header

Ortofrutticoli e cereali
AGLIO DI VOGHIERA

AGLIO DI VOGHIERA
Lo sapevi che ...
Nel folclore europeo, si riteneva che l’aglio tenesse lontani i vampiri e si indossava in un sacchetto intorno al collo. Questa tradizione si può collegare al fatto che i vampiri erano considerati dei "parassiti" e conseguentemente l’aglio, avendo proprietà antibatteriche, li teneva lontani.
linea
Prodotto
La DOP "Aglio di Voghiera " e’ ottenuta con bulbi della specie Allium sativum L., ecotipo locale Aglio di Voghiera
linea
Assaggio

Sapore dolce, delicato, fresco e mai pungente.
 

linea
Caratteristiche

Di colore bianco luminoso e uniforme, raramente striato di rosa, il bulbo dell’Aglio di Voghiera Dop è di grossa pezzatura e ha una forma rotondeggiante, leggermente appiattita nel punto in cui si inserisce l’apparato radicale.
E’ formato da una corona di pochi, grandi, spicchi regolari (chiamati bulbilli), uniti e ben compatti tra loro, avvolti da sottili tuniche bianche o striate di rosa, con una tipica curvatura esterna.
Il suo sapore gentile e mai troppo acre, si accompagna a un tipico aroma, caratterizzato dall’abbondante presenza di allicina potente battericida che si sviluppa al momento dello schiacciamento o del taglio degli spicchi.
L’aglio di Voghiera Dop, essiccato in modo assolutamente naturale, è disponibile sul mercato in diverse tipologie: fresco o verde, cioè quasi appena raccolto e con lo stelo ancora verde; semisecco, ossia con lo stelo che vira al bianco, ma non completamente secco; secco, con stelo, tunica esterna e interna, completamente secchi. 
Apprezzato fin dall’antichità, l’Aglio di Voghiera Dop è il condimento che dà gusto e profumo a moltissimi piatti della cucina classica e creativa.
Per mantenerne intatta la delicatezza, gli spicchi si possono lasciare interi o in camicia (con la buccia); mentre per sfruttarne al massimo l’aroma intenso e piccante, si possono pestare nel mortaio, schiacciare interi o tritare al coltello.
Dotato di grande conservabilità, l’Aglio di Voghiera Dop si mantiene inalterato per lunghi periodi.
I bulbi vanno appesi in un luogo fresco, asciutto e ben ventilato. In alternativa, gli spicchi si possono sbucciare e poi congelare.
L’aglio non nasce dai semi prodotti dallo stelo floreale bensì, per via vegetativa, dai bulbilli interrati. Solo i bulbilli più carnosi, sani e uniformi, sono utilizzati per la riproduzione. Bulbi e steli, tradizionalmente lavorati a mano, sono fatti essiccare e successivamente confezionati in vari formati.
Il clima tipico della pianura di coltivazione, unito alla maestria dei produttori e a una fine sapienza artigianale, tramandata da una generazione all’altra, permettono al consumatore di assaporare in tavola un prodotto unico e di elevata qualità.

linea
Come si ottiene

L’Aglio di Voghiera e’ una coltura da rinnovo. La rotazione deve essere almeno di quattro anni con colture cerealicole o proteologinose.
La preparazione del terreno avviene con aratura alla profondità da cm 40 a cm 50; l’aratura estiva deve essere seguita da una successiva fresatura, seguita poi da una concimazione; il terreno deve apparire livellato, ben frantumato per consentire un adeguato scolo delle acque.
Il ciclo di coltivazione e’ annuale con semina in autunno.
La riproduzione del bulbillo avviene per via vegetativa, esso deve essere privo di patogeni e di qualsiasi microferita, deve provenire da un bulbo dell’anno in cui sono ben evidenti i bulbilli.
Il bulbo prima della sgranatura deve essere scaldato con termoconvettore di aria calda, dai 25°C ai 35°C, per un periodo da 8 a 10 ore, al fine di eliminare l’umidità da un 5% ad un 10%.
Il bulbillo deve presentare uniformità di pezzatura e di colore ed essere turgido e carnoso. Ogni azienda seleziona manualmente la quota di prodotto necessaria per produrre "il seme".
Qualora l’azienda agricola non sia in grado di produrre il materiale di riproduzione o quello prodotto non sia sufficiente al suo fabbisogno, può reperirlo presso altri produttori dell’area della DOP.
Le fasi per l’ottenimento del materiale da seminare prevedono:
A. la selezione manuale dei bulbi, detti "teste", dai mazzi di aglio della partita destinata alla semina;
B. l’eliminazione manuale dei bulbilli esterni al bulbo detti "denti";
C. lo schiacciamento dei bulbi che puo’ avvenire manualmente o meccanicamente;
D. l’eliminazione, mediante ventilazione ed asporto manuale, delle tuniche esterne di contenimento e dell’apparato radicale;
E. la selezione dei bulbilli ottenuti dalle operazioni precedenti può avvenire con modalità completamente manuale oppure con l’ausilio di una selezionatrice meccanica che contemporaneamente effettua anche la ventilazione. In questo caso si effettuerà una successiva selezione manuale finale dei bulbilli adatti ad essere seminati.
La semina avviene dal 15 settembre al 30 novembre.
Profondità minima dei bulbilli 6 cm.; distanze fra le file da minimo 20 cm a massimo 50 cm e sulla fila minimo 8 cm.
La posizione delle piantine deve essere tale da evitare lo scalzamento delle radici durante l’inverno o una moria per asfissia radicale, ed inoltre deve consentire l’agevolazione delle operazioni colturali in particolare la sarchiatura meccanica.
La semina può avvenire manualmente, con macchine agevolatrici o essere totalmente meccanizzata con seminatrici pneumatiche.
E’ ammessa la concia del seme.
La quantità di "seme" da impiegare varia a seconda della dimensione dei bulbilli, ed e’ compresa fra 600 e 1300 kg/ettaro.
Nella concimazione vanno distribuiti al max 150 kg/ha di P2O5, 200 kg/ha di K2O. L’azoto, distribuito con più interventi o con un unico intervento se si usano concimi a lenta cessione, non deve superare i 150 kg/ha.
Sono ammesse le concimazioni fogliari per l’apporto di macro e microelementi.
La distribuzione dell’acqua irrigua deve essere uniforme, non deve provocare ristagno idrico in campo; si eseguono da 1 a 3 irrigazioni per aspersione, con un apporto massimo per ciascun intervento di 300-350 m3/ha di acqua. E’ fondamentale apportare acqua nella fase dell’ingrossamento del bulbo quando la piovosità e’ scarsa e insufficiente (inferiore a 40 mm di pioggia ogni quindici giorni).
Nel caso in cui si effettuano irrigazioni alla coltura, queste andranno sospese quindici giorni prima della raccolta per permettere una migliore maturazione del bulbo e non compromettere la sua successiva conservazione.
La raccolta dell’aglio di Voghiera avviene dal 10 giugno sino al 31 luglio in funzione della destinazione sul mercato come aglio di Voghiera "verde/fresco", "semisecco" o "secco".
L’estirpazione puo’ avvenire completamente a mano, con l’ausilio di macchine agevolatrici o essere completamente meccanizzata.
Aglio verde/fresco si intende quello immesso al consumo dal giorno dell’estirpazione al quinto giorno dall’estirpazione stessa;
Aglio semisecco si intende quello immesso al consumo tra il sesto e il decimo giorno dall’estirpazione;
Aglio secco si intende quello immesso al mercato dall’undicesimo giorno dopo l’estirpazione.
Al momento dell’estirpazione la produzione massima di aglio di Voghiera e’ di 20 t/ha.
Dopo essere stato estirpato il prodotto deve subire una essiccazione naturale. Essa puo’ avvenire in tre modi:
1. in pieno campo, per un periodo che va da cinque a dieci giorni;
2. in azienda per un periodo da dieci a quaranta giorni; l’aglio e’ disposto su bancali di legno per favorire il ricircolo dell’aria; durante la notte l’aglio e’ posto al riparo dall’umidità, o sotto tettoie o coperto con appositi teli di nylon;
3. in atmosfera controllata, in camere isolate per un periodo da ventiquattro a trentasei ore, ad una temperatura da 25°C a 35°C.
Le operazioni di produzione e condizionamento devono avvenire necessariamente nell’ambito della zona di produzione per impedire che il trasporto e le eccessive manipolazioni possano provocare la rottura delle teste e soprattutto la frammentazione delle cuticole generando il rischio di muffe e deterioramento del prodotto.

linea
La storia

Si hanno notizie di questo ortaggio nell’antico Egitto, dai Greci e dai Romani, come toccasana contro diverse malattie.
Nella Bibbia viene citato come cibo del quale gli ebrei soffrono la mancanza durante l’ esodo attraverso il deserto.
Nel Medioevo si credeva fosse utile per combattere la peste.
Sapore autentico della tradizione, l’ Aglio di Voghiera vanta un profondo legame con il territorio d’origine e le genti che lo abitano.
E’ coltivato da secoli nella fertile Pianura Padana Ferrarese, ecosistema dalle condizioni climatiche peculiari da sempre vocato alla produzione di aglio.
Fin dall’epoca degli Estensi, signori di Ferrara dal 1288 al 1598, l’area dell’antica Voghenza, oggi Voghiera, è destinata alla coltivazione di piante da orto, erbe aromatiche e soprattutto aglio.
Nel 1435, quando Niccolò III d’Este (1383-1441) costruì il castello di Belriguardo, l’orticoltura e l’allevamento si misero al passo per rifornire i banchetti di corte: l’aglio era necessario per coprire gli odori e i sapori delle carni e di tutti quegli alimenti guastati dalla cattiva conservazione.
Dopo la fine della dominazione estense, illustri proprietari della zona che avevano apprezzato il valore e la qualità di queste fertili terre, un tempo situate lungo il corso del fiume Po, hanno portato avanti la coltivazione dell’aglio che si è mantenuta fino ai nostri giorni.
Grazie al suolo leggero, con sabbie di origini fluviali, argilloso e limoso, che favorisce l’equilibrio tra qualità e aromaticità, le caratteristiche organolettiche dell’Aglio di Voghiera Dop sono insuperabili e lo distinguono, fin dal primo assaggio, da ogni altro tipo di aglio.
Dal maggio del 2010 è certificato prodotto DOP.

linea
Scheda tecnica
Origine
Nei territori del comune di Voghiera, di Masi Torello, Portomaggiore, Argenta e Ferrara. Tutti i comuni citati sono in provincia di FERRARA.

linealinea
Tipologia
Extra, dal calibro minimo di 45 mm.; Prima, dal calibro minimo di 40 mm. Viene posto in commercio in Retino: da 100 a 500 g. - Treccia: da 500 g. a 2 kg. - Sacchi: da 1 a kg.

linealinea
Utilizzo
Per cucinare, crudo, intero o sminuzzato, secco in polvere, spremuto.

linealinea
Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 g. di prodotto Energia 149 kcal (620 kJ); Proteine 6,06 g; Carboidrati totali 33,07 g; Fibre 2,1 g; Grassi Totali 0,25 g; Saturi 89 mg; Monoinsaturi 11 mg; Polinsaturi 249 mg; Acqua 58,58 g; Tiamina (Vit. B1) 200 µg; Riboflavina (Vit. B2) 110 µg; Niacina (Vit. B3) 700 µg; Acido pantotenico (Vit. B5) 596 µg; Vitamina B6 1235 µg; Acido folico (Vit. B9) 3 µg; Vitamina C 31,2 mg; Vitamina E 0,01 mg; Calcio 181 mg; Ferro 1,7 mg; Fosforo 153 mg; Magnesio 25 mg; Manganese 1672 µg; Potassio 401 mg; Rame 299 µg; Selenio 14,2 µg; Sodio 17 mg; Zinco 1,16 mg.

Indirizzi Utili
CONSORZIO PRODUTTORI AGLIO DI VOGHIERA
Sede legale - Viale Bruno Buozzi, 12/b -44019 - VOGHIERA (FE) Sede operativa - Via Provinciale, 15/b - 44019 - GUALDO DI VOGHIERA (FE)

www.agliodivoghiera.it
info@agliodivoghiera.it
linea




back