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Ortofrutticoli e cereali
MELONE MANTOVANO

MELONE MANTOVANO
Lo sapevi che ...
Si possono citare le numerose manifestazioni e gli eventi di carattere promozionale (sagre, fiere, feste tradizionali) che annualmente si svolgono in numerose località dell’area di produzione del “Melone Mantovano”, anche allo scopo di far conoscere ai consumatori, non solo locali, le qualità organolettiche e le possibili utilizzazioni gastronomiche del “Melone Mantovano”. Tra quelle più note ed ormai affermate che annualmente fanno registrare la partecipazione di migliaia di visitatori ed appassionati estimatori dei diversi piatti a base di melone (antipasti, risotti, salse e dessert) si possono citare “Melonaria”, oltre alle Fiere e Sagre del “Melone tipico Mantovano” che da tempo si svolgono nei comuni di Sermide, Viadana, Gazoldo degli Ippoliti, Rodigo, Castellucchio, Goito, Casteldidone e nella città di Mantova.
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Prodotto
L’Indicazione Geografica Protetta I.G.P. “Melone Mantovano” designa i meloni allo stato fresco prodotti nella zona delimitata dal disciplinare di produzione, riferibili alle seguenti varietà botaniche di Cucumis melo L.: varietà cantalupensis (melone cantalupo) e varietà reticulatus (melone retato). L’I.G.P. “Melone Mantovano” è rappresentata dalle seguenti tipologie di frutto: liscio o retato (con o senza incisura della fetta). Le cultivar utilizzate sono riconducibili alle seguenti tipologie di riferimento: “Harper” (tipologia retata senza incisura della fetta), “Supermarket” (tipologia retata con incisura della fetta), (tipologia liscia).
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Assaggio

Dolcezza, durezza (intesa come consistenza), fibrosità e succosità sono le caratteristiche sensoriali che descrivono e distinguono i frutti del “Melone Mantovano”, mentre l’odore di fungo e di polpa di anguria, l’aroma di tiglio e l’aroma di zucchino sono i descrittori peculiari rilevabili dal profilo sensoriale.

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Caratteristiche

Gli importanti risultati e la reputazione – ampiamente riconosciuta e testimoniata da numerosi articoli sulla stampa specializzata – sono stati conseguiti unendo una secolare “cultura del melone” (intesa come patrimonio di conoscenze e competenze tramandata per generazioni tra i coltivatori) ai fattori pedo-climatici propri della zona di produzione.
Esaminando le Carte pedologiche della Regione Lombardia e della Regione Emilia-Romagna si riscontra che l’area di produzione del “Melone Mantovano” si caratterizza per la presenza di suoli di elevata fertilità, generalmente riconducibili ai tipi Fluvisols, Vertisols, Calcisols e Luvisols, come descritti dalla FAO nel World Reference Base for Soil Resources (FAO – WRB, 1998).
Il comprensorio, caratterizzato da un territorio a morfologia pianeggiante di origine fluviale e fluvioglaciale, è stato rimaneggiato nei secoli dall’azione erosivo-deposizionale di ben cinque fiumi: Mincio, Oglio, Secchia, Panaro e Po.
L’altimetria è compresa tra un max di m 50 sul livello del mare, rilevata nella parte più settentrionale (Rodigo) e un minimo di m 10 s.l.m. nelle vicinanze del fiume Po.
Il clima, caratterizzato da inverni freddi ed estati caldo-umide, con relativa uniformità delle temperature, promuove lo sviluppo della pianta e favorisce una regolare fioritura ed allegagione. Il mese più freddo è gennaio, con temperatura media di 2,7 °C, mentre quello più caldo è luglio con una media di 25 °C; la radiazione solare media annua è pari a 1331 kWh/m2.
Inoltre la zona interessata dal corso dei cinque fiumi, si caratterizza anche per avere una falda relativamente superficiale ed un gradiente medio annuo di piovosità compreso tra 600 e 700 millimetri.
Così nei terreni particolarmente profondi e permeabili dell’areale di produzione dell’I.G.P. “Melone Mantovano” le radici estese e vigorose di questa cucurbitacea possono facilmente penetrare in profondità e garantire un regolare apporto di acqua ed elementi nutritivi alla pianta, evitando qualsiasi tipo di “stress”, anche nelle fasi particolarmente delicate di fioritura, allegagione ed ingrossamento dei frutti.
Anche l’acqua di falda utilizzata per l’irrigazione e caratterizzata da una elevata concentrazione di sali minerali disciolti, contribuisce ad esaltare le caratteristiche organolettiche e qualitative dei frutti.
Durante il periodo di coltivazione il concorso tra l’alta temperatura media, la radiazione solare e la scarsa piovosità, unite a un equilibrato e regolare apporto idrico e nutrizionale, si riflette sull’alto contenuto zuccherino e sull’espressione degli aromi caratteristici del frutto, chiaramente evidenziati dai profili sensoriali riportati nei “Quaderni della ricerca della Regione Lombardia” (Anni 2003-2005).
Questi fattori microambientali specifici e peculiari, uniti all’esperienza secolare nell’adozione delle più opportune tecniche colturali ed alla messa a punto di pratiche di coltivazione sostenibile, contribuiscono a conferire al “Melone Mantovano I.G.P.” una reputazione solida, che gli deriva da peculiarità uniche ed irripetibili su tutto il territorio nazionale.
Caratteristiche per varietà.
Tipologia liscia: forma sferica o sub-sferica; colore esocarpo (buccia) crema-paglierino; colore mesocarpo (polpa) giallo - arancio.
Tipologia retata: forma ovale o tonda; colore esocarpo (buccia) crema-paglierino o verde, con o senza incisura della fetta; colore mesocarpo (polpa) arancio - salmone.
Per entrambe le varietà spessore mesocarpo ≥ 24 mm; consistenza ≥ 0,5 kg su una superficie equivalente di un cerchio del diametro di 8 millimetri; contenuto zuccheri ≥ 12° Brix.

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Come si ottiene

La coltivazione dell’Indicazione Geografica Protetta I.G.P., “Melone Mantovano”, può essere effettuata in pieno campo, in coltura semiforzata in tunnellini o in coltura forzata in serra o tunnel ricoperto con film di polietilene o altro materiale plastico di copertura, completamente amovibile.
La coltivazione, tradizionalmente attuata nelle zone particolarmente vocate su terreni profondi e freschi, consente l’ottenimento di frutti di qualità, adottando le tecniche colturali di seguito riportate:
- la semina diretta può avvenire a partire dalla prima decade di aprile;
- il trapianto, effettuato su terreno pacciamato, si esegue dalla seconda metà di febbraio a luglio, utilizzando piantine franche di piede allevate in contenitore, o piantine innestate su portainnesti resistenti alle malattie telluriche;
- l’investimento prevede, in relazione al sistema di coltivazione, densità variabili fino ad un massimo di 5.000 piante per ettaro;
- la forma di allevamento è quella orizzontale sia in pieno campo che in coltura protetta ed è ammessa la cimatura;
- l’impollinazione deve avvenire esclusivamente con l’ausilio di insetti pronubi quali Apis mellifera o Bombus terrestris, mentre è vietato l’impiego di qualsiasi sostanza ormonale;
- la concimazione organica e/o minerale può essere effettuata sia in fase di preparazione del terreno che in copertura, in relazione al fabbisogno delle piante ed alla dotazione del terreno, ed è consentito il ricorso alla fertirrigazione;
- l’irrigazione può avvenire sia con il sistema localizzata a manichetta o a goccia, oltre che per aspersione o infiltrazione da solchi;
- la maturazione deve avvenire naturalmente, senza alcun ricorso a prodotti chimici di sintesi;
- la raccolta viene effettuata anche giornalmente sia per i tipi lisci che per i tipi retati.
La produzione massima consentita per l’ I.G.P. “Melone Mantovano” non deve superare le 30 t/ha per la tipologia liscia e le 38 t/ha per le tipologie retate.
Trattandosi di frutti climaterici i meloni dell’ I.G.P. “Melone Mantovano” devono essere sottoposti entro 24 ore dalla raccolta ad operazioni di cernita e bollinatura, direttamente in azienda o presso idonee strutture di lavorazione.
Inoltre dopo la raccolta e la cernita i frutti dell’I.G.P. “Melone Mantovano” possono anche essere sottoposti alle operazioni di taglio, affettatura ed eliminazione di esocarpo ed endocarpo, per la commercializzazione come prodotto di IV gamma. Entro le 24 ore dalla raccolta il prodotto destinato alla IV gamma deve essere raffreddato tagliato e confezionato per preservare inalterate le qualità organolettiche e di qualità.

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La storia

Nel Duemila, i restauri della chiesa di Sermide (MN) hanno portato alla luce, sull’arco che separa l’abside dal presbiterio, alcune decorazioni in cui compaiono i prodotti ortofrutticoli locali, tra i quali si distinguono in bella evidenza i meloni, frammisti a cipolle, zucche, uva e fichi. È questa la testimonianza – senz’altro attendibile – della presenza in zona del melone sin da tempi assai remoti. Infatti la costruzione della chiesa dedicata alla Santa Croce (e probabilmente voluta dai monaci Benedettini) risale ai secoli XI e XII d.C.
La reputazione del melone nel Mantovano è antica, come risulta dalle documentazioni storiche che risalgono alla fine del Quattrocento, oltre che dai diversi scritti e da testimonianze facenti parte dell’archivio dei Gonzaga di Mantova, in cui si riportano notizie dettagliate degli appezzamenti destinati ai meloni provenienti da queste terre.
In una lettera datata 20 agosto 1529 si legge: "...la quantità de li meloni che vene ogni matina in su la piaza è una cossa granda, et molti belli et boni…".
Sempre nell’archivio Gonzaga si trova notizia che il Podestà del Marchionato de Viadana Felice Fiera spedisce quattro bellissimi meloni al Duca Francesco III Gonzaga (1533 - 1550)  e li fa accompagnare da alcune raccomandazioni scritte al “signor Castelano et Secretario di Sua Eccellentia". Scrive dunque il Podestà il 3 agosto 1548: "Molto magnifico signor mio observandissimo. Mando quatro meloni ch’io credo sian boni, ma sono bellissimi. La supplico farne aver dono a madama illustrissima et al cardinale et a sua eccelentia perché non ancora parse qua de più belli, et a vostra signoria baso le mani et mi raccomando. Da Viadana alli 3 di Agosto 1548. Di vostra signoria Parente et servitore Felice Fiera" 
Altra testimonianza documentata, avvolta tra storia e leggenda, è la presunta morte di Alfonso I d’Este (1476-1534), duca di Ferrara, Modena e Reggio Emilia dal 1505 al 1534 e sposo della famosissima Lucrezia Borgia (1480-1519), a causa di una indigestione di meloni.
L’importanza della coltivazione di tale frutto nella zona geografica di produzione, è testimoniata anche da reperti architettonici e iconografici risalenti al 1579, che testimoniano la presenza di un oratorio dedicato a “Santa Maria del melone”, nella centralissima via Cavour di Mantova.
Anche su alcune maioliche della metà del XVII secolo esposte nel Museo civico “A.Parazzi” di Viadana sono raffigurati meloni che fanno da sfondo ad animali e ad altre immagini; nello stesso museo c’è un olio su tela risalente al sec. XVII che raffigura, con altri frutti, anche il melone; a Sabbioneta, nel Palazzo Giardino, vi sono affreschi rappresentanti scene tratte dal mondo della natura dove, con fiori e uccelli, fanno bella mostra di sé anche alcuni stupendi meloni.
Per il decoro della volta della Sala Consigliare del Consorzio dei Partecipanti di San Giovanni in Persiceto (BO) il pittore Angelo Lamma raffigura i meloni tra i prodotti tipici locali di allora (1833).
Tali testimonianze attestano anche l’abilità degli agricoltori della zona nella scelta delle varietà e nell’ adozione delle tecniche colturali più idonee alla produzione di frutti di buona qualità, capacità che si è mantenuta ininterrottamente sino a oggi.
Ha ottenuto la registrazione UE per l’IGP nel novembre 2013.

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Scheda tecnica
Origine
Nella provincia di MANTOVA la zona di produzione comprende l’intero territorio amministrativo dei Comuni di Borgoforte, Carbonara di Po, Castellucchio, Cavriana, Ceresara, Commessaggio, Dosolo, Felonica, Gazoldo degli Ippoliti, Gazzuolo, Goito, Magnacavallo, Marcaria, Mariana Mantovana, Piubega, Poggio Rusco, Pomponesco, Quistello, Redondesco, Rivarolo Mantovano, Rodigo, Sabbioneta, San Benedetto Po, San Martino dall’Argine, Sermide e Viadana. Nella provincia di CREMONA l’intero territorio amministrativo dei seguenti Comuni: Casalmaggiore, Casteldidone, Gussola, Martignana di Po, Rivarolo del Re ed Uniti, San Giovanni in Croce, Solarolo Rainerio e Spineda. Nella provincia di MODENA l’intero territorio amministrativo dei seguenti Comuni: Concordia sulla Secchia, Mirandola e San Felice sul Panaro. Nella provincia di BOLOGNA l’intero territorio amministrativo dei seguenti Comuni: Crevalcore, Galliera e San Giovanni in Persiceto. Nella provincia di FERRARA l’intero territorio amministrativo dei seguenti Comuni: Bondeno, Cento e Sant’Agostino.

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Tipologia
Liscio (Honey Moon); Retato (Harper senza incisura della fetta; Supermarket con incisura della fetta) . Viene immesso al consumo in conformità alle norme richieste dal Regolamento Comunitario, utilizzando una delle confezioni in cartone, legno o materiale plastico, di seguito riportate: • bins; • cartone telescopico (traypak); • plateaux in cartone nuovo; • cassetta in legno nuova; • cassetta riutilizzabile in materiale plastico; • confezioni sigillate con più frutti (vassoi, cartoni e sacchetti).

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Utilizzo
Al naturale come frutta o in macedonie; abbinato a salumi (notoriamente con il prosciutto crudo); come ingrediente di insalate miste; Risotto al Melone; grigliato e condito con sale, pepe, olio.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Energia 34 Kcal. Acqua 90 g. Lipidi 0,2 g. Acidi grassi saturi 0,1 g. Acidi grassi polinsaturi 0,1 g. Sodio 16 mg. Potassio 267 mg. Glucidi 8 g. Fibra alimentare 0,9 g. Zucchero 8 g. Acido ascorbico 36,7 mg. Calcio 9 mg Ferro 0,2 mg. Piridossina 0,1 mg. Magnesio 12 mg.

Indirizzi Utili
CONSORZIO DEL MELONE MANTOVANO
Via Ludovico Ariosto, 30/A - 46028 SERMIDE (MN)
Tel.335.60.87.178
www.melonemantovano.it
info@melonemantovano.it
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