header

Ortofrutticoli e cereali
CAROTA DELL’ALTOPIANO DEL FUCINO

CAROTA DELL’ALTOPIANO DEL FUCINO
Lo sapevi che ...
Le carote hanno diverse proprietà: Galattogena (facilita la secrezione lattea nelle puerpere); Emmenagoga(stimola il flusso mestruale se scarso); Carminativa(stimola la produzione di succhi gastrici e aiuta la digestione); Epatica; Diuretica; Purificatrice(del sangue); Lenitiva (per l’apparato digerente e intestinale);Idratante; Riparatrice(dei tessuti cutanei e della vista); Antiossidante; Abbronzante(grazie al betacarotene). La polpa è un ottimo antinfiammatorio molto adatto a curare piaghe, sfoghi cutanei e screpolature.
linea
Prodotto
L’IGP "Carota dell’Altopiano del Fucino" designa le carote delle cultivars della specie "Daucus carota L.", prodotte nella zona delimitata dal disciplinare di produzione e derivanti dalle seguenti varietà: MAESTRO (Vilmorin); PRESTO (Vilmorin); CONCERTO (Vilmorin); NAPOLI (Bejo); NÁNDOR (Clause); DORDOGNE (SG).
linea
Assaggio

Sapore dolce e corposo, con polpa particolarmente croccante.
 

linea
Caratteristiche

L’Altopiano del Fucino, area particolarmente nota per la produzione di ortaggi, si colloca geograficamente nell’Italia centro-meridionale, in quella che è considerata la Regione dei Parchi, l’Abruzzo.
L’area interamente pianeggiante, ad una altitudine di 700 mt. s.l.m., con i suoi 16.000 Ha, è circondata da monti di particolare interesse ambientale come quelli del "Parco nazionale d’Abruzzo", del "Velmo-Sirente" e degli "Emici-Simbruini".
La natura del terreno è sabbioso-limoso con elevata quantità di calcare attivo, la reazione (PH) è tra subalcalina ed alcalina, con valori elevati di sostanza organica attribuibile anche alle laute concimazioni letamiche effettuate dagli agricoltori del Fucino con cadenza biennale.
Il clima è influenzato dalla presenza di catene montuose circostanti, dall’altitudine e dall’umidità relativa ceduta dalla fitta rete di canali che assicurano sia il fabbisogno idrico durante le coltivazioni che il recupero delle acque superflue in inverno.
In sostanza si hanno inverni rigidi e piovosi mentre in estate il caldo investe tutto il territorio prevalentemente in luglio e metà agosto, inoltre, in considerazione dell’altitudine, la zona è caratterizzata da notevoli escursioni termiche che avvengono tra il giorno e la notte.
Per quanto riguarda le specie ortive, la carota è sicuramente l’ortaggio a cui gli agricoltori riversano maggiore attenzione: il dato produttivo di 1,6 milioni di quintali l’anno rappresenta una posizione di leader tra i produttori italiani (30%).
Ovviamente lo sviluppo della caroticoltura nell’Altopiano del Fucino non è attribuibile esclusivamente al potenziale produttivo che rappresenta nel territorio, bensì anche dalle peculiarità che il territorio stesso riesce a trasmettere al prodotto: il fattore pedoclimatico ha consentito non solo l’alta produzione ma anche la qualità nell’insieme degli aspetti che caratterizzano la "Carota dell’Altopiano del Fucino".
La diffusione della coltivazione nel territorio suddetto si identifica negli oltre 2000 ha investiti a carota. La produzione si attesta su circa 1,5 milioni di quintali annui, che rappresenta mediamente il 30% della produzione nazionale, il 5% della produzione europea e ? l% di quella mondiale.
La grandissima disponibilità di prodotto ha favorito, limitatamente all’area considerata, attività correlate di condizionamento e confezionamento del prodotto nonché la realizzazione di impianti di trasformazione della carota sia in cubetti che in succhi.
L’ortaggio ha forma prevalentemente cilindrica, con punta arrotondata, priva di peli radicali e senza cicatrici profonde nei punti di emissione del capillizio, epidermide liscia; colore arancio intenso, fusto verde. 

linea
Come si ottiene

I terreni destinati alla coltivazione della carota dovranno essere ubicati nella zona di produzione.
Nella preparazione degli impianti si procede con:
- aratura;
- fresatura per l’affinamento della superficie;
- rullatura per consentire una profondità di semina costante;
- non è consentita la concimazione diretta mediante letamazione onde evitare fenomeni di imbrunimento delle radici a causa della decomposizione della sostanza organica durante il ciclo vegetativo.
La semina è esclusivamente meccanica per garantire uniformità di distribuzione e densità colturale ottimale dei semi. Si provvede a mettere a dimora il seme in interfile di 35-40 cm, mentre sulla fila il seme è distribuito su bande della larghezza di 5 - 7 cm oppure in file binate continue.
Il seme è posto ad una profondità variabile dai 0.5 ai 1,5 cm.
L’avvicendamento o rotazione colturale da osservare obbligatoriamente è minimo di 4 anni.
Le tecniche colturali sono eseguite normalmente a macchina e si effettuano facendo attenzione a non danneggiare le radici o costipare eccessivamente il terreno nelle interfile.
Sono comunque prescritte:
- almeno una sarchiatura per consentire il controllo delle infestanti e la riduzione di compattezza del terreno per assicurare uno sviluppo armonioso della radice senza strozzature o piegamenti;
 - almeno una rincalzatura per evitare fenomeni di inverdimento del colletto.
Le irrigazioni vanno effettuate con modesti ma frequenti volumi di adacquamento che non superano i 400 mc/ha per intervento, il sistema usato è per aspersione.
Nel periodo estivo (luglio, agosto), le irrigazioni, se necessarie, vengono effettuate durante le ore notturne o al massimo nelle prime ore del mattino; tale scelta si rende necessaria per evitare danni alle piante a causa delle elevate temperature e della forte ventosità diurne che caratterizzano l’Altopiano del Fucino.
La raccolta è praticata valutando gli stadi di maturazione più idonei in funzione della destinazione del prodotto e della tipologia di confezionamento: essa si effettua nel rispetto delle norme di qualità fissate dalla regolamentazione comunitaria e delle caratteristiche del disciplinare.
Un prodotto da destinare alla conservazione dovrà essere raccolto a sviluppo ultimato e non prima del termine previsto per la cultivar.
Inoltre si dovrà tener conto dell’andamento climatico per garantire conservabilità e mantenimento delle caratteristiche qualitative ed organolettiche. Pertanto durante il periodo estivo (luglio, agosto) la raccolta si effettua nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio così da evitare l’esposizione al sole del prodotto.
Appena raccolte, le carote devono essere trasportate, entro quattro ore, nei centri di condizionamento, dove, prima del lavaggio e confezionamento, subiscono un raffreddamento utile a garantire loro il mantenimento delle caratteristiche di croccantezza, colore dell’epidermide e sapore.

linea
La storia

L’origine, quale zona agricola, del Parco non ci porta più lontano della fine del 1800 quando furono completate le opere di prosciugamento di quello che era considerato il terzo lago d’Italia come estensione: Il Lago del Fucino.
Già in epoca Romana  si ebbe l’idea del prosciugamento: dei tentativi di bonifica sappiamo da Plinio il Vecchio (23 d.c.-79 d.c.), Svetonio (70 d.c.-130 d.c.), Tacito (56 d.c.-117 d.c.) e Dione Cassio (163 d.c.-235 d.c.).
Il primo che volle tentare il prosciugamento del lago fu Cesare (100 a.c.-44 a.c.), che però venne ucciso prima che adempisse al suo proposito.
Fu quindi Claudio (10 a.c.-54 d.c.) che si adoperò in tal senso. Secondo Svetonio vennero utilizzate 30.000 persone tra schiavi e operai, lungo undici anni di incessanti lavori: si lavorava anche di notte, su tre turni di 8 ore, in squadre, sparse lungo il tragitto del canale (da considerare anche i lavori collaterali, preparatori e connessi).
Il risultato fu un canale di 5,6 km che attraversava in parte il Monte Salviano, per poi drenare nel fiume Liri. L’esito però non fu quello voluto, date le numerose frane del monte già durante la costruzione e, soprattutto, nei periodi successivi, per le quali la semplice manutenzione ordinaria non bastava.
Terminati i lavori Claudio volle celebrare l’opera con fasto, e organizzò dunque una naumachia, una battaglia navale sul lago. Al termine, venne aperta la diga, ma l’acqua non scolò a causa di una piccola frana avvenuta poco prima.
Purgato il canale e riaperte le chiuse, un’ulteriore frana causò una grossa ondata di ritorno che si abbatté sul palco dove la famiglia imperiale banchettava.
Di questi accadimenti vennero accusati gli incolpevoli liberti Narciso e Pallante, che non erano architetti, ma prefetti dei lavori. Più tardi ci provarono anche Traiano (53-117) e Adriano (76-138),  Federico II°di Svevia (1194-1250) del Sacro Romano Impero, Alfonso I° d’Aragona (1481-1500), Filippo I° Colonna (1578-1639), Carlo III° (1716-1788) con scarsi risultati.
Ci riuscì, con l’impiego di 4000 operai al giorno e 24 anni di lavoro, il banchiere romano Alessandro Torlonia (1800-1886), per quest’opera nominato Principe da Re Vittorio Emanuele  e decorato con medaglia d’oro.
Di fronte a questi eventi l’Altopiano del Fucino si può definire come "Territorio giovane, altamente produttivo ed incontaminato" che, grazie alla natura del terreno ed al clima particolarmente favorevole, riesce a trasmettere agli ortaggi peculiartà organolettiche e nutrizionali tali da essere apprezzate e riconosciute dai consumatori europei.
La coltivazione delle carote in pieno campo è iniziata, nell’Altopiano del Fucino nel 1950.
I notevoli redditi assicurati dalla coltura hanno destato l’interesse degli agricoltori, che hanno così inserito la carota nella rotazione colturale classica in uso nell’Altopiano del Fucino.
Insieme ai benefici economici, la coltivazione della carota ha determinato un allungamento della rotazione colturale, cosa che ha ridotto notevolmente fenomeni negativi come le proliferazioni di patologie o il fenomeno della stanchezza del terreno che tanti problemi arrecavano alle colture del Fucino.
Al riguardo è da sottolineare come il controllo dei nematodi della patata e della barbabietola da zucchero sia oggi affidato alla corretta rotazione colturale, resa possibile anche grazie all’introduzione della carota, contrariamente a quanto si faceva in passato con trattamenti nematocidi, effettuati con fumigazioni.
E’ stata riconosciuta dalla Comunità Europea come prodotto IGP nel febbraio del 2007.

linea
Scheda tecnica
Origine
L’intero comprensorio dell’Altopiano del Fucino. La delimitazione viene individuata dalla Strada Provinciale Circonfiicense e include porzioni di territorio, suddivise da strade interpoderali ed appezzamenti numerati, appartenenti ai seguenti Comuni della provincia di L’Aquila: Avezzano e frazioni; Celano e frazioni; Cerchio; Aielli; Cullarmele; Pescina e frazioni; S.Benedetto dei Marsi; Gioia nei Marsi e frazioni; Lecce dei Marsi; Ortucchio; Trasacco; Luco dei Marsi. Per la delimitazione dei confini sono state utilizzate le carte IGM 1:25.000 della Regione Abruzzo ricadenti nei fogli: F0 n. 145 11° - F0 n. 146 IIIo - F0 n. 151 Io- F0 n. 152 IVo PERIMETRAZIONE DELL’AREA -Altopiano del Fucino- Partendo da Avezzano (AQ), percorrendo la strada Via Fucino in direzione sud fino al Km 2 si incontra il semaforo di Borgo Via Nuova, svoltando immediatamente a sinistra ci si immette sulla strada Circonfiicense di cui al comma 1 del presente articolo. Durante il percorso, che riporterà esattamente al punto di partenza, si incontra la località Caruscino, si prosegue attraversando gli incroci di Str. 7, Str. 8, Str. 10, Str. 11 fino a Paterno di Avezzano località Pietragrossa, si prosegue sempre fino alla casa di guardia n. VI di Borgo Str. 14. Senza lasciare la strada Circonfucense si prosegue attraversando gli incroci di Str. 17, Str. 18, Str. 19, Str. 20 fino ad arrivare a S. Benedetto dei Marsi incrocio di Str. 22. Si prosegue attraversando gli incroci di Str. 23, Sr. 24, Str. 25, Str. 26, Str. 27 fino ad arrivare al Comune di Ortucchio incrocio di Str. 28. Si prosegue attraversando gli incroci di Str. 29, Str. 30, Str. 31, Str. 32 in località Balzone fino ad arrivare al Comune di Trasacco incrocio di Str. 36. Proseguendo e costeggiando sempre il Canale Allacciante Meridionale si attraversano gli incroci di Str.37, Str. 38, Str. 39, Str. 40 fino al Comune di Luco dei Marsi, si oltrepassa il paese e si prosegue attraversando gli incroci di Str. 43, Str. 44, Str. 45 fino ad arrivare a Borgo Incile Str. 1. Proseguendo ancora si incontra l’ex Zuccherificio di Avezzano fino ad arrivare all’incrocio di Via Fucino, punto di partenza.

linealinea
Tipologia
Extra; Prima. Extra; Prima.engono confezionate in appositi imballaggi nuovi, realizzati in legno, cartone o plastica contenenti carote della stessa categoria merceologica, recanti la dicitura IGP.

linealinea
Utilizzo
Per preparare puree, succhi, minestre, dolci, intingoli di arrosti, sughi, cotta al vapore, al burro, cruda in insalata. E’ uno dei classici odori (con cipolla e sedano) dei soffritti e del brodo di carne o vegetale.

linealinea
Valori Energetici
Valori nutrizionali : umidita’% 90 proteine % 1,20 grassi % 0,70 ceneri % 1 fibra % 1,80 calorie kcal/100g. 35 amido % 1 acido ascorbico mg/kg 5 nicotinamide mg/kg 5 riboflavina mg/kg 4 tiamina cloridrato mg/kg 6 fruttosio % 1,25 glucosio % 1,2o saccarosio % 4,30 carotene mg/kg 95/100 ferro totale mg/kg 7 calcio g/kg 0,35 fosforo g/kg 0,25 potassio g/kg 0,34

Indirizzi Utili
CONSORZIO DI TUTELA E VALORIZZAZIONE DEGLI ORTAGGI DELL’ALTOPIANO DEL FUCINO
Piazza Torlonia, 91 - 67051 AVEZZANO (AQ)
Tel.0863.502231

linea




back