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Ortofrutticoli e cereali
PEPERONE DI PONTECORVO

PEPERONE DI PONTECORVO
Lo sapevi che ...
A metà settembre a Pontecorvo si tiene la sagra del peperone, Piparoglie, come è chiamato nel dialetto della zona.
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Prodotto
La denominazione di origine protetta “Peperone di Pontecorvo” designa i frutti ottenuti nella zona delimitata dal disciplinare di produzione e riferibili alla specie “Capsicum annum” ecotipo locale “Cornetto di Pontecorvo”.
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Assaggio

Dolce, sapido e poco aspro.

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Caratteristiche

Le peculiarità che distinguono il “Peperone di Pontecorvo" dagli altri appartenenti alla stessa specie merceologica sono l’elevata sapidità, la buccia sottile associata ad un’alta digeribilità.
Altra particolarità, non certo di minore importanza, è la quantità di buccia che rimane in bocca alla fine della masticazione decisamente inferiore rispetto a tutti gli altri prodotti dello stesso genere.
Ha una colorazione rossa, tuttavia sono ammesse striature verdi fino al 40% della superficie.
Forma cilindro-conico allungata, frutto intero, trilobato.
Peso della bacca:
- superiore a 150 gr. per l’extra
- da 100 a 150 gr per la Ia scelta.
Lunghezza della bacca:
- superiore ai 18 cm. per l’extra
- da 14 cm a 18 cm. per la Ia scelta.
Queste caratteristiche sono strettamente legate alle condizioni pedo-climatiche dell’area.
Il peperone, nella zona interessata, viene coltivato in terreni tendenzialmente sciolti e con buon contenuto di argilla, con presenza di calcare, a reazione neutra leggermente alcalina, molto profondi, permeabili e ben drenanti in modo da permettere un rapido smaltimento degli eccessi idrici.
L’origine alluvionale dei terreni, le caratteristiche chimico- fisiche, nonché la buona fertilità degli stessi e le condizioni climatiche di piovosità della zona geografica, rendono possibile la coltivazione di un prodotto con una elevata sapidità.
Ai fattori naturali si associa il contributo offerto dal lavoro degli operatori locali che hanno saputo selezionare di anno in anno le bacche migliori, producendo giovani piantine in semenzai accuratamente preparati e scegliendo per queste le cure colturali più adatte.
La selezione operata dall’uomo nel tempo ha portato ad esaltare la caratteristiche relativa alla sottigliezza della buccia e a farlo apprezzare per la sua elevata digeribilità.

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Come si ottiene

La propagazione del “Peperone di Pontecorvo” avviene per seme.
La produzione del seme viene eseguita direttamente in azienda da parte degli agricoltori mediante selezione fenotipica (ottenimento del seme dalle piante migliori).
La semina viene effettuata in semenzaio nel periodo compreso tra il 15 febbraio e il 15 aprile.
Il trapianto delle piantine in pieno campo viene eseguito manualmente o meccanicamente dopo 30-50 giorni dall’emergenza.
Il sesto d’impianto è di 70-90 cm tra le file e 25-40 cm sulla fila, per un investimento non superiore alle 40.000 piante ad ettaro.
È ammessa la coltura in ambiente protetto (tunnel localizzati) che deve essere tolta entro il 31 maggio di ciascuno anno.
La coltura non può succedere, in uno stesso appezzamento, a se stessa, ne ad altre solanacee, prima di 3 anni.
La concimazione della coltura del peperone deve essere impostata con riferimento alle successioni di cicli colturali dell’intera annata agraria.
La lotta alle malerbe viene effettuata con tecniche ecocompatibili quali: mezzi fisici o mezzi manuali. Tuttavia è consentito l’impiego di diserbanti registrati e consentiti dalla normativa vigente, sia in fase di pre-trapianto che in fase di post-trapianto.
Il fabbisogno idrico della coltura del “Peperone di Pontecorvo” è assicurato da apporti idrici compresi tra 400 a 600 m3 /ha mediante diversi sistemi, quali: aspersione, scorrimento laterale, a goccia, con turni variabili a seconda dell’andamento climatico e della tessitura del terreno.
La raccolta deve essere manuale ed eseguita scalarmene durante il periodo che va dal 1 luglio al 30 novembre.
I frutti, all’atto della raccolta, devono essere adagiati in contenitori, evitando che durante tale operazione si verifichino sfregamenti con conseguente rottura dei tessuti e fuoriuscita di succhi cellulari.
Il prodotto dopo la raccolta non va esposto al sole. Per questi motivi il condizionamento deve avvenire all’interno dell’areale di produzione individuato del  disciplinare.
La produzione massima è di 25 t/ha.

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La storia

Il peperone arriva dall’America grazie a Cristoforo Colombo (1451-1506) che lo importò in Europa dopo i suoi viaggi.
Le particolari caratteristiche della pianta ne hanno permesso la diffusione anche in Italia, dove si è diffuso particolarmente nella tradizione culinaria nel napoletano e in Ciociaria.
Elementi storici che attestano la vocazionalità dell’area alla coltivazione, produzione, commercializzazione e consumo da parte della popolazione ciociara sono numerosi.
Nel 1830, quando il Principato di Pontecorvo ricadeva nel dominio della Santa Sede se ne ritrova traccia in un opuscolo in cui si riporta tra le colture orticole, la produzione del peperone.
In un articolo del 1873 riguardante la proposta Daziana nel Comune di Pontecorvo si rivendica il diritto di piazza per la vendita di capsicum (peperone).
L’Inchiesta dell’economista Stefano Jacini (1826-1891) del 1882, riporta la presenza, tra le coltivazioni degli orti locali e dell’intera circoscrizione, del peperone e nell’analisi delle abitudini alimentari della popolazione specifica come gli stessi siano considerati dai contadini un "gradito companatico ……..”.
La nascita del Consorzio Agrario, nel maggio del 1889, dà un efficace contributo alla coltivazione del peperone.
Nell’attività economica della provincia di Frosinone nell’anno 1929, secondo “Agricoltura” edito a cura del "Consiglio Provinciale dell’Economia di Frosinone” si evince che la superficie investita a peperone è pari a 30 ha.
Non mancano testimonianze fotografiche come la foto raffigurante le vasche di piantinaio e trapianto di peperoni presenti nel libro “Per l’orticoltura del Lazio” di Guzzini-Gherardi del 1939-40.
A tutto questo si aggiunge il lavoro sapiente e caparbio dell’uomo che, selezionando bacche migliori di anno in anno, producendo giovani piantine nei semenzai accuratamente preparati, scegliendo le cure colturali più adatte, in un contesto pedo-climatico particolarmente favorevole, ha fatto si che si perfezionasse un ecotipo particolare, molto apprezzato per la sua notevole qualità.
Nel novembre 2010 ha ottenuto  la certificazione DOP.

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Scheda tecnica
Origine
L’intero territorio amministrativo del comune di Pontecorvo, e da parte del territorio amministrativo dei comuni di Esperia, S. Giorgio a Liri, Pignataro Interamna, Villa S Lucia, Piedimonte S Germano, Aquino, Castrocielo, Roccasecca e San Giovanni Incarico, in Provincia di FROSINONE.

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Tipologia
Extra, Prima scelta. Confezionamento da 200 gr., 1 kg fino a 10 kg in contenitori di cartone, legno o plastica atossica per alimenti, sigillati in modo tale da impedire che il contenuto possa essere estratto senza la rottura dell’involucro medesimo.

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Utilizzo
In insalate miste ma anche da solo, mangiato crudo o conservato, accompagnato da salumi, formaggi, polpette, fettine impanate, spezzatino o come contorno.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 g. di prodotto crudo: Energia 26 kcal Proteine 0,9 g Glucidi 5,2 g Lipidi 0,3 g Fibre 2 g Sodio 3 mg Potassio 169 mg Provitamina A 3 480 µg Vitamina C 165 mg Vitamina B6 0,3 mg Vitamina B9 22 mg

Indirizzi Utili
Consorzio di tutela del peperone di Pontecorvo D.O.P.
Via San Grimoaldo - 03037 – PONTECORVO (FR)


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