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Ortofrutticoli e cereali
MELA DELLA VAL DI NON

MELA DELLA   VAL DI NON
Lo sapevi che ...
Le numerose proprietà terapeutiche della mela sono da tempo note. Oltre a svolgere un’azione benefica sui denti e le gengive, questo frutto trova un vasto impiego nella cura della pelle del viso e del decolletèe. Le potenzialità cosmetiche della mela sono legate al suo potere rassodante, schiarente, idratante e alla sua efficace azione come antirughe e tonico.
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Prodotto
Le mele denominate “mela Val di Non” D.O.P. vengono prodotte utilizzando esclusivamente le seguenti varietà: Golden Delicious, Renetta Canada, Red Delicious.
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Assaggio

Red Delicious: polpa molto pastosa, gusto prevalentemente dolciastro.
Renetta Canada: da polpa croccante e decisamente acidula fino a polpa pastosa e dolce a seconda dell’epoca del consumo.
Golden Delicious: croccantezza e succosità della polpa, sapore dolce-acidulo.

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Caratteristiche

La vocazionalità del territorio per la produzione di mele di elevato pregio organolettico-qualitativo è riconducibile alle esclusive matrici geologiche di tipo calcareo dolomitico, non riscontrabili in altre aree a destinazione frutticola.
Ottimali i valori della sostanza organica e dell’Azoto, buoni i contenuti degli altri macroelementi nonché degli elementi minori.
Molto favorevoli sono pure le caratteristiche climatiche di questa regione frutticola alpina, che si manifestano soprattutto negli andamenti pluviometrici e termici, tra i quali si distingue la peculiarità delle escursioni termiche autunnali, mediamente superiori ai 16 °C, passando  da minime notturne di 2-6 °C a massime di 18-22 °C, e dell’umidità relativa, che presenta in quel periodo valori indicativi del 75%.
Pochi gli eventi grandinigeni ed abbastanza rare le gelate primaverili che possano influire significativamente sulle produzioni.
Anche il territorio naturale, inserito in un contesto alpino caratterizzato da tipiche associazioni floristiche e da una peculiare fauna selvatica, come descritto da botanici e da naturalisti, testimonia l’unicum ambientale e territoriale tra coltivazione e natura.
Congiuntamente all’ambiente naturale il fattore "uomo", con la sua secolare tradizione, ha contribuito in maniera determinante a caratterizzare il forte legame esistente tra la "Mela Val di Non" e l’area delimitata di produzione, così come descritto nelle notizie storiche relative alla prova dell’origine e comprovato da una consistente bibliografia di carattere storico-culturale e scientifico.
Grazie al forte radicamento della popolazione rurale nell’area di produzione considerata, con tutta la sua tradizionale esperienza, con le sue capacità culturali tramandate da generazione in generazione, con la continua ricerca e messa in atto di tradizionali e specifiche tecniche colturali, si sono determinate le condizioni affinché la coltivazione della "mela" si consolidasse nel tempo, fino ad oggi, come un patrimonio storico-tradizionale e culturale di tutto il territorio, oltre che come fondamentale risorsa economica.
Oggi, infatti, ben 15.000 persone, su un totale di 35.000, dell’area frutticola considerata sono coinvolte nella filiera produttiva della mela.
Gli oltre 5000 produttori, organizzati prevalentemente nelle strutture cooperative di conservazione, lavorazione e vendita, insieme al cospicuo indotto economico derivante dalla gestione dei trasporti, degli imballaggi, della stessa lavorazione e confezionamento, costituiscono per le valli di produzione il sostanziale fondamento economico.
Ecco perché il ritmo della vita della popolazione dell’area è scandito dalle fasi fenologiche di produzione della mela (in particolare della fioritura e della maturazione e raccolta) e tante feste popolari, avvenimenti culturali e convegni sono legati al frutto "mela" ed all’autentico significato che la coltura riveste in un’agricoltura integrata di montagna, sia in termini di salvaguardia del territorio e dell’ambiente naturale che della tradizione culturale.
Caratteristiche per varietà. 
Red Delicious:
forma tronco-conica oblunga;
colorazione rossa su fondo verde/giallo;
tenore zuccherino dei frutti 9 °Brix;
valori di durezza minimi 5,5 kg/cmq;
calibro minimo 65 mm
Renetta Canada:
forma tronco-conica o appiattita;
colorazione giallo-verdastra con buccia rugosa;
tenore zuccherino dei frutti 9 °Brix;
valori di durezza minimi 5 kg/cmq;
calibro minimo 65 mm
Golden Delicious:
forma tronco-conica oblunga;
colorazione dal verde al giallo, a volte con faccetta rosata;
tenore zuccherino dei frutti 12 °Brix;
valori di durezza minimi 5 kg/cmq;
calibro minimo 65 mm

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Come si ottiene

Le tecniche di coltivazione dei meleti sono riconducibili a quelle tradizionali, con l’obiettivo di mantenere il giusto equilibrio vegeto-produttivo e di conseguenza ottenere produzioni di elevata qualità.
A tal fine i sistemi di allevamento adottati sono quelli a pieno vento e a fusetto.
Le tecniche di produzione tradizionale adottate nella zona prevedono l’inerbimento del terreno tra le file per tutta la vita produttiva dell’impianto e lo sfalcio dell’erba nei mesi primaverili-estivi. Queste pratiche rivestono particolare importanza sia per la dotazione nutrizionale del terreno, attraverso una continua restituzione naturale di elementi, sia per la sua struttura fisica e biologica, salvaguardate dal mantenimento ed arricchimento della dotazione di sostanza organica.
L’apporto di elementi nutritivi sotto forma minerale viene quindi a costituire una pratica integrativa di modesta quantità.
Il controllo del carico produttivo viene eseguito attraverso una opportuna gestione delle operazioni di potatura ed interventi di diradamento, al fine di ottenere la miglior qualità delle produzioni. La potatura deve essere eseguita manualmente ogni anno durante il periodo invernale di riposo della pianta e deve mirare a garantire il giusto rapporto tra gemme a frutto e vigoria.
L’uso di sistemi irrigui è pratica ritenuta indispensabile per l’ottenimento di produzioni di qualità, e viene eseguita da marzo ad ottobre secondo le necessità.
La raccolta viene effettuata esclusivamente a mano e deve effettuarsi nei mesi di agosto, settembre, ottobre e prima quindicina di novembre a seconda della maturazione fisiologica delle varietà.
Le produzioni massime realizzabili non possono superare le 68 t/ha, nell’intera zona di produzione.
Dopo la raccolta, le mele devono essere conservate in celle frigo in atmosfera controllata o in strutture idonee a garantire la conservabilità dei frutti, purchè sotto il controllo dell’Organismo di Controllo autorizzato al fine di garantire la tracciabilità del prodotto.

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La storia

Gli elementi che comprovano l’origine del prodotto sono costituiti da riferimenti storici che attestano la lunga tradizione frutticola di questo territorio.
Questa si fa risalire a tempi molto antichi, come dimostrato anche dalla toponomastica (Malè deriva il suo nome dal latino Maletum, cioé “posto delle mele”, così come Malosco), oltre che dalle autorevoli fonti storiche.
La “Carta di Regola della Villa di Dardine” del 1564 impone il divieto di bruciare e salire sugli alberi di melo, pero e noce per coglierne i frutti: “…quod nulla persona villae Ardeni audeat neque presumat aliquos arbores pomorum, pirorum et nucum ascendere causa colligendi fructus suos ...”.
Nella  Carta di Regola di Cles del 1641 vengono quantificate anche le sanzioni: "Delli pomi del Faé - Che niuno debba raccoglier pomi al Faé, et altri luoghi della comunità, avanti S.to Bartolomeo; sotto pena de Rainesi doi per ogni carga, et il doppio alli forestieri".
Ne “La Carta di Regola di Vervò” del 1757 si arrivò a tutelare gli alberi di meli e peri “… niuno ardisca tagliar nei boschi, ne’ Gaggi posti nella Campagna e pertinenze di Vervò laresi, peci, pini, avezi, ne arbori fruttiferi che portano frutti di niuna sorte come noggare, pomari, perari e simili sotto pena de lire cinque per ogni larice ed arbore fruttifero e lire tre per ogni piede d’avezzo, pezo, e pino e al pagar il danno che averà dato sì verde che seco, …“
In una lettera del 1739 ad una nobile famiglia, viene richiesto l’invio a Vienna di un cesto di “pomi rosmarini”, già allora rinomati per l’eccellente qualità fin nella Capitale dell’Impero Asburgico.
Dall’inizio del 1800 le fonti si fanno numerose e nella seconda metà del secolo i frutticoltori acquisiscono una nutrita serie di riconoscimenti e premi per la qualità della frutta portata alle esposizioni internazionali di quell’epoca.
Troviamo interessanti informazioni sullo sviluppo di questa coltura anche nelle pubblicazioni di Agostino Perini (1802-1878), che passò dalla coltura per consumo famigliare, attuata in orti e giardini, alla produzione più estesa per commerciarli: "… in alcuni territori di monte e specialmente [a] Revò e [ne]i villaggi vicini nella Val di Non, […] si producono in tanta copia dei frutti squisiti d’inverno da farne commercio non solo in tutta la valle, ma si spediscono anche in più lontani paesi".
Questa attività divenne ancora più importante con l’inaugurazione della ferrovia del Brennero nel 1867.
Nella zona di produzione esistono numerose testimonianze pittoriche ed artistiche anche risalenti ad epoche pre-rinascimentali, che attestano l’importanza della mela nel contesto del territorio.
Nutrita anche la produzione di forme poetiche dialettali dedicate alla mela ed alla produzione frutticola della valle.
La tradizione colturale della mela arriva fino ai nostri giorni culminando con la denominazione DOP ottenuta nel settembre del 2003.

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Scheda tecnica
Origine
L’intero territorio dei seguenti Comuni: Andalo, Amblar, Bresimo, Brez, Cagnò, Caldes, Campodenno, Castelfondo, Cavareno, Cavedago, Cavizzana, Cis, Cles, Cloz, Commezzadura, Coredo, Croviana, Cunevo, Dambel, Denno, Dimaro, Don, Flavon, Fondo, Livo, Malè, Malosco, Mezzana, Monclassico, Nanno, Ossana, Peio, Pellizzano, Rabbi, Revò, Romallo, Romeno, Ronzone, Ruffrè, Rumo, Sanzeno, Sarnonico, Sfruz, Smarano, Spormaggiore, Sporminore, Taio, Tassullo, Terres, Terzolas, Ton, Tres, Tuenno, Vermiglio, Vervò. Corrispondente al bacino idrografico del Torrente Noce ricadente nella Val di Sole e Val di Non, altrimenti chiamate Valli del Noce o Anaunia, situata nella Provincia Autonoma di Trento.

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Tipologia
Extra, Prima, distribuiti in imballaggi o confezioni tali da consentire la chiara identificazione del prodotto, ammessi dalla normativa vigente.

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Utilizzo
Prevalentemente fresco, trasformato in succo, in insalate miste, come ingrediente di dolci (Strudel, Frittelle di mele, Mele al forno, torta di mele, ecc), in abbinamento a carni di maiale o selvaggina.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto : Energia Kcal 43 Proteine g 0,3 Carboidrati g 10,7 Lipidi g 0,1 Fibre alimentari g 1,6 Sodio g 0,002 Vitamina C mg 12

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI TUTELA DELLA D.O.P. MELA VAL DI NON
Via Trento, 200/9 - 38023 CLES (TN)
Tel.+390463671111

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