattutto provocare l’insorgenza di muffe che altererebbero irrimediabilmente il colore e l’integrità della forma del seme.

linea
La storia

Il territorio è molto ricco di acqua proveniente da sorgenti situati nel Parco Nazionale del Pollino: “la quantità di acqua, che, scende da vicini monti è col più grande accorgimento impiegata nelle irrigazioni; ne vi è parte di quest’esteso territorio, che l’industria degli abitanti non abbia reso irrigabile”. Così descrive l’ambiente della Valle del Mercure il botanico napoletano Michele Tenore (1780-1861) nella sua opera del 1827 “ Viaggio in alcuni luoghi della Basilicata e della Calabria citeriore effettuato nel 1826 “.
Lo ribadisce l’editore ed inventore (sua l’invenzione della litotipia) ciociaro Filippo Cirelli (1796-1867) nella sua monografia del 1853 “Il Regno delle Due Sicilie descritto ed illustrato”, ovvero una “Descrizione tipografica, storica, monumentale, industriale, economica e commerciale delle province al di qua e al di là del Faro e di ogni singolo paese di esse” dedicata al Re Ferdinando II (1810-1859).
Si tratta di una storia dell’umanità vista attraverso le tradizioni, le abitudini, gli usi e i costumi degli abitanti. Egli afferma: “l’agro è abbondante di acqua……., le quali sono giovevolissime per l’agricoltura,………La sedulità dei coltivatori, la mitezza del clima, la posizione de’ terreni, e la loro buona qualità offrono i fattori più sicuri della produzione, la quale perciò è svariata, offrendo annualmente tutti i prodotti bisognevoli per la sussistenza degli abitanti. Le molte coltivazioni adunque sono praticate e dirette con piuttosto saggio accorgimento, poichè il villico è laborioso ed accorto ...” elemento importante che permette l’accumulo di amido e la riduzione dello spessore del tegumento dei fagioli e  diffondendone la loro coltivazione, come lo stesso Cirelli ribadisce: ““...si seminano molte piante graminacee, leguminose e filifire...” e a proposito delle leguminose “...il fagiuolo, e questo di più specie, ...”.
Tra tutte le varietà di fagioli coltivate, i Fagioli bianchi di Rotonda vengono ripresi in un articolo del 2 settembre del 1860 dell’Eco di Basilicata Calabria Campania dove si descrivono le qualità dei fagioli apprezzati persino da Giuseppe Garibaldi 1807-1882) che, di ritorno dalla Sicilia, si fermò a Rotonda per dormire e mangiare, gustò i fagioli bianchi, ne apprezzò le qualità e decise di portarsene una piccola quantità da seminare nella sua Caprera.
Anche l’agrotecnica utilizzata per la produzione si caratterizza per la marcata presenza dell’uomo nel processo produttivo, come parte integrante della tecnica di coltivazione insieme alle risorse agro-ambientali del Mercure, come l’utilizzo esclusivo di tutori di castagno per il sostegno dei fagioli ottenuti dai boschi presenti nella Valle.
La tecnica utilizzata per la coltivazione dei Fagioli bianchi di Rotonda è la stessa che si è tramandata nel corso degli anni con una serie di operazioni colturali eseguite interamente a mano come la realizzazione della struttura di sostegno dei fagioli rampicanti, la scerbatura , la raccolta del prodotto, ecc.
Per l’impianto di sostegno dei fagioli vengono utilizzati pali di castagno di varia dimensione secondo l’utilizzo del sistema “a postarella” o a “rete”, per la crescita dei fagioli rampicanti.
I “Fagioli Bianchi di Rotonda” rappresentano in questa area del Pollino una fondamentale espressione della storia e della gastronomia locale.
Nel corso degli anni si sono tramandate ricette di saporitissimi piatti tipici che li vedono protagonisti.
Oggi questi piatti pur venendo consumati ancora in famiglia, vengono proposti nei ristoranti, negli agriturismi e durante le sagre tra cui quella annuale “sagra del fagiolo”, giunta alla ventesima edizione che continua a richiamare migliaia di persone a Rotonda nel Parco Nazionale del Pollino e che meglio testimonia il forte legame che esiste tra questo prodotto ed il territorio in cui è coltivato.
I “Fagioli Bianchi di Rotonda” si sono così affermati su tutte le tavole ed in particolare nel mondo della ristorazione locale e regionale di qualità.
Il prodotto ha ottenuto la certificazione DOP nel marzo del 2011.

linea
Scheda tecnica
Origine
L’intero territorio delimitato dal comprensorio irriguo del versante lucano della Valle del Mercure comprendente i seguenti comuni della provincia di Potenza: Rotonda, Viggianello, Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore.

linealinea
Tipologia
Baccello ceroso; Granella secca; entrambe di categoria Extra e Prima. Il prodotto fresco deve essere posto in vendita nelle seguenti confezioni sigillate: - retine del peso fino a un massimo di 10 Kg. - cassette del peso fino a un massimo di Kg 15. Il prodotto secco deve essere posto in vendita nelle seguenti confezioni sigillate: - scatole di cartone, sacchi di iuta o altro materiale riciclabile del peso fino ad un massimo di Kg.5.

linealinea
Utilizzo
In ricette di saporitissimi piatti tipici quali: “Scarola e fagioli bianchi”, “Cavoli e fagioli bianchi” ”Patate e fagioli Minestra impastata”, “Fagioli e scorza (cotica di maiale”) “Lagane e fagioli (pasta fatta in casa), o più semplicemente lessati e salati soffritti con aglio e peperoncini piccanti, poi serviti con crostini di pane raffermo.

linealinea
Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di fagioli secchi: Energia 265 kcal Proteine 21,1 g Glucidi 41,4 g Lipidi 1,2 g Fibre 18,1 g Sodio 15 mg Potassio 1450 mg Fosforo 350 mg Calcio 165 mg Magnesio 180 mg Ferro 7 mg Vitamina B1 0,5 mg Vitamina B9 300 µg Vitamina B5 0.8 mg Vitamina B6 0.5 mg

Indirizzi Utili
CONSORZIO di TUTELA dei FAGIOLI BIANCHI DI ROTONDA DOP
C/o l’ALSIA in Contrada Piano Incoronata - 85048 ROTONDA (PZ)
Tel.0835/244575 - 339.3966610 Presidente Luigi Franzese
www.biancoerossadop.it
info@biancoerossadop.it
linea




back