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Ortofrutticoli e cereali
SUSINA DI DRO

SUSINA  DI DRO
Lo sapevi che ...
La susina è un frutto ricchissimo di acqua, e per tale motivo risulta particolarmente dissetante e utile al fine di recuperare i liquidi persi per sudorazione. La susina è ricca di potassio, calcio e fosforo. Discreto il contenuto di vitamina A e modesto quello di vitamina C.
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Prodotto
La Denominazione di Origine Protetta “Susina di Dro” designa il frutto fresco della cultivar locale Prugna di Dro (o Prugna Nera di Dro), comunemente detta Susina di Dro, Famiglia delle “Rosacee”, specie “Prunus Domestica, coltivata nel territorio definito nel disciplinare di produzione.
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Assaggio

Delicato gusto dolce-acidulo-aromatico e gradevole consistenza pastosa.
 

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Caratteristiche

Nella zona di produzione della DOP   questa coltivazione assume un’importanza fondamentale, paragonabile a quella della vite e del melo.
La cultivar locale “Prugna di Dro” è stata selezionata nei secoli dalla sapienza agricola dei contadini della zona di produzione, che derivavano le nuove piantine prevalentemente da seme o pollone radicale, esercitando un continuo controllo ed una pressione di miglioramento genetico massale basata sull’osservazione dei caratteri fenotipici legati soprattutto alle caratteristiche produttive degli impianti e organolettiche dei frutti.
Il suo particolare pregio è da legare ad il suo contenuto in polifenoli che influenzano in modo determinante i caratteri organolettici, il colore ed il sapore del frutto e rivestono un grande interesse dal punto di vista farmacologico.
Essi esercitano, innanzitutto, un’azione protettiva sui capillari sanguigni, favoriscono poi la secrezione dei succhi gastrici, incrementano il flusso della bile ed i movimenti intestinali, agiscono come antidepressivi.
L’elaborazione e l’accumulo di tali sostanze è fortemente correlato all’andamento climatico, soprattutto alla radiazione solare, che svolge un ruolo primario nel livello e nel ritmo di attività degli enzimi coinvolti nel metabolismo fenolico.
L’area di produzione è caratterizzata infatti da un clima particolarmente favorevole, riconosciuto come assolutamente unico nell’arco alpino, legato all’azione mitigatrice del Lago di Garda, il più grande lago italiano.
È inoltre caratterizzato da un significativo periodo di luminosità, generalmente 10 ore di luce per una media di 36000 secondi di insolazione totale accumulati (dato medio al 21/06 di ogni anno), legato alla pressoché costante limpidezza del cielo: sono le brezze regolari, in particolare quella denominata “Òra del Garda”, a garantire tale limpidezza oltre ad esercitare una benefica attenuazione delle temperature massime pomeridiane che, altrimenti, andrebbero a compromettere la componente fenolica del frutto.
Queste peculiarità climatiche si rivelano determinanti anche nella fase di svolgimento dei meccanismi fotosintetici che portano all’accumulo di carboidrati, e quindi degli zuccheri.
Infatti, la frescura tipica degli ambienti alpini, esaltata nell’area di produzione dall’azione della brezza pomeridiana precedentemente citata, consente di mantenere costante durante il giorno la produzione di fotosintati che altrimenti verrebbe ad essere inibita dalle elevate temperature estive.
Ugualmente favorevole risulta la relativa freschezza delle notti, che risentono del clima alpino condizionato dalla vicinanza di importanti massicci montuosi, che inibisce i fenomeni respiratori, negativi ai fini dell’accumulo di carboidrati, a beneficio del positivo bilancio energetico, espresso dal quantitativo finale degli zuccheri prodotti.
Il frutto presenta inoltre particolari caratteristiche di precocità, consistenza e di equilibrio complessivo di sapidità e appropriata durezza della polpa, caratteristiche sinergiche che fanno apprezzare l’unicità della “Susina di Dro”, anch’esse legate al clima particolarmente favorevole.
Sui particolari livelli di sapidità e consistenza della polpa influisce naturalmente anche la natura dei terreni che, di medio impasto tendente al sabbioso con lieve componente argillosa e leggermente alcalini, favoriscono particolarmente l’assorbimento di fosforo, potassio, calcio e magnesio.
Altra caratteristica di particolare pregio è data dalla presenza della pruina, un’abbondante patina biancastra che ricopre la superficie del frutto, correlata invece alla relativa freschezza delle notti, che risentono del clima alpino condizionato dalla vicinanza di importanti massicci montuosi.
Nella zona di produzione sono quindi particolarmente miti le stagioni invernali, così come le estati non presentano se non sporadicamente periodi di siccità ed eccessi termici: queste caratteristiche, che si aggiungono anche alla significativa luminosità giornaliera nonché a caratteristiche pedologiche di pregio, riconducibili geologicamente a formazioni sedimentarie marine, fanno di questo territorio un’oasi particolarmente felice per la coltivazione della susina e sono in grado di conferire alla stessa le caratteristiche tipiche relative alla composizione chimica, alla serbevolezza ed alla presenza della pruina.
Il frutto ha forma ovale, moderatamente allungata, con polpa compatta, ricoperti dalla caratteristica pruina biancastra.
Il colore della buccia è da rosso-violaceo a blu-viola scuro, con presenza di patina pruinosa, a volte con piccole superfici verdastre; la polpa è gialla o verde-gialla.

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Come si ottiene

Per i nuovi impianti il materiale di propagazione deve essere provvisto di certificazione CAC (Conformità Agricola Comunitaria).
 Le forme di allevamento previste sono due: pieno vento e fusetto.
Per la produzione  non sono ammessi susineti con più di 2.500 piante per ettaro.
Al fine di mantenere e accrescere la dotazione di sostanza organica, e di conseguenza la vitalità microbiologica dei terreni ed il necessario equilibrio nutrizionale, è obbligatorio l’inerbimento dei filari, mentre sono consentite le pratiche di diserbo lungo il filare.
Concimazione minerale, difesa fitosanitaria, irrigazione, verranno gestite secondo le tecniche tradizionalmente adottate nella zona di produzione.
Le produzioni massime realizzabili nella zona di produzione non possono superare le 78 t/ha. Il controllo del carico produttivo viene eseguito attraverso una opportuna gestione delle operazioni di potatura, effettuate manualmente nel periodo compreso tra il primo ottobre e il trentun marzo.
La raccolta viene effettuata esclusivamente a mano nei mesi di luglio, agosto e settembre, rispettando la scalarità di maturazione tipica dei diversi microclimi vallivi e collinari e delle varietà.
 Le susine denominate DOP “Susina di Dro” devono essere confezionate nella zona di produzione per evitare deterioramenti dei frutti e ammuffimenti della massa, inoltre una rapida chiusura della filiera influisce positivamente sul mantenimento del caratteristico strato di pruina che ricopre i frutti.

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La storia

L’area agricola di produzione della DOP “Susina di Dro” già nel 1284 era definita con la dicitura “di Dro” come punto di riferimento storico-agricolo nei 42 capitolati delle Carte di Regola del “Piano del Sarca”.
Successivamente il Vescovo Angelo Massarelli (1510-1566), segretario del Concilio di Trento (1545-1563), scriveva in merito a “le pruna provenienti dal castello di Riva” e che la produzione di quella frutta “non è accidentale o fuor dell’usato, ma ogni anno sempre maturano a quest’epoca ciocchè parve a tutti cosa assai maravigliosa”.
Anche il naturalista Agostino Perini (1802-1878) in “Statistica del Trentino” confermava nel 1852 la coltivazione de “le brugne nere” in quell’area.
La susinicoltura industriale decolla nel 1911 con la costituzione del Consorzio Cooperativo “Lega dei Contadini del Bacino Arcense”, che già alla sua nascita contava 650 soci.
Nel 1941 il suo Consiglio di Amministrazione si impegnò in un costoso ampliamento dei magazzini e nella realizzazione di un moderno impianto di essiccazione della “Susina di Dro” che all’inizio degli anni ’60 arrivò a produrre 150 tonnellate di prugne secche. L’uso del nome è testimoniato dai libri contabili.
L’intera comunità della Valle del Sarca, da sempre sensibile alla valorizzazione della specificità qualitativa della DOP “Susina di Dro” si è attivata sul piano culturale in un contesto di sinergia turistico-territoriale-agroalimentare.
Significative iniziative sono la “Settimana del Prugno Fiorito di Dro”, appuntamento ricorrente dall’inizio degli anni ’70, poi sfociato nella più moderna manifestazione agostana denominata “Dro: il tempo delle prugne”.
La maggior parte degli attuali 600 soci della Cooperativa Ortofrutticola Valli del Sarca - Garda Trentino, ove viene raccolta e commercializzata la DOP “Susina di Dro”, traggono da questa coltivazione un reddito integrativo rispetto ad altre produzioni agricole tipiche della zona o rispetto ad altre attività svolte anche al di fuori del contesto agricolo.
Dal marzo 2012 è certificata come prodotto DOP.

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Scheda tecnica
Origine
Nei seguenti comuni della Provincia Autonoma di TRENTO: Arco, Bleggio Inferiore, Bleggio Superiore, Calavino, Cavedine, Fiavè, Dorsino, Drena, Dro, Lasino, Lomaso, Nago-Torbole, Padergnone, Riva del Garda, San Lorenzo in Banale, Stenico, Tenno, Terlago, Vezzano e Trento, quest’ultimo limitatamente alle frazioni di Cadine, Sopramonte, Sant’Anna, Vigolo Baselga e Baselga del Bondone.

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Tipologia
Unica. Conformemente alla normativa in vigore, tutte le tipologie di confezione saranno chiuse attraverso un retino, un film od un coperchio.

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Utilizzo
Allo stato fresco, nella preparazione di dolci, marmellate, essiccate, sciroppate. Un piatto tipico del Trentino sono i Gnocchi di susine, ma viene abbinata anche a piatti di carne e selvaggina.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Parte edibile % 89 Acqua g. 87,5 Proteine g. 0,5 Grassi g. 0,1 Zuccheri disponibili g. 10,5 Fibra g. 1,4 Energia kcal 42 Ferro mg. 0,2 Calcio mg. 13 Fosforo mg. 14 Sodio g. 2 Potassio mg. 190 Vitamina b1 mg. 0,08 Vitamina b2 mg. 0,05 Vitamina pp mg. 0,5 Vitamina a mcg. 16 Vitamina c mg. 5

Indirizzi Utili




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