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Ortofrutticoli e cereali
LIMONE DI SORRENTO

LIMONE DI SORRENTO
Lo sapevi che ...
Il pergolato sorrentino costituisce l’elemento più caratterizzante dell’agrumicoltura della penisola. I pergolati vengono costruiti con frangivento “morti” costituiti da strisce di castagno, dette “chierchie”, sistemate verticalmente e fissate su una solida impalcatura di pali di castagno. I frangivento sono posti ortogonalmente alla direzione del vento dominante e spesso sono presenti lungo tutto il perimetro della coltivazione. La copertura, cioè il pergolato vero e proprio, è formato da una struttura portante che può sostenere le pagliarelle o del semplice frascume di leccio, quercia o castagno oppure, oggi, le reti ombreggianti.Le pagliarelle, poste sull’intelaiatura fra ottobre e novembre, vengono allontanate in aprile e accatastate sul pergolato, coperte da altre due pagliarelle disposte a tetto, a formare delle strutture a forma di capanna dette “cogne”, che concorrono a caratterizzare il paesaggio.
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Prodotto
L’indicazione geografica protetta “Limone di Sorrento” designa i limoni prodotti , riferibili agli ecotipi derivanti dal femminello ovale, (Citrus limon, L., Burmann) delle cultivar “Ovale di Sorrento” chiamato anche “Limone ovale di Massa Lubrense” o “Massese”, prodotti esclusivamente nell’area della penisola sorrentina.
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Assaggio

Succo giallo paglierino, abbondante (resa non inferiore al 25%) e con elevata acidità (non inferiore a 3,5 gr/100 ml).

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Caratteristiche

Le sue caratteristiche qualitative ne fanno un prodotto di eccellenza per la sua categoria, sia per il mercato dei limoni freschi che per la produzione del famoso “Limoncello”, infuso di bucce di limone immerse in alcool purissimo, che proprio in quest’area di origine ha trovato la sua consacrazione internazionale.
Le caratteristiche di qualità sono esaltate dalle particolari tecniche di produzione, ancora legate alla coltivazione delle piante sotto le famose “pagliarelle”, stuoie di paglia che vengono appoggiate a pali di sostegno di legno, solitamente di castagno, a copertura delle chiome degli alberi, al fine di proteggerli soprattutto dal freddo e dal vento e per conseguire anche un ritardo della maturazione dei frutti, che rappresenta uno dei principali elementi di tipicità di questa produzione.
La superficie interessata alla coltivazione del Limone di Sorrento nell’area di produzione è di circa 400 ettari, che rappresenta il 60% circa del totale provinciale; la produzione media annua è di circa 8000 tonnellate, pari ai due terzi di quanto si raccoglie nell’intera provincia partenopea.
Il “Limone di Sorrento” IGP è praticamente presente tutto l’anno sui mercati, sia locali che internazionali, ma è soprattutto la produzione estiva, realizzata attraverso la pratica della forzatura delle piante sotto le celebri “pagliarelle”, che rende del tutto originale e prezioso questo frutto.
Con il “fratello” della Costiera Amalfitana questo limone condivide diversi aspetti: la tipicità temporale, dovuta alla tardività di produzione; la coltivazione su terrazzamenti; il successo commerciale, dovuto ad una domanda sostenuta e quindi a prezzi sempre superiori alla media in tutta la stagione di vendita, talvolta anche pari al doppio del valore dei comuni limoni.
La limonicoltura sorrentina ha stretto un legame inscindibile con l’ambiente di produzione, al quale dona non pochi vantaggi: contribuisce alla conservazione del suolo dal dissesto idrogeologico, è elemento fondamentale del paesaggio costiero, influendo in tal modo anche sul turismo.
Possiede forma ellittica, simmetrica; lobo pedicellare lievemente prominente, con area basale media; dimensioni medie, medio-grosse, peso non inferiore ad 85 gr; (i limoni con peso inferiore ad 85 gr, ma in possesso delle altre caratteristiche, possono essere destinati alla trasformazione); peduncolo di medio spessore e lunghezza; attacco al peduncolo forte; umbone (apice) presente; solco apicale assente.
La polpa è di colore giallo paglierino, con tessitura media; la buccia è giallo citrino per una superficie superiore al 50%; flavedo e albedo di spessore medio; flavedo ricco di olio essenziale, aroma e profumo forte.
Tra i prodotti trasformati, accanto alle marmellate per le quali nel 2010 sono state certificate le prime partite, il più conosciuto nel mondo preparato con il “Limone di Sorrento” IGP è sicuramente il “Limoncello”, il famoso elisir tipico della zona che ha alimentato un importante indotto economico per tutta l’area. La produzione certificata da Ismecert per il 2004 è stata di ben 3.225.000 di bottiglie, pari a 2.106.000 litri.

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Come si ottiene

Il sistema di coltivazione deve essere quello tipico e tradizionalmente adottato nella zona.
I sesti e le distanze di piantagione ed i sistemi di potatura dei limoneti di cui al presente disciplinare sono in uso tradizionale della zona.
La forma di allevamento è riconducibile ad un vaso libero, adattato ad un idoneo sistema di copertura.
La tecnica tradizionale di produzione consiste nel coltivare le piante sotto impalcature di pali di legno, preferibilmente di castagno (di altezza non inferiore a m 3.00), di legno e leghe metalliche, di leghe metalliche, utilizzando stagionalmente coperture di riparo dagli agenti atmosferici avversi, o sotto ombreggiature di altre essenze vegetali per garantire una scalarità di maturazione dei frutti.
La densità di impianto non dovrà essere superiore ad 850 piante per ettaro.
La raccolta va effettuata nel periodo che va dal 1° gennaio al 31 ottobre, in funzione del conseguimento delle caratteristiche qualitative e delle particolari richieste del mercato in tale periodo.
La raccolta dei frutti della pianta deve essere effettuata a mano: va impedito il contatto diretto dei limoni con il terreno.
Nei limoneti di cui sopra è ammessa la presenza di altre varietà nella misura massima del 15%.
La produzione massima consentita di limoni per ettaro ammessa a tutela non deve superare le 45 tonnellate in coltura specializzata o promiscua (in tal caso si intende la produzione ragguagliata).
I limoni raccolti devono presentarsi sani, indenni da attacchi parassitari, come per legge.
Per il trasporto del prodotto fino ai centri di raccolta devono essere impiegati contenitori atti a non provocare danni ai frutti.

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La storia

Sembra appurato che già nel secondo millennio prima di Cristo, una popolazione pakistana (Valle dell’Indo) conoscesse il limone.
Nel Mediterraneo fece la sua comparsa in Grecia nel V° secolo a.c., importato dai territori della Media (l’attuale Iran).
Fu chiamato Mela della Media, come è confermato anche da Virgilio (70 a.c.-19 a.c.) che nel secondo libro delle  "Georgiche"  dice :
“ L’acido sugo ed il sapor tenace
Vanta la Media del felice pomo,
Di cui non avvi antidoto più pronto
Al rio veleno che talor prepara
Malefiche mescendo erbe e parole,
A i non suoi figli la crudel matrigna.
Grande è la pianta e di color, di forma
Somigliante a l’allor, e alloro forse
La crederesti, se diverso intorno
Non diffondesse il penetrante odore.
Verdi ha le foglie, e non le stacca il vento,
Tenacissimi i fior: usanlo i Medi
A medicare e l’alito che pute,
E lo stentato anelito senile.”
Di origini antiche, se è vero che la presenza di limoni nell’area sorrentina è certificata da documenti storici del 1500, ha in effetti antenati genetici che risalgono addirittura all’epoca romana.
Su numerosi dipinti e mosaici rinvenuti negli scavi di Pompei ed Ercolano sono raffigurati infatti limoni molto simili agli attuali “massesi” e “ovali sorrentini” che testimoniano l’utilizzo di tali frutti profumati sulle mense dei nostri avi latini.
Ma le più importanti documentazioni sulla presenza di limoni nella zona risalgono all’epoca rinascimentale: atti di vendita, dipinti, trattati di letteratura e di botanica ci raccontano dell’impiego dei limoni prodotti localmente per i più svariati usi.
Si deve attendere il 1600 per avere la certezza della coltivazione in forma specializzata, come risulta dagli atti dei locali Padri Gesuiti.
Ancora oggi esiste uno dei primi fondi coltivati, nominato appunto “Il Gesù”, situato nella Conca di Guarazzanno, tra Sorrento e Massalubrense. Questa testimonianza avvalora la tesi che è proprio da questi due comuni della Penisola Sorrentina che hanno avuto origine i nomi della varietà da cui si trae il prodotto: “Ovale di Sorrento” e “Massese”.
Citato nella “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso, nativo proprio di Sorrento (1544-1595), Giovanni Pontano (1429-1503) e Giambattista della Porta (1535-1615), il “Limone di Sorrento” arriva fino all’800, quando lo storico Monsignor Bonaventura da Sorrento, al secolo Gargiulo Antonino (1843-1904), ne testimonia la spedizione in tutto il mondo, soprattutto attraverso i bastimenti diretti verso l’America, nei documenti catastali e notarili custoditi negli archivi dei Padri Gesuiti di Roma.
Si deve comunque alla tenacia e alle capacità dei produttori locali, che sono andate sviluppandosi nel corso dei secoli, se oggi disponiamo di un prodotto altamente selezionato e di assoluta qualità. E’ soprattutto grazie al loro impegno che lo stesso paesaggio è andato a conformarsi alle loro esigenze: i famosi terrazzamenti e le mitiche “coperture” dei limoneti, qui denominati a giusta ragione “giardini di limone”, connotano fortemente la penisola sorrentina e contribuiscono alla sua fama nel mondo.
Dal novembre 2000 è prodotto IGP.

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Scheda tecnica
Origine
Parte del territorio dei comuni di: Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Massa Lubrense, Capri e Anacapri.

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Tipologia
Unica. Nella forma sfusa va commercializzata con bollinatura sull’ 80% del prodotto, ovvero deve essere posta in vendita in appositi contenitori rigidi, con capienza da un minimo di 0,5 Kg fino ad un massimo di 15 kg, realizzati con materiale di origine vegetale, con cartone o con altro materiale riciclabile, consentito, in ogni caso, dalle normative comunitarie.

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Utilizzo
Al naturale, oppure per preparare spremute e succhi o aromatizzare dolci, marmellate e bevande, in tutte le pietanze, dall’antipasto al dolce, fino al caffè, come ingrediente nei i primi piatti di “mare” e di pesce. In preparazioni dolciarie tipiche della penisola Sorrentina a base di limone, come il “limoncello”, i “babà al limoncello”, le “delizie al limone” e il “sorbetto al limone”.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Calorie: 20 Kcal Acqua: 87,4 g. Carboidrati: 10,7 g. Proteine: 1,2 g. Grassi: 0,3 g. Fibre: 4,7 g. Calcio: 61 mg. Sodio: 3 mg. Ferro: 0.7 mg. Magnesio:12 mg. Fosforo:15 mg. Potassio:145 mg. Vitamina C (mg) 50

Indirizzi Utili
Consorzio di Tutela Limone di Sorrento I.G.P
Sede legale ed operativa: Corso Italia - 80067 Sorrento (NA)
Tel.081.3501669
www.limonedisorrentoigp.it
info@limonedisorrentoigp.it info@limonedisorrentoigp.it
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