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Ortofrutticoli e cereali
KIWI LATINA

KIWI LATINA
Lo sapevi che ...
Kiwi è un termine in lingua Maori il cui significato originale identifica l’uccello presente in varie regioni e isole della Nuova Zelanda in diverse sotto-specie. Esso ha un corpo arrotondato e possiede un piumaggio bruno-grigio a carattere filiforme. Forse per questo motivo gli indigeni neozelandesi hanno ribattezzato il frutto con il suo nome. Per estensione Kiwis, al plurale, identifica gli abitanti dello stato insulare.
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Prodotto
L’Indicazione Geografica Protetta KIWI LATINA è riservata esclusivamente al kiwi della specie botanica Actinidia deliciosa, cultivar Hayward, destinati ad essere fomiti allo stato fresco al consumatore.
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Assaggio

Dolce e assai gradevole se consumato a giusta maturazione, morbido.

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Caratteristiche

I frutti selezionati per la commercializzazione, tenuto conto delle disposizioni specifiche previste per ciascuna categoria e delle tolleranze ammesse, devono essere interi (ma senza peduncolo), sani.
Sono comunque esclusi i prodotti affetti da marciume o che presentino alterazioni tali da renderli inadatti al consumo; puliti, praticamente privi di sostanze estranee visibili; sufficientemente sodi, né molli, né avvizziti, né impregnati di acqua; ben formati; sono esclusi i frutti doppi o multipli; praticamente privi di parassiti; praticamente privi di danni provocati da parassiti; privi di umidità esterna anormale; privi di odore e/o sapore estranei.
I frutti devono avere un grado di maturazione minimo pari a 6,20Brix al momento della raccolta.
Piacevolezza e sapidità a completa maturazione deriva dalla combinazione di più fattori favorevoli alla coltura quali clima e suoli molto simili a quelli della zona di origine. E’ noto ed accertato che in alcune zone di Latina (Borgo Flora, Borgo Grappa), la bontà dei frutti e lo stato vegetativo delle piante supera quelli di origine.
La maggiore radiazione globale e la mancanza o quasi di gelate precoci dà la possibilità di posticipare la raccolta fino alla seconda decade di novembre ed anche oltre, permettendo il raggiungimento nei frutti di un contenuto zuccherino elevato.
Il maggior grado zuccherino, consentendo l’abbassamento della temperatura di conservazione di alcuni decimi di gradi centigradi, assicura una conservazione, anche in atmosfera normale, di almeno due o tre mesi in più rispetto alla media.
Il clima è temperato-umido, simile a quello della zona di origine della specie (area della Cina dello Yang Tzechiang) caratterizzato da una temperatura media di 13-150C, da una minima media di 8-10oC, da una massima media di 28-30oC e una umidità relativa media, nei mesi estivi, del 75-80%; assenza di gelate precoci che consente di raccogliere i frutti al giusto grado di maturazione (mediamente 6,50Brix, e, in ogni caso, mai inferiore ai 6,20Brix) sia per il raggiungimento delle migliori caratteristiche qualitative che per la ottimale conservazione frigorifera fino ai mesi di maggio/giugno e il raggiungimento di un grado zuccherino al consumo non inferiore a 12° Brix.
La scarsissima incidenza di danni da gelate invernali e primaverili che, in altre aree del Paese provocano importanti riduzioni della produzione nelle stagioni seguenti, consente la continuità di approvvigionamento nel tempo, mentre l’elevata radiazione luminosa globale che caratterizza l’area pontina consente di raggiungere più precocemente il grado di maturazione ottimale per la vendita.
I suoli dell’area di coltivazione sono di origine alluvionale, vulcanica-rimaneggiata, poggianti su sottosuoli pozzolanici e tufacei caratterizzati da elevata fertilità e si sono dimostrati, da subito, particolarmente adatti alla coltivazione dell’actinidia.
L’area dove l’Actinidia si è insediata aveva una lunga tradizione di coltivazione dell’uva da tavola, specie che, come l’Actinidia ha un portamento sarmentoso che richiede una struttura di sostegno e una tecnica di coltivazione molto simile.
Ciò ha consentito un facile adattamento alle tecniche più idonee alla nuova coltura e l’ottenimento di un prodotto tipico di elevate qualità.
La pianta può essere maschio o femmina: il maschio produce fiori e frutti, mentre la femmina solo fiori atti all’impollinazione.
La polpa è dicolore verde smeraldo chiaro, con columella biancastra, circondata da una corona di piccoli e numerosi semi neri; la buccia è bruno chiaro con fondo verde chiaro, sottile ma robusta epidermide e una fine peluria bruna; forma-cilindrica-ellissoidale con altezza superiore al diametro.

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Come si ottiene

Gli impianti sono realizzati con piante innestate su Franco, di 1 anno di innesto, oppure con piante auto-radicate sempre di un anno di moltiplicazione.
Le forme di allevamento adottate sono il tendone (distanza di impianto 4-5 m x 4-5 m) o la pergoletta (distanza di impianto 5 m x 3-5 m).
Il terreno, a seconda della natura fisica, è coltivato nel?interfilare e diserbato lungo il filare, oppure inerbito con taglio periodico della vegetazione erbacea.
La dotazione naturale di acqua è integrata dalla irrigazione praticata mediante la tecnica della aspersione o nebulizzazione sottochioma. I volumi irrigui variano da 6000 a 8000 m3/ha/anno.
La raccolta del frutto, senza il peduncolo, avviene tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, con  possibilità di posticipare la raccolta fino alla seconda decade di novembre in assenza di gelate.
Questa, coincide con un grado Brix superiore al valore di 6.2° e la durezza (con puntale di 8 mm) non inferiore a 6 kg.
La potatura invernale è fatta in modo da lasciare 100-120.000 gemme per ettaro.
Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio si effettua il diradamento che provvede sia ad eliminare i frutti multipli che quelli deformi e con difetti di buccia in modo da lasciare per un totale di 800-1000 frutti per pianta.
Il limite massimo di produzione per ettaro non deve essere superiore a 330 quintali.

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La storia

Alla corte del Gran Khan in Cina, dove è originaria l’actinidia, il frutto era molto apprezzato oltre settecento anni fa, sia per il sapore che per la colorazione smeraldina della polpa.
Arrivò in Nuova Zelanda agli inizi del XX° secolo, grazie ai missionari che lo portarono dalla Cina per abbellire i giardini dei loro conventi. A quel tempo infatti era utilizzato unicamente a fini ornamentali ed era conosciuto con il nome di “uva spina cinese”.
Solo a metà del secolo si ottennero, dopo numerosi esperimenti, frutti degni di essere commercializzati.
Nel 1959 i neozelandesi lo ribattezzarono con il nome dell’uccello autoctono simbolo del paese: Kiwi.
La provincia di Latina è stata tra le prime ad ospitare impianti specializzati della coltura dell’actinidia, a partire dai primi anni 70. Le condizioni climatiche particolarmente favorevoli alla specie hanno consentito un rapido sviluppo della coltura che già alla fine degli anni 70 era diventata un punto di riferimento nazionale per frutticoitori, commercianti e studiosi.
Nel 1978 è stato organizzato a Torino il primo convegno sull’actinidia, nel corso del quale la zona dell’Agro Pontino è stata menzionata quale zona italiana particolarmente vocata per la produzione del kiwi, vero e proprio frutto simbolo dell’agricoltura pontina.
Nel 1981, a distanza di tre anni, è stato realizzato un secondo convegno a livello nazionale a cura della Camera di Commercio di Latina. A questo si sono susseguiti, ad intervalli regolari, altri convegni, seminari e mostre-mercato, non solo nel capoluogo pontino ma anche a Cisterna di Latina e ad Aprilia; tali incontri hanno consacrato la città di Latina e l’intero territorio circostante, compresa la parte meridionale della provincia di Roma, quale rilevante polo produttivo di kiwi in Italia, per buona qualità e pezzatura
L’importanza dell’actinidia laziale (e, dunque, pontina) nell’area frutticola italiana è stata testimoniata anche fuori dai confini nazionali nel corso di un seminario tenutosi a Santiago del Cile il 25 e 26 ottobre 1988: un dato di fatto, questo, già risultato nello "Studio conoscitivo sull’actinidia in Italia", datato 1986 e curato dall’allora Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste cui ha fatto seguito anche una tavola rotonda organizzata dall’ERSAL (Ente regionale di Sviluppo Agricolo nel Lazio) il 22 giugno 1988, a Roma.
Inoltre, uno studio condotto nel 1990 dall’Istituto Sperimentale per la Valorizzazione Tecnologica dei Prodotti Agricoli di Milano (Gorini e altri, 1987), documentava in modo sperimentale le innegabili caratteristiche del Kiwi di Latina.
Nel corso di questi 30 anni, sia la stampa quotidiana sia le riviste specializzate del settore a tiratura nazionale ed intemazionale (Il Messaggero, Latina Oggi, Economia Pontina, L’Informatore Agrario, Terra e Vita, Italia Agricola, Lazio Agricolo, Rivista di Frutticoltura, Asiafruit Magazine, solo per citarne alcuni) hanno seguito e dedicato ampi articoli al progressivo sviluppo dell’actinidia nella provincia di Latina.
 Nel tempo si è registrato un potenziamento delle strutture di frigoconservazione e di lavorazione dei frutti nonché una metodologia di coltivazione innovativa che ha come conseguenza frequenti visite a Latina da parte di frutticoitori provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo (Corea del Sud, Nuova Zelanda e Giappone).
Dall’agosto del 2004 è diventato prodotto IGP.

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Scheda tecnica
Origine
Comprende i Comuni di: Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Colonna, Genoano, Lanuvio, Lariano, Marino, Palestrina, Roma, San Cesareo, Velletri, Zagarolo, parte di Ardea, Pomezia ed Artena in provincia di ROMA; Aprilia, Cisterna di Latina, Cori, Pontinia, Priverno, Sermoneta, Sezze, parte di Latina e Sabaudia in provincia di LATINA.

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Tipologia
Categoria Extra superiore a 90 g. categoria I peso superiore a 80 g. con tolleranze del 10%. Gli Imballaggi non sono codificati purché siano a norma e gli stessi utilizzati per il commercio nazionale ed internazionale.

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Utilizzo
Fresco da solo o come ingrediente per la preparazione di macedonie; confetture, dolci, gelati, succhi, sciroppi e liquori.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Acqua (g) 84,6 Proteine (g) 1,2 Lipidi (g) 0,6 Carboidrati disponibili (g) 9 Zuccheri solubili (g) 9 Fibra totale (g) 2,2 Fibra insolubile (g) 1,43 Fibra solubile (g) 0,78 Energia (kcal) 44 Sodio (mg) 5 Potassio (mg) 400 Ferro (mg) 0,5 Calcio (mg) 25 Fosforo (mg) 70 Tiamina (mg) 0,02 Riboflavina (mg) 0,05 Niacina (mg) 0,4 Vitamina C (mg) 85

Indirizzi Utili
Consorzio di tutela IGP Kiwi Latina
Via Umberto I, 80 - 04100 Latina
Tel.0773.672252
www.kiwilatina.com
info@kiwilatina.com
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