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Ortofrutticoli e cereali
LIMONE COSTA D’AMALFI

LIMONE COSTA D’AMALFI
Lo sapevi che ...
Il prodotto principe della trasformazione dei limoni di Amalfi è il Limoncino, ottenuto per macerazione delle bucce in alcool purissimo con successiva aggiunta di acqua e zucchero e il Limoncello o Cremoncello, a seconda che venga utilizzata acqua o latte scremato. Altri utilizzi sono il Canarino (ottenuto dalla bollitura di bucce e alloro), il Decotto (ottenuto dalla bollitura delle foglie essiccate) e la Limonata calda (ottenuto bollendo fette di limone).
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Prodotto
L’Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) "Limone Costa d’Amalfi" designa i limoni prodotti nella zona delimitata dal disciplinare, riferibili alla cultivar "Sfusato" avente le caratteristiche afferibili all’ecotipo amalfitano.
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Assaggio

Succoso, acido.

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Caratteristiche

Il sistema di coltivazione deve essere quello tradizionalmente adottato nella zona, fortemente legato ai peculiari caratteri orografici e pedologici. Le unità colturali tipiche prevalenti sono costituite da terrazzamenti inglobati in muretti di contenimento (macere).
I sesti e le distanze di piantagione ed i sistemi di potatura dei limoneti sono in uso tradizionale della zona.
La forma di allevamento è riconducibile ad un vaso libero, detta localmente "cupola", adattata ad un idoneo sistema di copertura.
È facoltà degli organi tecnici regionali ammettere anche forme di allevamento diverse, nel rispetto comunque delle specifiche caratteristiche di qualità del prodotto.
La coltivazione tipica a terrazzamenti, lungo i versanti acclivi della Costiera, con la copertura delle piante attraverso le famosissime “pagliarelle” (oggi sostituite dalle più pratiche reti ombreggianti), contribuisce a conferire quelle caratteristiche uniche e di pregio al “Limone Costa d’Amalfi” IGP e a rendere famosi nel mondo i suoi mitici “giardini”.
La raccolta avviene più volte l’anno, per il fenomeno tipico nei limoni del polimorfismo, anche se la produzione di maggior pregio si ottiene nel periodo primaverile-estivo, compreso tra marzo e fine luglio.
Attualmente il limone amalfitano viene coltivato su circa 400 ha, con un raccolto medio annuo di circa 8 mila tonnellate.
Da segnalare il crescente fenomeno dell’abbandono delle coltivazioni o della mancata raccolta dei frutti, soprattutto di quelle site nelle zone più impervie e montane, per ragioni diverse che attengono in particolare all’esiguità dell’ampiezza aziendale e alla difficoltà di accesso.
Il problema dell’accessibilità ai fondi, posti nelle celebri “terrazze”, è da sempre la principale preoccupazione degli operatori agricoli dell’area.
Proporre ancor oggi il trasporto dei frutti nelle ceste poste sul capo delle donne del luogo è anacronistico. Molti sono stati i tentativi di applicare modelli innovativi di trasporto già diffusi in altre aree, come le teleferiche e le monorotaie, ma il problema non è stato ancora risolto.
La coltivazione del limone svolge un ruolo fondamentale nella tutela idrogeologica del territorio occupando anche i versanti più acclivi ed è elemento di spicco del paesaggio della Costiera Amalfitana, definita da molti “divina Costiera” e che deve il suo fascino anche alla bellezza e al profumo dei “giardini di limoni”.
Forma del frutto: ellittico-allungata; polpa con scarsa presenza di semi, giallo paglierino, asse carpellare rotondo, medio e semipieno, lobo pedicellare lievemente prominente, con area basale media; dimensioni medio-grosse, peso non inferiore a 100 grammi;  peduncolo di medio spessore e lunghezza; attacco al peduncolo forte; umbone (apice) grande e appuntito; solco apicale quasi assente.
Buccia di spessore medio; flavedo ricco di olio essenziale, aroma e profumo forte; colore giallo citrino.

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Come si ottiene

La tecnica tradizionale di produzione consiste nel coltivare le piante sotto impalcature di pali di legno, preferibilmente di castagno, (di altezza non inferiore a cm 180), utilizzando eventualmente coperture di riparo dagli agenti atmosferici avversi e per garantire una scalarità di maturazione dei frutti.
La densità di impianto non dovrà essere superiore ad 800 piante per ettaro.
La raccolta va effettuata nel periodo che va dal 1° febbraio al 31 ottobre, in funzione del conseguimento delle caratteristiche qualitative e delle particolari richieste del mercato in tale periodo.
Tuttavia, in considerazione soprattutto dell’andamento climatico dell’annata, la regione Campania si riserva di modificare tali date con proprio provvedimento.
La raccolta dei frutti dalla pianta deve essere effettuata a mano; va impedito il contatto diretto dei limoni con il terreno.
La produzione massima consentita di limoni per ettaro ammessa a tutela non deve superare le 25 tonnellate in coltura specializzata o promiscua (in tal caso si intende la produzione ragguagliata).
I limoni raccolti devono presentarsi sani, indenni da attacchi parassitari, come per legge.

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La storia

In Costiera Amalfitana la presenza di limoneti in epoche antiche è stata dimostrata da numerosi documenti storici.
Furono gli Arabi, nel corso della loro espansione e delle loro conquiste, che introdussero il limone in Spagna e in Sicilia e da qui in Campania.
Ma la vera diffusione del limone, nell’area di Amalfi, avvenne soprattutto grazie all’accertata necessità di disporre di questo frutto a seguito della scoperta della sua grande utilità nella lotta allo scorbuto, la malattia dovuta a carenza di vitamina C, di cui gli agrumi sono notoriamente ricchi.
Per gli amalfitani, popolo famoso di navigatori, era determinante poter disporre, sulle proprie navi, di scorte abbondanti di questo prezioso frutto.
Già nell’XI secolo, la Repubblica Amalfitana decretò che a bordo delle navi ci fossero sempre provviste di tali frutti.
Dal 1400 al 1800 altissima fu la richiesta, anche da parte di altri Paesi, soprattutto nord-europei, di limoni amalfitani, proprio per il loro impiego nella lotta allo scorbuto.
Lo storico amalfitano Matteo Camera (1807-1891) nella sua “Istoria della città e costiera di Amalfi” (1836) scrive, a tal proposito, nel 1600, di limoni “...che da Minori venivano trasportati via mare verso altri mercati italiani, assieme a limoncelli e a cetrangoli...”, (termine con il quale venivano indicate le arance amare) ” ...Come è ben noto, si colgono aranci e limoni prima di giungere alla loro maturità, e si spediscono per l’ estero nelle casse inviluppati nella carta. Ogni cassa è capiente di 240 a 400 secondo la qualità. Il succo di limone (acido citrico) impiegasi non solo per fare la cosi detta Limonata secca....ma per le tinture offre non lieve vantaggio a questi indigeni.....”..."E’ così che lungo la Costa, i giardini di limoni, come sono chiamati in questa zona i limoneti, sono andati crescendo di numero e di ampiezza nel corso dei secoli, attraverso un’opera immane dell’uomo che ha recuperato all’agricoltura suoli scoscesi ed impervi.  La natural disposizione de’ deliziosi giardini formano tal grazioso contrapposto col verde fogliame dei limoni...”.
Dopo il 1500 la presenza del limone nell’area è riportata da diversi autori, e in un testo del ‘600 si trova anche un accenno ad un “limon amalphitanus”, dalle caratteristiche molto simili all’odierno sfusato della Costiera.
Infine, sono tanti i documenti, anche fotografici, del ‘900, che testimoniano gli intensi traffici, soprattutto con le Americhe, per la spedizione, via mare, di notevoli partite di limoni e di altri agrumi prodotti in Costiera.
Questo patrimonio andava tutelato con iniziative ad hoc: nel luglio 2001 gli è stata attribuita la certificazione IGP.

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Scheda tecnica
Origine
L’intero territorio del comune di Atrani; parte del territorio dei comuni di: Amalfi, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare.

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Tipologia
Unica. Gli agrumi sono confezionati in appositi contenitori rigidi, con capienza da un minimo di 0,5 kg fino ad un massimo di 15 kg, realizzati preferibilmente con materiale di origine vegetale. Sono ammessi anche contenitori rigidi di cartone.

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Utilizzo
E’ largamente usato in cucina, servito al naturale, preparato all’insalata, impiegato come condimento nel pesce, negli antipasti di mare, nei celebri primi piatti della zona, sulle carni, intero, a fette, o come ingrediente di dolci e liquori.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Acqua (g) 89,5 Proteine (g) 0,6 Carboidrati disponibili (g) 2,3 Zuccheri solubili (g) 2,3 Fibra totale (g) 1,9 Energia (kcal) 11 Sodio (mg) 2 Potassio (mg) 140 Ferro (mg) 0,1 Calcio (mg) 14 Fosforo (mg) 11 Tiamina (mg) 0,04 Riboflavina (mg) 0,01 Niacina (mg) 0,3 Vitamina C (mg) 50

Indirizzi Utili
Consorzio di Tutela Limone Costa d’Amalfi I.G.P.
C.so Reginna 71 - 84010 Maiori (SA)

http://www.limonecostadamalfiigp.com
info@limonecostadamalfiigp.com
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