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Ortofrutticoli e cereali
MELANZANA ROSSA DI ROTONDA

MELANZANA ROSSA DI ROTONDA
Lo sapevi che ...
L’appuntamento annuale della “Sagra della Melanzana Rossa di Rotonda”, continua a richiamare migliaia di persone a Rotonda e testimonia la continua affermazione del prodotto nel mondo della ristorazione tipica sia a livello locale che extraregionale. Le bucce e la polpa, triturate ed applicate per l’uso esterno, curano egregiamente le irritazioni cutanee ed i disturbi emorroidali.
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Prodotto
La denominazione d’origine protetta (DOP) “Melanzana Rossa di Rotonda” si ottiene con l’ecotipo Melanzana Rossa di Rotonda riconducibile alla specie Solanum aethiopicum, comunemente nota come Melanzana Rossa.
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Assaggio

Leggermente piccante con retrogusto amarognolo.

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Caratteristiche

Si differenzia da tutte le altre melanzane coltivate in Italia per le dimensioni, simili a quelle di una mela, per il colore rosso e la forma che la fanno confondere con il pomodoro, per il profumo simile a quello del fico d’India e soprattutto per una leggera piccantezza che si miscela assai bene con il suo retrogusto amarognolo.
Nel dialetto locale viene chiamata “ merlingiana a pummadora” (melanzana a pomodoro) proprio grazie a queste caratteristiche.
La caratteristica principale e di notevole interesse è il basso contenuto di acido clorogenico, responsabile dell’imbrunimento della bacca, di notevole interesse, da parte dell’industria agro-alimentare e conserviera, poiché consente di mantenere la polpa bianca per molto tempo anche dopo il taglio delle bacche.
Il suo adattamento alle condizioni climatiche della zona ne ha favorito la sua diffusione tanto da interagire con il territorio e l’ambiente responsabili della sua unicità.
I terreni su cui viene coltivata sono situati in una immensa valle, il cui bacino è di origine lacustre e risale al periodo dell’era quaternaria . Sono quindi di origine alluvionale, sabbiosi e limo argillosi, freschi, profondi, fertili e con una buona ritenzione idrica.
Il clima è sostanzialmente dolce e le piogge sono abbondanti nel periodo che va da ottobre a maggio.
E’ questo particolare microclima che favorisce la coltivazione di quasi tutte le ortive e soprattutto la coltivazione della “Melanzana Rossa di Rotonda” conferendole quelle caratteristiche uniche.
Viene consumata da sempre conservata sott’olio per il suo gusto particolare leggermente piccante e per le sue particolari qualità antiossidanti.
Viene coltivata da sempre anche da ogni famiglia della zona nel proprio orto.
Colore verde arancio chiaro con tenui sfumature verdognole ad inizio maturazione e successivamente arancione vivo tendente al rosso lucido.
Forma della bacca intera, tondeggiante, lunghezza fino a cm. 8, larghezza fino a cm. 8, peso fino a 200 g; priva di umidità esterna anormale; polpa di consistenza carnosa.

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Come si ottiene

La tecnica di produzione del prodotto è la seguente:
Preparazione del terreno: le operazioni colturali devono prevedere aratura ad una profondità di circa 30-35 cm. precedente l’impianto. Seguiranno poi le operazioni di preparazione del terreno per il trapianto.
Trapianto: si esegue dal 10 Maggio al 30 Giugno di ogni anno.
Sesto d’impianto: i sesti e le distanze di piantagione,devono essere quelli in uso tradizionale nella zona, con una densità d’impianto comunque non superiore a n. 18.000 piante ad ettaro.
Modalità di trapianto: le piantine vengono trapiantate in solchetti preventivamente aperti.
Materiale di propagazione: utilizzo di piantine con 3-5 foglie con un altezza compresa tra 10-15 cm. Le piantine utilizzate vengono riprodotte nell’area di produzione.
Irrigazione: vengono utilizzati i seguenti metodi di irrigazione: a scorrimento, a goccia e microirrigazione.
Concimazione: Nel caso di concimazione si utilizza sostanza organica: letame maturo oppure si fa ricorso ad altra sostanza organica compostata o alla pratica del sovescio. Il livello di concimazione minerale non deve superare le seguenti unità fertilizzanti per ettaro: U.F. 100 Azoto; U.F. 100 Fosforo; U.F. 120 Potassio.
Difesa: nel rispetto sia della tecnica di coltivazione tradizionale che di quelle a basso impatto ambientale sono consentite per i trattamenti fitosanitari tutti i principi attivi comunemente ammessi nella coltivazione integrata delle colture agrarie. Non è ammesso l’utilizzo del diserbo.
Raccolta: la raccolta delle bacche deve essere effettuata a mano con forbici asportando una piccola porzione di peduncolo. La raccolta delle bacche inizia dal 1 luglio di ogni anno e termina entro il 30 di novembre. La produzione massima in coltura specializzata è fissata in 60 tonnellate ad ettaro.
Seme: il seme utilizzato per la riproduzione deve provenire da piante madri sane selezionate all’interno di campi ricadenti nei comuni compresi nel disciplinare di produzione.
Tutte le fasi del condizionamento, alla preparazione fino al confezionamento ed alla conservazione del prodotto, sono effettuate all’interno del territorio, per evitare che il trasporto e le eccessive manipolazioni possano produrre ammaccature delle bacche e rottura del peduncolo alterando irrimediabilmente le qualità organolettiche del prodotto.

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La storia

La sua coltivazione è stata accertata in Italia sin dagli anni ‘40. 
La storia della Melanzana Rossa parte dall’emigrazione di diverse famiglie rotondesi agli inizi del ’900, come testimoniano i registri dell’anagrafe comunale. Era il periodo del colonialismo e molti di loro, per trovare lavoro, si trasferirono nei nuovi territori conquistati dal regime fascista.
In questo caso si tratta dell’Africa orientale, dove, dall’intento di costruirsi una nuova vita, si trovarono invece a partecipare alla guerra di Etiopia.
I nuclei familiari che nel ’35, prima dello scoppio della guerra, riuscirono a tornare in patria, con i figli nati e registrati in Africa, portarono proprio questa “curiosa” melanzana a forma di pomodoro. E lo conferma il nome scientifico dell’ortaggio: Solanum aethiopicum.
Da allora la Melanzana Rossa si è diffusa nelle aziende agricole del territorio della Valle del Mercure grazie alla sua rusticità, alla sua versatilità in cucina, ma anche a causa della fame e della povertà causata dalla seconda guerra mondiale, diventando ben presto un alimento della dieta quotidiana dei contadini.
Nel corso degli anni il suo adattamento all’ambiente ha favorito la sua diffusione e la sua caratterizzazione distinguendola non solo dalle altre melanzane ma addirittura anche da quelle d’Africa da cui originariamente provenivano e che erano di colore arancione senza striature e di forma più allungata.
Tutte le sue caratteristiche qualitative sono esaltate nel suo ambiente naturale di coltivazione ubicato nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, caratterizzato dalla posizione dei terreni e dalle loro buona qualità, dalla purezza dalle acque provenienti da sorgenti situate nel Parco stesso e “giovevolissime”, dalla mitezza del clima.
Queste caratteristiche erano già state descritte dall’artista, inventore ed editore Filippo Cirelli (1796-1867) nella sua monografia “Regno delle due Sicilie descritto ed illustrato” (Napoli 1853-1860) che, parlando della propensione di Rotonda all’orticoltura, dice: ”... l’agro è abbondante di acque…..le quali sono giovevolissime per l’agricoltura, e l’industrioso colono di Rotonda sa ben mettere a profitto. La sedulità dei coltivatori, la mitezza del clima, la posizione de terreni, e la loro buona qualità offrono i fattori più sicuri della produzione, la quale perciò è svariata, offrendo annualmente tutti i prodotti bisognevoli per la sussistenza degli abitanti”.
Più tardi la giornalista e scrittrice Maruzza Fittipaldi Mainieri, nel suo saggio “Memoria e sentimento: usi, costumi e tradizioni della gente del Pollino” (Moliterno, 2000) ne parla in questi termini: “Nei miei ricordi personali, la melanzana rossa nasce a Rotonda, quando, in tempo di guerra e di fame, splendeva rigogliosa in tutti gli orti del mio Paese, o rosseggiava, simile a serti fiori, appesa sotto la tettoia delle case di campagna......Essa è il simbolo della povertà della nostra terra ma anche il simbolo della volontà e della tenacia della nostra gente contadina che, con amore, ha strappato all’avara terra gli ortaggi più adatti alla sua durezza e al suo clima, portandoli sull’umile desco o sulle tavole più raffinate, per gustare i sapori ed insieme la memoria del passato”.
L’indagine e le ricerche condotte dal CNR di Bari nel 1992 (Langhetti 1993), anche sulla base di interviste fatte agli agricoltori più anziani del Comune di Rotonda, confermano l’utilizzo della Melanzana Rossa nella cucina locale sin dagli inizi del ventesimo secolo. Gli anziani agricoltori oggi ottantenni e novantenni, ma all’epoca bambini, la ricordano utilizzata nella preparazione di molti piatti della cucina locale.
Il conferimento della certificazione DOP nel luglio del 2010 ha lo scopo di valorizzarla e diffonderla sui mercati nazionali e internazionali.

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Scheda tecnica
Origine
L’intero territorio dei seguenti comuni della provincia di Potenza: Rotonda, Viggianello, Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore

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Tipologia
Unica, confezionate in contenitori realizzati con materiale di origine vegetale, con cartone, con retine di plastica riciclabile o altro materiale riciclabile, consentito dalle normative comunitarie, di peso non superiore a 1 Kg.

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Utilizzo
Conservata sott’olio, in cucina per la Parmigiana di Melanzane, come abbinamento a carne di maiale. Piatti tipici della zona: scialatelli (linguine) alla Melanzana rossa, Melanzana rossa alla scapece (fritte e marinate in olio e aceto con origano e menta).

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Energia 18 Kcal. Proteine 1,1 g. Carboidrati 2,6 g. Grassi 0,4 g. Fibre 2,6 g. Sodio 26 mg. Potassio 184 mg. Ferro 3 mg. Calcio 14 mg. Fosforo 33 mg. Zinco 0,2 mg. Vitamina C 11 mg. Niacina 0,6 mg.

Indirizzi Utili
Consorzio di tutela della Melanzana Rossa di Rotonda DOP
C/o ALSIA - Contrada Piano Incoronata - 85048 - Rotonda (PZ)
Tel.0835/244575
www.biancoerossadop.it
info@biancoerossadop.it
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