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Pesci, molluschi e crostacei
TINCA GOBBA DORATA DEL PIANALTO DI POIRINO

TINCA GOBBA DORATA DEL PIANALTO  DI POIRINO
Lo sapevi che ...
Nel dialetto piemontese il laghetto artificiale utilizzato per l’allevamento della Tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino viene chiamato “Tampa”.
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Prodotto
La denominazione «Tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino» distingue gli esemplari, allo stato fresco, della specie Tinca (Tinca tinca) allevati, cresciuti e nati, da riproduttori a loro volta nati e cresciuti, nell’area geografica individuata dal disciplinare di produzione.
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Assaggio

Sapore di pesce, tenue e delicato, meno deciso del pesce di mare, prive di sapori sgradevoli di fango, limo o erba.

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Caratteristiche

Il Pianalto di Poirino risulta isolato rispetto alle acque superficiali scendenti dalla catena alpina e le falde freatiche si trovano al di sotto della coltre diluviale, le precipitazioni nella zona sono scarse, e le ristrette dimensioni del bacino imbrifero convogliano velocemente a valle le acque di scorrimento.
La particolare natura argillosa dei terreni si presta alla costruzione e alla escavazione di stagni per trattenere le acque.
Le prime opere in tal senso risalgono a più di tre secoli addietro e testimoniano anche l’uso dell’argilla per costruzione.
Il paesaggio rurale era ed è ancora contraddistinto da un gran numero di piccole e grandi peschiere ricavate spesso nelle vicinanza di abitazioni e borgate. In questi invasi da sempre si allevano le tinche, sia come fonte supplettiva di proteine sia come prodotto da commercio.
La maggior parte delle peschiere è distribuita sul territorio del comune di Poirino, ma molte altre, per un totale di circa 400 invasi, si trovano in tutto il Pianalto e imprimono al paesaggio una nota veramente caratteristica.
Le tinche provenienti da allevamenti in peschiera del Pianalto di Poirino sono fra le migliori che si conoscano; in esse non si avverte infatti quel sapore di fango più o meno intenso che normalmente accompagna le carni delle tinche di risaia o provenienti da fiumi o laghi siti in terreni meno dotati di quelli del Pianalto.
La tinca costituisce il prodotto tipico della zona ed il consumo avviene generalmente sul posto presso alberghi e trattorie che assorbono la quasi totalità della produzione.
L’allevamento della tinca nelle peschiere è pressoché generale presso la popolazione rurale, a causa del notevole richiamo di visitatori e consumatori che determina, ed è considerata come un tradizionale fattore di notevole importanza nell’economia locale.
Carni tenere, morbide, abbastanza compatte, scarse di grassi. Livrea giallo dorata, muco cutaneo trasparente, cornea trasparente e pupilla nera, bulbo giallo o aranciato, branchie rosso vivo o roseo.
Il Disciplinare di produzione prevede che abbia le seguenti caratteristiche morfologiche e precisamente: spiccata colorazione giallo dorata della livrea, dorso curvo e gibboso.

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Come si ottiene

Come si alleva.
Gli avannotti, che sono immessi nelle peschiere anche associati a riproduttori e tinche di taglia intermedia, vengono lasciati crescere sino al raggiungimento della taglia desiderata.
La Tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino è rigorosamente allevata in monocoltura.
La pezzatura prodotta varia dalla taglia da consumo, al novellame da ripopolamento, ai riproduttori.
La tinca si alleva sia negli stagni in argilla esistenti e sia in nuovi bacini in argilla, purché realizzati entro i limiti della zona di produzione.
L’approvvigionamento idrico può essere effettuato:
a) da acque meteoriche
b) da acque superficiali,
c) da acque di captazione da falda.
Saranno utilizzati gli stagni, realizzati in argilla, già in uso e sarà possibile la realizzazione di nuovi invasi in argilla. Considerando le particolari caratteristiche geologiche della zona, non sono ammessi stagni dotati di totale impermeabilizzazione artificiale o realizzati con materiale diverso dall’argilla del Pianalto.
Onde evitare forme di inquinamento dovute alle pratiche colturali dei terreni circostanti sarà realizzata una fascia di inerbimento perimetrale degli stagni della larghezza minima di metri 5; nella suddetta fascia tampone è fatto divieto dell’uso di sostanze diserbanti.
Per ottenere la disponibilità di novellame sono ammessi la selezione e l’incrocio di riproduttori purché aventi le caratteristiche descritte. Si potrà ricorrere sia alla riproduzione naturale sia alla riproduzione artificiale.
L’alimentazione in allevamento sarà favorita mediante pratiche di fertilizzazione naturali dei bacini al fine di ottenere zooplancton per lo svezzamento e la crescita degli avannotti. In seguito, durante la fase di ingrasso, si potrà fare ricorso a sistemi di integrazione alimentare, preparati con alimenti non derivati da farine di carne e non derivati da organismi geneticamente modificati, nei quali il tenore proteico, opportunamente distribuito tra proteine di origine vegetale e animale, non superi il 45% del peso. In particolare si individuano le seguenti materie prime:
a) cereali, granaglie e loro prodotti e sottoprodotti;
b) semi oleosi e loro prodotti e sottoprodotti;
c) semi di leguminose e loro prodotti e sottoprodotti;
d) latte e derivati;
e) uova e derivati;
f) farina di pesce e/o di crostacei.
Commercializzazione.
La commercializzazione limitata al prodotto fresco tiene conto della legislazione vigente e della buona pratica igienica. Gli esemplari immessi al consumo devono avere una un peso minimo di 50 grammi. Gli esemplari di peso inferiore sono commerciabili per operazioni di ripopolamento, solo all’interno dei confini definiti dal disciplinare di produzione.

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La storia

L’origine geografica della Tinca gobba dorata del Pianalto è ben individuata da testimonianze scritte e orali, ma addirittura è possibile confermare la presenza della specie con prove geologiche e paleontologiche.
Elencando sommariamente i dati che comprovano una relazione tra l’origine geografica della zona e la comparsa della specie si osserva come i primi reperti fossili di Tinca tinca risalgano al Villafranchiano Terminale di Valdarno, periodo del Pleistocene inferiore, appartenente all’era Neozoica.
È infatti a partire dalla fine del Pliocene e dal Pleistocene inferiore che si formano i depositi fluvio-lacustri della facies villafranchiana dell’Altopiano di Poirino (Parte 6 carta geologica).
A questo punto è immediato il collegamento tra i fenomeni geologici, che hanno contraddistinto la formazione dell’Altopiano, e la comparsa in gran parte dell’areale italiano di specie ittiche, ad essi coeve, come la Tinca.
Esistono comunque antiche e recenti fonti di documentazione che attestano come questo particolare legame tra Tinca, territorio e esseri umani sia sempre risultato saldo e duraturo nel tempo.
La presenza della Tinca gobba dorata nel Pianalto di Poirino, come pesce allevato e di apprezzato valore alimentare ed economico, è già comprovata da documenti risalenti al XIII secolo; addirittura tra le tante gabelle che affliggevano la popolazione rurale di Ceresole d’Alba, una di queste imponeva la consegna di quantitativi variabili di tinche.
Anche in periodi relativamente recenti si hanno notizie molto precise: ad esempio nella raccolta «Studi geografici su Torino e il Piemonte», aa.vv. ed. Ciappichelli 1954, uno degli autori, Natale Veronesi, dedica all’allevamento della Tinca il fascicolo: «Le peschiere del Pianalto di Poirino e la loro utilizzazione ittica» (Parte 5 e 7).
Tra le tante curiosità descritte, il Veronesi parla addirittura di pescatori professionisti, usi a gestire anche le altrui peschiere con contratti di mezzadria e d’affitto; questa attività professionale, non esistendo nell’Altopiano fiumi importanti per produzione ittica, era giustificata dalla rendita delle sole tinche allevate.
D’altronde, consultando le «Consegne del Sale» di Poirino (Parte 7), si individuano già dal 1775 cinque famiglie di pescatori, che evidentemente ottenevano le loro entrate dall’allevamento e dalla vendita delle tinche.
L’attività di pesca professionale, intendendo in tal senso l’allevamento delle tinche, si è protratta nei secoli e solo recentemente, verso l’inizio degli anni ottanta, è del tutto scomparsa, inserendosi tra le attività di tipo agricolo, anche a causa della morte degli ultimi anziani pescatori.
Al fine di garantire l’origine del prodotto e le caratteristiche peculiari dello stesso un Organismo di Controllo gestirà un elenco di produttori ed uno di condizionatori, e censirà gli stagni di allevamento.
Dal febbraio 2008 è certificata come prodotto DOP.

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Scheda tecnica
Origine
I territori dei comuni di Poirino (Torino), Isolabella (Torino), Cellarengo (Asti), Pralormo (Torino), Ceresole d’Alba (Cuneo) sono compresi totalmente nella zona di produzione. Sono parzialmente comprese nella zona di produzione solo alcune parti dei territori dei comuni di Carmagnola, Chieri,Villastellone, Santena, Riva presso Chieri, in provincia di Torino; Baldissero d’Alba, Montà d’Alba, Montaldo Roero, Monteu Roero, Pocapaglia, Sanfré, S. Stefano Roero, Sommariva del Bosco, Sommariva Perno, in provincia di Cuneo; Dusino S. Michele, Valfenera, Bottigliera d’Asti, S. Paolo Solbrito, Villanova d’Asti, in provincia di Asti.

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Tipologia


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Utilizzo
E’ l’ingrediente principe del classico Carpione Piemontese (fritta, poi marinata in aceto, vino bianco, erbe aromatiche), oppure in risotti e sughi.

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Valori Energetici
Valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto: Acqua (g) 81,56 Proteine (g) 17,18 Lipidi (g) 0,8 Colesterolo (mg) 71 Energia (kcal) 81 Sodio (mg) 99 Potassio (mg) 326 Ferro (mg) 0,23 Calcio (mg) 5 Fosforo (mg) 376 Magnesio (mg) 57 Zinco (mg) 0,44 Rame (mg) 0,04 Selenio (µg) 21,9 Vitamina A retinolo eq. (µg) 20 Vitamina E (mg) 0,64

Indirizzi Utili
CONSORZIO DELLA TINCA GOBBA DORATA DEL PIANALTO DI POIRINO; ASSOCIAZIONE PRODUTTORI DELLA TINCA GOBBA DORATA DEL PIANALTO DI POIRINO
C/O Comune di Poirino - Via C. Rossi 5, - 10046 - POIRINO (TO)
Tel.011 9450114-228
www.comune.poirino.to.it
comune.poirino@chierinet.it
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