header

Ortofrutticoli e cereali
NOCCIOLA ROMANA

NOCCIOLA  ROMANA
Lo sapevi che ...
Nel 1949 Giuseppe Nizi, nel "Il Nocciuolo nella zona del Cimino", narra che presso i Romani il legno di nocciolo era bruciato durante i sacrifici al Dio Giano, sul colle di Carbognano e utilizzato per torce augurali usate durante le nozze.
linea
Prodotto
La denominazione di origine protetta «Nocciola Romana» designa i frutti prodotti nella zona geografica delimitata dal disciplinare di produzione e riferibili alla specie Corylus avellana, cultivar «Tonda Gentile Romana», «Nocchione» e loro eventuali selezioni, le quali siano presenti almeno per il 90% nell’azienda. Sono ammesse altre cultivar «Tonda di Giffoni » e «Barrettona» nella misura massima del 10%.
linea
Assaggio

Sapore finissimo e persistente.

linea
Caratteristiche

Le caratteristiche particolari di questo prodotto cioè la croccantezza e la tessitura compatta senza vuoti interni che si mantengono inalterati sia allo stato fresco che conservato sono strettamente legati ai fattori ambientali che caratterizzano la zona di produzione.
Infatti le varietà di nocciolo si adattano bene alle condizioni pedologiche dell’areale di produzione.
Il suolo dei monti Cimini e monti Sabatini caratterizzato da formazioni vulcaniche, con tufi terrosi ricchi di sostanze essenziali, da lave leucitiche, rachitiche, con depositi clastici eterogenei è molto favorevole alla sua coltivazione.
I terreni sono profondi, leggeri, carenti in calcio e fosforo ma ricchi di potassio e microelementi; la reazione è di norma acida e/o sub acida.
Per quanto riguarda le condizioni climatiche i livelli termici della zona presentano valori medi di temperature minime di 4°-6° C e di medie delle temperature massime di 22°-23° C, con precipitazioni annuali pari a 900-1.200 mm di pioggia.
La mitezza dell’inverno assume particolare rilevanza in quanto il nocciolo, nei mesi di gennaio-febbraio, attraversa la delicata fase della fioritura.
Caratteristiche per varietà.
Tonda Gentile: guscio subsferoidale, di medio spessore,apice leggermente a punta; seme medio-piccolo, di forma variabile subsferoidale, per lo più ricoperto di fibre, con superficie corrugata e solcature più o meno evidenti; perisperma di medio spessore non completamente distaccabile alla tostatura,calibri variabili da 14 a 25 millimetri; colore del guscio nocciola, di scarsa lucentezza, con tomentosità diffuse all’apice e numerose striature evidenti, seme di colore molto vicino a quello del guscio.
Nocchione: guscio sferoidale, subelissoidale, spesso, seme medio-piccolo, con fibre presenti in misura medio-elevata; perisperma mediamente staccabile alla torrefazione, calibri variabili da 14 a 25 millimetri; guscio di colore nocciola chiaro, striato; seme di colore molto vicino a quello del guscio. 
In entrambi i casi la resa alla sgusciatura è compresa tra il 28% e il 50%.
Devono essere esenti da qualsiasi odore e sapore estraneo a quello tipico della nocciola fresca. In particolare deve essere assente ogni sapore di olio rancido, di muffa e di erbaceo, caratteristico delle nocciole acerbe.
Alla masticazione si devono presentare croccanti, ossia devono fratturarsi al primo morso senza cedevolezza, e devono avere tessitura compatta, senza vuoti interni. Queste caratteristiche devono essere possedute anche dalle nocciole conservate.

linea
Come si ottiene

Le condizioni dei noccioleti vocati alla coltura della «Nocciola Romana» devono essere quelle tradizionali della zona e, in ogni caso, atte a conferire le specifiche caratteristiche di qualità al prodotto che ne deriva.
I terreni devono essere sciolti, freschi, tendenzialmente acidi e ricchi di sostanza organica.
I sesti d’impianto e le forme d’allevamento devono essere quelli generalmente in uso e, in ogni modo, riconducibili alla coltivazione a «cespuglio», «vaso cespugliato» e «monocaule» con variazione compresa tra le 150 piante, nei vecchi impianti, e le 650 piante per ettaro, nei nuovi impianti.
Per quanto riguarda le cure colturali, si prevede che le concimazioni non tendano alla forzatura della produzione. Le potature devono essere effettuate con cadenza annuale.
La produzione massima della «Nocciola Romana» in coltura specializzata irrigua è di 4 T/ettaro, in asciutto è di 3 T/ettaro.
Le modalità di raccolta oltre a quella manuale tradizionale, prevedono l’impiego di macchine agevolatrici trainate e/o semoventi.
Tali modalità devono essere atte a garantire la qualità del prodotto; non è consentita la raccolta precoce sull’albero poiché questo è un fattore limitante della qualità e di danneggiamento della pianta.
Le operazioni di raccolta in ogni caso debbono essere effettuate dal 15 agosto al 15 novembre.
Lo stoccaggio della «Nocciola Romana» deve essere effettuato in locali ben areati (finestre o  areatori) nei quali è garantita la conservazione del prodotto con una umidità non superiore al 6%.
Le operazioni di stoccaggio, sgusciatura, cernita e calibratura delle nocciole dovranno essere effettuate in condizioni sanitarie corrette.
Per evitare lo scadimento qualitativo del prodotto, la sgusciatura, la cernita, la calibratura o la sola calibratura nel caso di vendita in guscio, devono avvenire entro il 31 agosto dell’anno successivo a quello di raccolta.

linea
La storia

La presenza della nocciola tonda gentile nelle campagne laziali risalirebbe ad epoca pre-romana.
Le prime testimonianze storiche sulla sua coltivazione esistono grazie al sacerdote Fioravante Martinelli (1599-1667) che, nella sua opera postuma “Carbognano illustrato”, ci informa che dal: “....  1412 circa, mentre prima esisteva come pianta arbustiva da sottobosco e che tuttora lo troviamo in tale stato nei boschi specialmente di castagno”.
Il suo consumo si diffuse rapidamente a partire dal XVI° secolo, persino nella mensa papale: Filippo Clementi, nell’opera “Il carnevale romano, nelle cronache contemporanee dalle origini al secolo XVII”, ci dice che papa Leone X fosse alquanto ghiotto di “nocchie”.
La reputazione della nocciola crebbe e si affermò nei secoli successivi, tanto che nel catasto del 1870 risultano già censiti in quell’anno, a Caprarola, alcune decine di ettari di noccioleto, sotto la dizione di “Bosco di Nocchie”.
Nel 1946 la superficie investita a nocciolo era di 2.463 ha in coltura specializzata e 1.300 in coltura promiscua; nel 1996 ammontava a ben 17.511 ha.
Nell’arco di questi secoli il paziente, tenace e competente lavoro dell’uomo ha svolto un ruolo importante nel mantenimento della tradizione di questa coltura, lo dimostrano anche numerose sagre paesane che si svolgono ogni anno ed i numerosi piatti che vengono realizzati tradizionalmente con la nocciola.
Anche l’industria alimentare ha avuto un peso determinante affinché la sua coltura assumesse una consistenza importante.
La Nocciola Romana ha ottenuto la certificazione DOP nel luglio del 2009.

linea
Scheda tecnica
Origine
Nei sottoelencati comuni delle province di: VITERBO: Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Blera, Bomarzo, Calcata, Canepina, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Monterosi, Nepi, Oriolo Romano, Orte, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Sutri, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa San Giovanni in Tuscia, Vitorchiano, Viterbo; ROMA: Bracciano, Canale Monterano, Manziana, Rignano Flaminio, Sant’Oreste, Trevignano.

linealinea
Tipologia
In GUSCIO: venduto in sacchi o in confezioni di juta e rafia adatti ai vari livelli di commercializzazione del peso di grammi: 25-50-250-500 e chilogrammi: 1-5-10-25-50- 00-800-1000. SGUSCIATO: venduto in confezioni o contenitori di juta, rafia, buste combivac, buste combivac-alu e cartoni idonei ad uso alimentare del peso di grammi: 10-15-20- 25-50-100-150-250-500 e chilogrammi: 1-2-4-5-10-25-50-500-800-1.000.

linealinea
Utilizzo
Come frutta secca o per la preparazione di dolci; La tradizione gastronomica viterbese ne prevede l’abbinamento con numerosi piatti a base di carne, oppure l’impiego come ingrediente nella preparazione di prodotti dolciari, compresi alcuni dolci tipici come i "tozzetti", gli "ossi di morto", i "brutti e buoni" ed i "mostaccioli".

linealinea
Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 g. di prodotto: Acqua (g) 4 Proteine (g) 13 Lipidi (g) 64 Carboidrati disponibili (g) 6 Amido (g) 1 Zuccheri solubili (g) 4 Energia (kcal) 655 Sodio (mg) 11 Potassio (mg) 466 Ferro (mg) 3 Calcio (mg) 150 Fosforo (mg) 322 Magnesio (mg) 160 Zinco (mg) 2 Niacina (mg) 2 Vitamina A retinolo eq. (µg) 30 Vitamina C (mg) 4 Vitamina E (mg) 15

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI VALORIZZAZIONE DELLA D.O.P. NOCCIOLA ROMANA
LOCALITA’ VICO MATRINO, 4 - 01012 CAPRANICA (VT)


linea




back