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Ortofrutticoli e cereali
SEDANO BIANCO DI SPERLONGA

SEDANO BIANCO DI SPERLONGA
Lo sapevi che ...
Contiene importanti sostanze bioattive come gli ftalidi, composti naturali aromatici, responsabili del caratteristico aroma di sedano, capaci di esplicare attività’ anticancerogena, come dimostrano recenti studi in materia.
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Prodotto
L’Indicazione Geografica Protetta (IGP) «Sedano Bianco di Sperlonga» e’ riservata esclusivamente al sedano appartenente alla specie Apium graveolens L., ecotipo «Bianco di Sperlonga», con coste bianche o biancastre. Il caratteristico colore chiaro e’ un elemento intrinseco dell’ecotipo, che comunque può essere enfatizzato con densità di semina più fitta.
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Assaggio

Sapore dolce e moderatamente aromatico,che lo rende particolarmente indicato ad essere consumato fresco

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Caratteristiche

La zona di produzione del «Sedano Bianco di Sperlonga» è caratterizzata da una situazione pedoclimatica molto favorevole per la coltivazione del sedano.
Il suolo è costituito in parte da terreni calcarei mesozoici e in parte da terreni alluvionali limoso-calcarei.
Tipica della zona di produzione è la presenza di terreni con falda pressoché affiorante, compresi tra l’area di bonifica ed il mare, denominati «pantano», sui quali storicamente si è sviluppata la coltura del sedano, prima in piena area e poi in coltura protetta. Su tali terreni, caratterizzati da una soluzione circolante con un elevato grado di salinità, il sedano trova il suo habitat elettivo che ne esalta le caratteristiche intrinseche.
Il clima della zona interessata alla IGP, di tipo marittimo temperato, è caratterizzato da: temperatura media compresa fra 17 e 18°C; temperatura media mensile < a 10°C, per 1-3 mesi; media delle minime del mese più freddo di 6,9°C; precipitazione annuale medie di 727 e 1133 mm, con precipitazioni estive da 61 a 83 mm.
In particolare nella zona costiera si verifica uno stato di aridità intensa e prolungata da maggio ad agosto.
Tutti questi parametri risultano essere ideali per la coltivazione del sedano.
Le caratteristiche pedoclimatiche influenzano anche le caratteristiche organolettiche del «Sedano Bianco di Sperlonga».
Pianta di taglia media, compatta, recante 10-15 foglie; piccioli fogliari poco fibrosi, caratterizzati da costolature poco evidenti; calibro medio da 500 a 800 grammi;
calibro grosso oltre 800 grammi.
Foglie di colore verde chiaro; piccioli fogliari bianchi con leggera sfumatura verde chiaro; coste bianche o biancastre.
 

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Come si ottiene

La semina deve essere praticata a partire dal mese di luglio.
Il seme può essere disposto tal quale o confettato in cassette (a spaglio) oppure in contenitori alveolati.
Per la germinazione del seme e’ indispensabile la presenza di luce.
La produzione del seme avviene direttamente in azienda dove gli agricoltori operano la selezione fenotipica (ossia ottenimento del seme dalle piante migliori).
Il seme prodotto dalle singole aziende locali, ricadenti nell’areale stabilito dal disciplinare, deve essere quello iscritto al Registro volontario Regionale di cui alla legge regionale 1° marzo 2000, n. 15, che tutela la biodiversità in agricoltura.
Il trapianto delle piantine deve avvenire quando le stesse hanno raggiunto un’altezza di 10-15 cm circa.
Il sesto di impianto e’ di 25-35 cm tra le file e 25-35 cm sulla fila, con un investimento ottimale di 10-12 piante/m2.
E’ ammesso un investimento massimo di 14 piante/m2.
Il fabbisogno idrico della coltura del «Sedano Bianco di Sperlonga» è assicurato mediante irrigazione. Sono consentiti sistemi irrigui a pioggia o di micro-irrigazione.
La concimazione della coltura del sedano deve essere impostata con riferimento alle successioni di cicli colturali dell’intera annata agraria. In particolare gli apporti di azoto devono essere nell’anno complessivamente inferiori a 155 Kg/ha nel rispetto della Direttiva 91/676/CEE.
Il controllo delle erbe infestanti deve essere particolarmente curato nei primi 40-50 giorni dal trapianto in quanto il sedano, in questa fase, presenta un accrescimento lento e pertanto è poco competitivo nei confronti delle erbe infestanti.
La lotta alle malerbe è effettuata con tecniche ecocompatibili quali: mezzi fisici (solarizzazione) o mezzi manuali (sarchiatura o scerbatura). Tuttavia è consentito l’impiego di diserbanti registrati per la coltura (antigerminelli) sia in fase di pre-trapianto che in fase di post-trapianto, entro un termine massimo di 3 settimane dall’impianto.
La difesa dai parassiti deve essere effettuata secondo le tecniche di lotta integrata al fine di ridurre al minimo o di eliminare i residui di antiparassitari sul sedano.
La raccolta del «Sedano Bianco di Sperlonga», che inizia 100/150 giorni dopo il trapianto, va effettuata a mano, recidendo la pianta al di sotto del colletto.
Le piante devono essere adagiate nel contenitore, evitando che durante tale operazione si verifichino sfregamenti con conseguente rottura dei tessuti e fuoriuscita di succhi cellulari.
Inoltre l’esposizione al sole del prodotto dopo la raccolta va ridotta al minimo.

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La storia

Già molti anni prima di Cristo il sedano era apprezzato per le sue proprietà terapeutiche.
Omero nell’"Odissea" ne menziona il suo impiego come erba medicinale e racconta della permanenza di Ulisse presso la ninfa Calipso la quale offriva quotidianamente a Ulisse piatti a base di sedano, per invogliarlo a rimanere in sua compagnia, sfruttandone le proprietà terapeutiche e afrodisiache.
Altre notizie relative alle sue virtù medicinali risalgono al Medioevo, quando la badessa  benedettina e naturalista tedesca Ildegarda von Bingen (1098-1179) nella sua opera “Causae et curae o Liber compositae medicinae” citava le virtù curative del sedano, considerandolo un rimrdio per moltissimi mali.
Le prime documentazioni relative all’impiego alimentare del sedano risalgono al 1623 citate in un documento francese.
Il «Sedano Bianco di Sperlonga» è stato introdotto nella zona di Fondi e Sperlonga intorno agli anni ’60.
La coltura del sedano si rivelò fin da subito una valida forma di utilizzazione dell’area dei «Pantani», compresa fra il lago di Sperlonga ed il Mar Tirreno, caratterizzata da falda affiorante, che oggi costituisce l’ambito di elezione della coltura.
La presenza della coltura nell’areale definito dal disciplinare di produzione è comprovata da una ricca documentazione fiscale risalente ai primi anni ’60, fino ai giorni nostri, allorquando il «Sedano Bianco di Sperlonga», dopo una prima fase di introduzione, trova rapida valorizzazione commerciale e consumo sui mercati di Roma.
Negli ultimi due decenni la coltura del sedano ha fatto registrare un trend di crescita costante, fino ad ottenere la certificazione IGP nel marzo del 2010.

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Scheda tecnica
Origine
Nel territorio del comune di Fondi e del comune di Sperlonga in provincia di LATINA.

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Tipologia
Unica. Viene posto in commercio in recipienti contenenti una fila di 4-5 sedani, per un peso massimo di 5 Kg; in recipienti contenenti due file di 8-10 sedani, per un peso massimo di 10 Kg. Per le confezioni da 1 a 3 sedani e’ obbligatoria la bollatura del singolo cespo.

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Utilizzo
Ottimo crudo, in pinzimonio, o in abbinamento con il pesce azzurro, ma anche cotto o stufato; insaporisce primi piatti, intingoli, zuppe e minestre; usato nei triti per i soffritti. Non può mancare nella zuppa di fagioli secondo la ricetta locale.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Energia 11 kcal 9 Proteine 0,9 g Glucidi 1,5 g Lipidi 0,1g Fibre 2,3 g Sodio 110 mg Potassio mg 283 Vitamina C mg Vitamina B 18 µg

Indirizzi Utili
ASSOCIAZIONE PRODUTTORI SEDANO BIANCO DI SPERLONGA
Piazza Europa, 4 - 04029 - SPERLONGA (LT)
Tel. 0771/556168

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